Prosegue allo Spazio Scena di Roma il ciclo di incontri โIl viaggio del produttoreโ, promosso dalla Scuola dโArte Cinematografica Gian Maria Volontรฉ, con due appuntamenti, moderati da Boris Sollazzo, che mettono a fuoco, da prospettive diverse, il senso e le trasformazioni contemporanee del produrre cinema.
Il primo incontro, martedรฌ 17 febbraio alle ore 18:30, vedrร protagonista Carlo Degli Esposti, tra i produttori piรน autorevoli e innovativi del panorama audiovisivo italiano. Sarร un attraversamento personale e professionale dentro una carriera che ha segnato in modo profondo lโimmaginario collettivo: dalla fondazione di Palomar, realtร capace di coniugare identitร autoriale e soliditร industriale, fino al successo internazionale de Il commissario Montalbano, modello di serialitร italiana esportata nel mondo. Nel corso degli anni, Degli Esposti ha accompagnato opere di forte impronta civile e culturale come Il giovane favoloso di Mario Martone, La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi, Volevo solo nascondermi di Giorgio Diritti, confermando una visione del produttore come figura di mediazione e responsabilitร , capace di tenere insieme visione artistica, rischio imprenditoriale e impatto pubblico.
A seguire, la serata continuerร con la proiezione di Palazzina Laf (2023), diretto e interpretato da Michele Riondino al suo esordio alla regia e prodotto da Carlo Degli Esposti insieme a Nicola Serra. Ambientato nella Taranto del 1997, il film affronta uno dei casi piรน controversi e dolorosi della storia industriale italiana, legato alle vicende dellโIlva. Attraverso lo sguardo dellโoperaio Caterino Lamanna, figura ingenua e ambigua insieme, il racconto mette in scena il meccanismo della โPalazzina Lafโ, reparto-lager destinato a isolare e piegare i lavoratori considerati scomodi. Tratto dal libro Fumo sulla cittร di Alessandro Leogrande, cui il film รจ dedicato, Palazzina Laf costruisce un equilibrio sottile tra dramma e grottesco, evitando la retorica e restituendo un affresco umano e politico di grande forza narrativa. Presentato alla Festa del Cinema di Roma e premiato ai David di Donatello, il film รจ un esempio concreto di come la produzione possa farsi strumento di memoria e di coscienza civile.
Il secondo appuntamento della settimana avrร luogo giovedรฌ 19 febbraio alle ore 18:30, sempre allo Spazio Scena, con Antonietta De Lillo, qui presente in qualitร di produttrice. Regista di lungo corso e figura indipendente del cinema italiano, De Lillo racconterร unโesperienza che ridefinisce i confini tradizionali dei ruoli: quella del regista-produttore che sceglie di attivare un modello alternativo, fondato sul coinvolgimento diretto del pubblico attraverso forme di crowdfunding e partecipazione dal basso. Un modo diverso di produrre, che trasforma il film in un processo condiviso e in un atto collettivo, dove la comunitร non รจ soltanto destinataria dellโopera ma parte attiva della sua realizzazione.
Al centro dellโincontro, i cortometraggi prodotti da Marechiaro nellโambito del progetto โFilm Partecipatoโ (2024), opere che esplorano, ciascuna con il proprio linguaggio, il confine sottile tra istinto e coscienza, tra dimensione individuale e responsabilitร collettiva. I corti che verranno proiettati sono: Lโuccello imbroglione di Davide Salucci, ambientato nel Carso triestino, dove la presenza di un raro uccello capace di imitare la voce umana diventa metafora di memoria e resistenza, minacciata dallโindustrializzazione e dallโinquinamento acustico; il film รจ realizzato con il sostegno del MIC e di SIAE nellโambito del progetto โPer Chi Creaโ. Bobby di Erica De Lisio, che indaga con sguardo intimo e simbolico il rapporto tra essere umano e alteritร animale, mettendo in tensione fragilitร individuale e bisogno di appartenenza. Ciao casa mia di Andrea Morabito, dedicato allo sgombero delle Vele di Scampia e al salvataggio degli animali rimasti senza casa, segue lโimpegno delle associazioni LAV e ANPANAFMC nel tentativo di non lasciare indietro nessuno, tra emergenza sociale e tutela degli animali. Sacre Spire di Davide Petrosino, che conduce nel borgo abruzzese di Cocullo durante la tradizionale โFesta dei serpariโ, dove il serpente perde la sua connotazione minacciosa per diventare simbolo sacro, in un rituale che ridefinisce il legame tra uomo e natura.
Saranno presenti, insieme ad Antonietta De Lillo, anche i registi delle suddette opere, in un confronto che metterร al centro non solo i contenuti, ma anche il processo che le ha generate: un percorso produttivo fondato sulla condivisione, sulla responsabilitร diffusa e sulla possibilitร di ripensare il rapporto tra cinema e comunitร .
Lโingresso รจ libero fino a esaurimento posti.
La Scuola dโArte Cinematografica Gian Maria Volontรฉ รจ un Centro di formazione professionale della Regione Lazio, dedicato alle professioni del cinema. Il percorso formativo triennale, gratuito, รจ cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo e gestito tramite convenzione dalla societร regionale LAZIOcrea S.p.A.




