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Ambiente e Salute

Borracce di plastica, vetro, alluminio o acciaio: quale scegliere?

Last updated: 26/12/2021
By Lazio Eventi
Published: 9 Dicembre 2021
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12 Min Read
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In questa breve guida, confronteremo i pro e i contro dei vari materiali con i quali sono fatte le borracce che adoperiamo giornalmente: plastica, vetro e metallo.

Qual’è il materiale migliore dal punto di vista della sostenibilità ambientale, dei costi e della praticità.

Grazie alla crescente consapevolezza dell’impatto della plastica sull’ambiente, si stanno diffondendo alternative ecologiche alle bottiglie usa e getta.

Indice dei contenuti
  • BORRACCE IN PLASTICA
  • BORRACCE IN ACCIAIO
  • BORRACCE IN ALLUMINIO
  • ALTRI MATERIALI: VETRO, SILICONE, PLA
  • Come e quando pulire le borracce (e perché solo sciacquarle non serve)

Tra le tipologie di bottiglie che stanno riscuotendo maggiore successo c’è l’uso della borraccia.

Quando vogliamo acquistare una borraccia la scegliamo sulla base di alcune caratteristiche:

  • affidabilità,
  • praticità,
  • comodità,
  • resistenza del contenitore,
  • facilità di apertura,
  • isolamento termico,
  • ermeticità,
  • diametro del collo.

Meno frequentemente diamo il giusto peso a un aspetto importante per la salubrità della bevanda che ingeriamo: i materiali con cui sono realizzate le borracce.

Tra i materiali più comuni con i quali sono realizzate le borracce troviamo: plastica, acciaio e alluminio, e in misura minore anche il vetro.

BORRACCE IN PLASTICA

La leggerezza e la versatilità sono i pregi maggiori per le borracce di plastica; oltre al prezzo inferiore rispetto a quello dei contenitori prodotti con altri materiali come l’acciaio.

Le borracce in plastica, indipendentemente dal polimero usato, devono sottostare a rigide leggi comunitarie.

Borracce plastica

Diffidate, tuttavia, da quelle borracce che hanno prezzi troppo economici perché potrebbe essere sinonimo di scarsa qualità.

Uno dei possibili problemi legato a l’uso di polimeri è rappresentato dalla facilità di incorrere in un sapore alterato dell’acqua o della bevanda che vi è contenuta; ma questa eventualità è fortemente legata alla qualità della plastica e alle temperature di utilizzo.

Tra le plastiche impiegate più frequentemente vi sono:

  • il tritan,
  • il polipropilene,
  • il polietilene,
  • il PET,

tutte plastiche in cui il rischio di migrazione di sostanze potenzialmente pericolose è minimizzato.
Tuttavia, si trovano ancora in commercio prodotti realizzati in policarbonato, materiale ormai bandito a causa della presenza del noto interferente endocrino Bisfenolo A (BPA).

Orientarsi durante la scelta d’acquisto dovrebbe essere facile; nella maggior parte dei casi il materiale plastico impiegato è indicato su l’imballaggio o su etichette che accompagnano l’articolo.
Tuttavia, in alcune situazioni di vendita online, si parla solo di “materiale sintetico” senza specificare quale plastica sia stata usata.

In generale, comunque, quando si parla di prodotti nuovi, le borracce in plastica, indipendentemente dal polimero usato, devono sottostare a rigide leggi.
La legge definisce specifici criteri compositivi e test di migrazione; prove che, eseguite da laboratori specializzati, tengono sotto controllo i livelli di sostanze indesiderate durante utilizzi prolungati nel tempo.
Tuttavia la plastica, pur essendo durevole, può rovinarsi per lunghi utilizzi o addirittura impropri: graffi, tagli e scolorimenti della parte interna della borraccia suggeriscono di sostituirla; si tratta di situazioni in cui i fenomeni di migrazione di sostanze indesiderate potrebbero accentuarsi specie nei punti più degradati.

Generalmente sono lavabili in lavastoviglie e utilizzabili con tutti i tipi di bevande anche calde ma è sempre bene verificare in etichetta che non siano previste limitazioni.

BORRACCE IN ACCIAIO

Al momento l’acciaio inossidabile è il materiale chimicamente ideale per realizzare una borraccia.
Si tratta di una lega ferrosa che, oltre a essere resistente, ha il vantaggio di essere inossidabile: bevande, anche particolarmente acide, non rischiano di corroderlo.
È relativamente inerte rispetto a tutto ciò con cui viene in contatto e in caso di cadute accidentali, l’unico rischio è che si ammacchi.

Borracce acciaio

Grazie alla sua inossidabilità non necessita di alcun rivestimento interno o di vernici che si potrebbero scheggiare durante un urto o usurare nel tempo.

Altro punto a favore delle borracce in acciaio risiede nella capacità di non conservare odori e sapori dei liquidi che hanno contenuto precedentemente; così come essere meno soggette alla proliferazione di muffe e batteri (a patto che siano adeguatamente lavate).
Il Decreti Ministeriali ne regolano gli aspetti di migrazione (focalizzati sui metalli pesanti cromo, nichel e manganese) garantendo solo oggetti sicuri per i consumatori.

Tra i difetti il peso, non comparabile con quello di un contenitore in plastica.

La borraccia in acciaio può essere generalmente lavata in lavastoviglie senza problemi ma è sempre bene controllare nelle istruzioni per le eventuali decorazioni presenti.

BORRACCE IN ALLUMINIO

Il punto di forza di questo materiale è certamente la leggerezza ma il fatto che l’alluminio non sia inossidabile rende necessaria l’applicazione di un rivestimento interno del contenitore al fine di isolare il metallo dal contatto diretto con la bevanda.

In passato venivano utilizzati prevalentemente rivestimenti polimerici di natura epossidica.
Cadute accidentali o usura potevano portare al loro deterioramento esponendo direttamente il metallo alla bevanda; accentuando potenziali fenomeni di migrazione (l’alluminio è un metallo tossico per il sistema nervoso, può danneggiare le ossa e la funzionalità renale).

Borracce alluminio

Oggi il rivestimento più gettonato è di natura ceramica: si tratta di un materiale molto più resistente all’usura, ai danneggiamenti meccanici e in grado di mantenere inalterate le caratteristiche organolettiche (odore, sapore) delle bevande.
È bene verificare l’uniformità del rivestimento: se lo strato ceramico presenta irregolarità e increspature è molto facile che si formino e prolifichino muffe e batteri.

Altro punto da valutare durante l’acquisto di una borraccia in alluminio e l’utilizzo che ne si ha in mente: in diversi casi, le istruzioni indicano chiaramente che non è adatta per contenere liquidi grassi (latte, oli), bevande acide (succhi di frutta, bevande energetiche, limonata) o calde.

ALTRI MATERIALI: VETRO, SILICONE, PLA

Il vetro ha un utilizzo limitato nel campo delle borracce perché, pur rappresentando il materiale maggiormente inerte, è più pesante della plastica e dell’acciaio ed è ovviamente più fragile.
Oltre a non conservare tracce odorose dei liquidi con cui viene riempita, il vetro azzera i rischi di contaminazione da parte di sostanze organiche.
Solitamente si utilizza vetro borosilicato per realizzarle e per questo motivo eventuali sbalzi termici non rappresentano un problema; sono tra l’altro impiegabili con qualsiasi tipo di bevande, siano esse fortemente acide o a base grassa.

Esistono anche svariati altri materiali che vengono utilizzati in abbinamento al corpo della borraccia: tappi, guarnizioni, beccucci; entrando a contatto diretto con bevande sono determinanti per la qualità della stessa.

Il silicone è il materiale più comunemente usato per guarnizioni e cannucce interne e, in casi più rari, anche per realizzare la borraccia stessa.
Il pregio maggiore è la flessibilità tant’è che serve a realizzare borracce pieghevoli, e la capacità di resistere ad altissime temperature (oltre 200°C).

Tra i più curiosi appare il bamboo, usato in alcune situazioni per realizzare tappi di borracce dal design accattivante, ma non esenti da limiti: questi genere di tappi non possono essere lavati in lavastoviglie e anche pulirli a mano per garantire un’igiene adeguata non è semplice.

Da ultimo il PLA, acido polilattico, materiale biodegradabile e compostabile, derivato dalla trasformazione degli zuccheri presenti in mais, barbabietola, canna da zucchero e altri materiali naturali; è utilizzato in pochissime borracce in commercio.

Come e quando pulire le borracce (e perché solo sciacquarle non serve)

Quante volte e come va pulita anche se contiene solo acqua? Qual è il metodo migliore per igienizzarle?

Una semplice sciacquata non basta.

A “contaminare” le bottigliette in acciaio o in alluminio (ma anche in vetro) sono sostanzialmente alghe e microorganismi, mentre, l’acqua e l’umidità sono un vero e proprio paradiso per invisibili alghe, funghi, muffe, batteri, spore e altro.
Ecco perché la sola acqua corrente non è sufficiente.
Tutti quei microorganismi vanno eliminati quanto meno con olio di gomito, soprattutto nella borraccia avevamo messo dell’altro (tipo una tisana o una bevanda qualsiasi).
Quindi la borraccia va lavata con cura e, soprattutto, tutti i giorni.

Uno studio pubblicato sul Journal of Excercise Physiology Online, dopo aver analizzato campioni di 30 bottiglie di persone che si allenavano in palestra, ha scoperto che l’83% dei contenitori era contaminato da stafilococchi o E-coli.
I germi possono contaminare la borraccia e sono sufficienti il contatto della bocca e le mani sporche e dimenticare di richiuderla dopo aver bevuto.

Come lavare le borracce

Se avete una borraccia in acciaio inossidabile, riempitela per metà con dell’acqua calda e una goccia di detersivo per i piatti. Dopo averla chiusa, agitate energicamente per alcuni secondi, poi svuotatela, risciacquate più volte e fatela asciugare. Non dimenticate di strofinare anche il tappo e la sua filettatura.

Se è “lavabile in lavastoviglie”, vi basterà mettere la borraccia insieme al resto dei piatti in un normale carico.

Altro metodo è riempire mezza borraccia con aceto bianco e acqua, lasciare agire la soluzione tutta la notte e poi sciacqua bene il mattino dopo.
Stesso procedimento mettendo un cucchiaio di bicarbonato invece dell’aceto.

Se la borraccia è in alluminio, meglio non pulire con sostanze acide e nemmeno con il bicarbonato, che non dovrebbe mai essere usato per pulire pentole o utensili da cucina in alluminio. Essendo infatti fortemente alcalino, il bicarbonato reagisce con l’alluminio causandone la perdita di lucentezza e colore.
In tutti casi, comunque, usate sempre uno scovolino per bottiglie, soprattutto se il collo della borraccia è troppo stretto per raggiungere il fondo e le pareti interne con la spugna.

Al momento dell’acquisto

Se ancora non ne avete una, ma siete pronti ad acquistare una nuova borraccia green, cercatene una in acciaio inox con il fondo removibile, che consente di accedere con facilità alla parte inferiore e all’interno.

Meglio preferire quelle con apertura larga che avranno anche una superficie interna più dritta e più raggiungibile con spugna o scovolino.

Assicuratevi, infine, che sia in acciaio inossidabile per uso alimentare, controllando che sulla confezione o sul contenitore che sia in acciaio inox 18/8 o 304 (le due categorie di acciaio inossidabile per uso alimentare).

TAGGED:alluminioambienteborracceplasticaqualesalutescegliere?vetro,

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