Nel cuore della Val di Comino, incastonato tra le montagne del Basso Lazio e a breve distanza dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, sorge un luogo che è al contempo un monito, un archivio e un abbraccio: il Museo del Novecento e della Shoah di San Donato Val di Comino. Questo spazio non è solo una collezione di reperti, ma un’esperienza immersiva che permette ai visitatori di ripercorrere le tappe fondamentali del cosiddetto “secolo breve”, con un focus particolare su una delle pagine più drammatiche e meno note della storia locale e nazionale.
San Donato: Una Capitale dell’Internamento Libero
Per comprendere l’importanza di questo museo, è necessario fare un salto indietro nel tempo, tra il 1940 e il 1944. Durante il regime fascista, San Donato Val di Comino fu designata come una delle principali località italiane per l’internamento libero dei cittadini stranieri, in gran parte ebrei in fuga dalle persecuzioni nel resto d’Europa.
A differenza dei campi di concentramento, l’internamento libero costringeva i profughi a vivere in case private o strutture del paese, sotto stretta sorveglianza ma a contatto con la popolazione locale. Questo creò un legame profondo e paradossale: da un lato la privazione della libertà, dall’altro una solidarietà silenziosa e coraggiosa da parte dei sandonatesi. Il museo nasce proprio per onorare questa memoria e per documentare il tragico destino di molti di quegli internati che, dopo l’8 settembre 1943, furono catturati dai nazisti e deportati ad Auschwitz.

Un Percorso in Otto Sale: La Storia in Cammino
Situato nel suggestivo scenario di un antico palazzo in Via Orologio, il museo si snoda attraverso otto sale tematiche che accompagnano il visitatore in un ordine cronologico e concettuale rigoroso.
- Il Primo Novecento: La mostra si apre con l’analisi dei primi anni del secolo, segnati da trasformazioni sociali e tensioni che avrebbero cambiato il volto del mondo.
- Il Fascismo: Una riflessione sull’ascesa del regime e l’impatto delle leggi razziali sulla vita quotidiana.
- L’Emigrazione: Un tema carissimo a questo territorio. Molte famiglie di San Donato cercarono fortuna all’estero, e il museo racconta le loro storie, tra cui spicca la curiosità di Cesidio Perruzza, l’uomo che diede vita alla tradizione del primo albero di Natale al Rockefeller Center di New York nel 1931.
- La Retrovia del Fronte di Cassino: Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Val di Comino si trovò a ridosso della Linea Gustav. Il museo documenta la vita sotto l’occupazione tedesca e la tensione di essere a pochi chilometri dal fronte.
- La Shoah e la Deportazione: È il cuore pulsante e più toccante dell’esposizione. Qui sono conservati documenti e oggetti appartenuti agli ebrei internati, inclusi i fascicoli originali recentemente donati dall’Università di Cassino, che ricostruiscono le identità e i volti di chi passò per queste strade prima dell’orrore dei lager.
- L’Arrivo degli Alleati: La gioia della liberazione e il passaggio delle truppe che portarono la fine del conflitto.
- La Ricostruzione: Come una comunità ferita ha saputo rialzarsi e guardare al futuro.
- Integrazione e Pace: Una sala dedicata alla riflessione e alla pacificazione, per trasformare il dolore in consapevolezza civile.
Museo del Novecento e della Shoah: Multimedia e Didattica
Uno degli aspetti più lodevoli del Museo del Novecento e della Shoah è la sua accessibilità. Le curatrici e i curatori hanno selezionato immagini e reperti con estrema sensibilità: il percorso è studiato per essere educativo senza risultare traumatico per i visitatori più piccoli o le persone particolarmente sensibili.
L’uso della tecnologia gioca un ruolo fondamentale. Proiezioni interattive, filmati d’epoca e dispositivi hi-tech permettono di “ascoltare” la storia. Tra le chicche cinematografiche, si scopre che San Donato fu il set del film “Carmen” (1942) con Viviane Romance e Jean Marais; una produzione kolossal che si interruppe bruscamente con l’armistizio dell’8 settembre, lasciando dietro di sé fotogrammi che oggi sono preziosi documenti storici.
Oltre le Mura: Il Memoriale Diffuso
La visita non si esaurisce all’interno del palazzo. Il Museo propone infatti dei percorsi esterni che trasformano l’intero borgo di San Donato in un memoriale a cielo aperto:
- Nel Centro Storico: Una passeggiata tra i vicoli per identificare le case dove vissero gli internati.
- In Montagna: Escursioni e trekking urbano lungo i sentieri che videro il passaggio di soldati, profughi e resistenti. Questi itinerari uniscono il piacere della natura alla profondità della ricerca storica.
Perché Visitarlo
Visitare il Museo del Novecento e della Shoah a San Donato Val di Comino significa fare un esercizio di cittadinanza attiva. In un’epoca che corre veloce, fermarsi a leggere una lettera di un internato o osservare gli oggetti quotidiani dei soldati ci restituisce la dimensione umana della Storia.
Il museo è facilmente raggiungibile e rappresenta una tappa fondamentale per chiunque si trovi in provincia di Frosinone. È un luogo di studi (grazie ai numerosi progetti con le scuole e le università) ma anche un punto di riferimento per il turismo culturale consapevole.
Informazioni Pratiche:
- Museo del Novecento e della Shoah
- Sito Web: www.museo900shoah.it
- Telefono: 340 2151609
- eMail: museo900shoah@gmail.com
- Indirizzo: Via Orologio, 11 – San Donato Val di Comino (FR).
- Servizi: Struttura accessibile ai disabili con ascensore e servoscala. Possibilità di prenotare visite guidate per gruppi e scuole.
Il Museo del Novecento e della Shoah ci ricorda che la memoria non è un peso del passato, ma una luce che illumina il presente. Se cercate un luogo che sappia parlare al cuore e alla mente, San Donato Val di Comino vi aspetta con la sua storia straordinaria.





