ra gli argomenti di nicchia e di straordinario valore documentario del Lazio, spicca una tradizione reale, protetta e documentata: la Festa della Madonna di Canneto e il pellegrinaggio a piedi a Settefrati, nella Valle di Comino (FR).
La Valle di Canneto e il santuario
Il Santuario di Maria Santissima di Canneto sorge a circa 1.000 metri di quota, in una conca carsica all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, nel territorio comunale di Settefrati.
Il luogo ha una continuità di culto plurimillenaria:
- Le origini pagane: Poco distante dal santuario, scavi archeologici condotti nel Novecento hanno portato alla luce i resti di un tempio della dea Mefite (divinità italica delle acque, delle sorgenti e della fertilità della terra), con monete, statuette e reperti votivi risalenti al IV-III secolo a.C.
- La cristianizzazione: La devozione si è convertita attorno alla figura della Vergine Nera, la cui statua lignea (databile tra l’XI e il XII secolo) ritrae una Madonna in trono con il Bambino, venerata sia nel Lazio meridionale che in Campania, Molise e Abruzzo.

Il rito del pellegrinaggio e le “Compagnie” (18-22 agosto)
Il momento culminante della devozione si celebra ogni anno tra il 18 e il 22 agosto.
L’aspetto peculiare e antropologicamente documentato dell’evento è l’arrivo delle Compagnie dei pellegrini:
- Il cammino a piedi: Centinaia di gruppi partono a piedi dai rispettivi paesi della Ciociaria, del Sorano, del Cassinate, del Molise e dell’Alto Casertano, attraversando per giorni sentieri montani e valichi appenninici.
- I canti e i costumi: Ogni compagnia marcia guidata dal capogruppo con lo stendardo (il crocifisso o l’insegna del paese), intonando canti corali tradizionali polivocali e recitando orazioni specifiche.
- L’accoglienza e l’ingresso in chiesa: L’arrivo al santuario prevede una liturgia precisa: la compagnia entra in ginocchio, percorrendo la navata centrale intonando il canto di arrivo alla Madonna, per poi girare intorno all’altare o alla statua.
- Il rito delle pietre e dell’acqua: I pellegrini si recano alla vicina sorgente del fiume Melfa per bere l’acqua ritenuta benedetta e bagnarsi il viso; un’antica consuetudine prevede di raccogliere piccoli ciottoli dal greto del torrente da portare a casa come protezione per la famiglia e per i campi.
Lo zampognaro e la musica tradizionale
Accanto alla liturgia, Canneto è uno dei centri storici fondamentali per la musica tradizionale del Centro-Sud:
- Durante i giorni della festa si danno appuntamento decine di suonatori di zampogna zoppa, ciaramella e organetto, provenienti in particolare dalle botteghe di Villa Latina, San Biagio Saracinisco e della Val di Comino.
- La musica non è spettacolo da palco, ma accompagnamento spontaneo: i suonatori accompagnano le compagnie lungo la salita e improvvisano balli tradizionali (saltarelli e ballarelle) nei prati attorno al santuario.
Fonti verificabili
- Archivio Diocesano di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo: Documenti storici sul culto della Madonna di Canneto e sulla giurisdizione ecclesiastica del santuario.
- Soprintendenza Archeologia del Lazio: Relazioni e schede di scavo sul santuario italico della dea Mefite nella Valle di Canneto.
- Studi demo-etno-antropologici: Ricerche di Diego Carpitella e Roberto Leydi sulla polifonia sacra dei pellegrinaggi e la tradizione dei costruttori di ciaramelle e zampogne della Valle di Comino.






