Il Museo e Fondazione Venanzo Crocetti di Roma, ospita dal 20 al 26 novembre, la retrospettiva sul celebre pittore Gabriele Patriarca (1916-1988), a cura di Andrea De Liberis e Alberto Moioli, promossa da ICAS Intergruppo Parlamentare Cultura Arte e Sport con gli auspici della Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei deputati, organizzazione a cura dell’Archivio Paolo Salvati.
L’inaugurazione sarà sabato 21 novembre alle ore 17.00.
In mostra 28 opere eseguite da Gabriele Patriarca che vanno dagli anni ‘60 agli anni ‘80, provenienti dalle Collezioni di Daniela Patriarca ed Andrea Salvati, eredi e testimoni culturali dell’artista.
Come il curatore Alberto Moioli spiega: “dal figurativo all’astrazione, Patriarca attraversa decenni di storia dell’arte italiana con una coerenza interna rara in un artista della sua generazione. Dal carboncino alle figure di donna studiate in accademia dal 1952 alle opere sacre o ludiche degli anni Sessanta e Settanta, fino alle composizioni astratte degli anni Settanta e Ottanta. Le sue figure femminili, i suoi Bagnanti, le sue Ballerine, i suoi Omaggi a Santa Maria del Popolo portano tutti il sigillo di una sensibilità formatasi nel rispetto della tradizione classica romana e poi capace di aprirsi, con misura e con intelligenza, verso la ricerca contemporanea.”
Il critico Almone A. Amoni, in un testo dedicato all’artista, ha individuato con esattezza il momento in cui questa evoluzione raggiunge una svolta decisiva. Il Totem del 1977, un piccolo disegno in cui la mano ferma del pittore segna sulla carta un coro di figure snelle, intersecate geometricamente e portatrici di una primordiale comunità umana, segna un passaggio di soglia. Da quel momento i dipinti astratti si animano di una vita più palpabile, nei rossi ben laccati, nei neri sfrangiati o temprati di grigio, nei bianchi e negli azzurri rassicuranti. De Liberis afferma che la pittura di Patriarca è un atto di coraggio, fede e innovazione, entra in gioco un’eleganza cromatica non comune, tutte quelle caratteristiche uniche a quei maestri che lasciano nel mondo traccia di sé.
Biografia di Gabriele Patriarca
Gabriele Patriarca (Roma, 10 luglio 1916 – Roma, 2 settembre 1988) è stato un pittore italiano. Esponente della pittura informale e proveniente dal movimento artistico dalla Scuola romana.
Studia all’Accademia del Nudo di Roma nel 1952 e cresce artisticamente all’interno di quella rivoluzione storica che segnò il distacco dalle regole e dagli schemi artistici classici a favore della modernità espressiva. Patriarca esordisce con l’arte figurativa, ma abbraccia le avanguardie del tempo nello sperimentare nuovi principi stilistici. Fu zio materno del pittore Paolo Salvati. I suoi dipinti sono stilizzati, minimalisti, i volti anonimi, senza nasi, perché esprimeva quella tendenza ad andare oltre. Dal 1954 partecipa a mostre come Quadriennale di Roma, Premio Nazionale del Paesaggio “Autostrada del Sole” al Palazzo delle Esposizioni a Roma dal 30 novembre 1961 al 7 gennaio 1962, insieme a Giuseppe Capogrossi e Giorgio de Chirico, espone alla Biennale romana nel 1968 con Alberto Burri, Ugo Attardi e Fausto Pirandello. Ha esposto al Premio Nazionale Due Sponde di Messina nel 1956, al Premio Nazionale di Ferrara nel 1957, al Premio Frattina dal 1957 al 1959, alla mostra d’arte sacra di Spello e Celano dal 1964 al 1966, al Premio Nazionale di Pittura a Catania nel 1965, in via Margutta con l’associazione Cento Pittori via Margutta, alle Biennali d’Arte Figurativa di Alatri a Palazzo Conti-Gentili, nel 1958, 1961 e 1962, 1975, 1977 e 1979. Nel 1974 alla Galleria l’Agostiniana di Piazza del Popolo a Roma, la sua ultima mostra personale. Ha ricevuto il primo premio alla mostra d’arte sacra San Bonaventura da Bagnoregio nel 1974 e il primo premio alla mostra d’arte mariana a Palazzo Barberini nel 1986. Muore a Roma il 2 settembre 1988. Nel giugno 1998, a dieci anni dalla morte, gli viene dedicata una mostra antologica presso la storica Galleria L’Agostiniana. Sue opere sono esposte al Museo Civico di Noto, alla Pinacoteca Comunale di Celano, alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, alle Chiese di Santa Maria del Popolo, al Museo Civico di Alatri, Rovereto e Spoleto, è stato Accademico Tiberino. Di lui hanno scritto Marcellino Venturoli, Renato Civello, Michele Biancale e Marta Lock.
Le sue opere sono esposte nel Museo civico di Alatri, nel Museo civico archeologico di Noto e nella Fondazione Monte dei Paschi di Siena
Pubblicazioni nei cataloghi:
- Catalogo, Quadriennale d’arte di Roma, Premio nazionale di paesaggio Autostrada del Sole, novembre 1961-gennaio 1962, Palazzo delle Esposizioni, Roma.
- Catalogo, IV Rassegna di Arti Figurative di Roma e del Lazio, Edizioni dell’Ateneo, 1963, Roma, pp. 24.
- Catalogo, Prima Mostra Nazionale d’Arte Sacra, Roma, 14-24 aprile 1965, pp. 21.
- Catalogo, Biennale romana, De Luca editore, Roma, 1968.
- Catalogo, Pittori e pittura contemporanea, Edizioni Il Quadrato 1970, Milano, pp. 487.
- Catalogo, Cinque momenti pittorici: Luisa Catanea, Carlo Monti, Quirino Cervelli, Gabriele Patriarca, Carlo Speranza, a cura di Gaetano M. Bonifati, 1979.
- Catalogo, Gabriele Patriarca, CIDA Edizioni d’Arte, 1986, Roma.
- Catalogo, Gabriele Patriarca: Mostra antologica, Roma, 1948-1988.
Info:
- Composizione in pittura come fedeltà: retrospettiva di Gabriele Patriarca (1916-1988)
- 20-26 novembre 2026 – Inaugurazione 21 novembre ore 17.00
- Museo e Fondazione Venanzo Crocetti
- Via Cassia 492 – 00189 Roma
- Ingresso gratuito lunedì – venerdì: 11-13 e 15-19 / Sabato: 11-19
- Promossa dall’Archivio Paolo Salvati
- RSVP: info@archiviopaolosalvati.org








