Un florilegio di simboli, contribuiscono a creare la suggestione delle Stanze Alchemiche, proposte attraverso un allestimento scenografico allusivo: opere al nero, definito scientificamente come l’assenza di luce o l’assorbimento di tutte le lunghezze d’onda, che nell’arte e nella cultura è considerato un colore potente che simboleggia dualità: lutto, mistero, oscurità e morte. Opere al grigio, sobrio e autorevole colore neutro acromatico, un colore senza colore, che esprime equilibrio, eleganza, ma anche malinconia, ed invita alla riflessione.
A far vivere le stanze, l’artista sceglie: Legno, materiale vivo, struttura e memoria palpabile, Gomma materiale polimerico, Specchio ad indicare la trasmutazione della coscienza, la soglia tra il visibile e l’invisibile, Tessuto è la struttura sottostante della realtà, la connessione tra materia e spirito, fungono da precursori della chimica moderna e centri di conoscenza spirituale e che ci appaiono in ogni stanza, una diversa dall’altra, ognuna con uno specifico messaggio.
E’ riferendosi alla materia stessa, vista come un velo da trasmutare per rivelare l’essenza spirituale, o a una “trama” di forze cosmiche che compongono l’universo, l’artista è egli stesso un atto creativo, simile alla Grande Opera alchemica: la creazione di qualcosa di nuovo, bello e funzionale attraverso il mistero dei simboli che non cessa mai di affascinare. come capsule del tempo contemporanee atterrate in un’epoca sospesa. Eliminando il superfluo per rivelare l’essenza, lavora sottraendo, riduce dettagli e complessità usando il vuoto stesso come materia sottratta e immaginata, per cogliere l’istante e la luce, liberando la forma, per comunicare messaggi potenti con elementi essenziali. La progressione della mostra è scandita dalla forza simbolo dei cinque elementi – Acqua, Fuoco, Aria, Terra e Metallo/Spirito – in un’armonia di equilibri e contrasti che richiama strati di passato e presente che coesistono, come gli strati geologici, creando un senso di profondità storica, di realtà multiple e di narrazioni sovrapposte, finchè ciò che rimane nell’animo del fruitore è Luce.
Le Stanze Alchemiche, hanno dunque la capacità di comunicare idee e messaggi attraverso elementi grafici fondamentali (punti, linee, forme, colori, spazi, oggetti) e creando un impatto immediato, sfruttando la velocità di elaborazione del cervello verso le immagini, basandosi su codici e regole per trasmettere significati complessi in modo intuitivo a chi osservando le elabora, compiacendose quasi a sorpresa.
Vestigia: l’architettura della memoria antica
La memoria non conserva una copia esatta della realtà, ma l’interpretazione che il soggetto ne dà, modificabile nel presente. (S.Freud) . Volgiamoci ora alla grande opera con sfondo nero in tessuto e 10 cornici vuote, che Marchetti affianca e presenta in mostra. Un’opera dal forte carattere concettuale, interpretabile come una riflessione sull’assenza, la memoria o il potenziale inespresso. La combinazione di elementi neri (spesso associati a mistero o vuoto) e cornici vuote (che solitamente indicano un soggetto mancante) crea un contrasto che invita alla contemplazione. L’opera mette in discussione il ruolo della cornice. Invece di valorizzare un’immagine, la cornice stessa diventa il soggetto, evidenziando il “nulla” o il nero del tessuto, spostando l’attenzione dall’oggetto al concetto.
I Giardini di Contemplazione, altra opera che Marchetti dedica all’evento, invita il pubblico a soffermarsi ed imparare a bearsi del silenzio, della riflessione, per riappropriarsi del tempo, di un ritmo interiore più lento e pacato, che permetta di ascoltare sé stessi e la voce più nascosta delle cose.
ll giardino è la più piccola particella del mondo e, al contempo, è la totalità del mondo. (Michel Foucault)
Opening: 14 Marzo 2026, dalle 18,00
Alla Galleria Kayros , Via Giulia 8, Roma
“The Anatomy of Silence”
Vestigia: l’architettura della memoria antica
Mostra personale di Carlo Marchetti
Finissage: La Mostra terminerà il 30 Aprile 2026
Orari Galleria lun/ven 10/18,00 (altri giorni su appuntamento)
Info Galleria: anitalindhoudt@gmail.com -3338099054
A cura di M.Rita Bassano
Info: 3343630727
Press Office: MoodArt Ass. Culturale di M.Rita Bassano










