Originariamente in corrispondenza dellโisola si trovava il cratere del vulcano da cui ha avuto origine il Lago di Bolsena. Lโisola ha dimensione modesta, 17ettari, ma รจ incredibilmente ricca di storia e spettacoli della natura.
Il suo insediamento ha origini antiche e dubbie. La presenza stabile sembra risalire al 1200 sotto il dominio della famigliaย Aldobrandeschi. Fu Successivamente dominio della chiesa eย residenza estiva del papaย fino al 1758.
Nella profonditร del monte Tabor (56 m s.l.m.) fu scavata nel tufo la โMalta dei Papiโ orribile carcere a vita a cui ci si accede per mezzo di un pozzo lungo 30 metri destinato agli ecclesiastici che si macchiavano di eresia.
Nel IX secolo fu rifugio degli abitanti di Bisenzio invasa dai Saraceni.
La vista dal lago รจ stupefacente: si spazia dai folti boschi di leccio con pioppi, salici, platani e piante secolari attraverso tratti di macchia fino ad uliveti secolari e giardini allโItaliana.
Uno studio botanico effettuato sullโisola ha rinvenuto fino aย 230 tipi di vegetazioneย sia spontanea che naturalizzata. Iย panoramiย sono incantevoli, bellissime insenature e strapiombi rocciosi che scompaiono nellโazzurro del lago.
Lโisola ha in se anche numerosi monumenti. Al suo interno infatti si trovano benย sette chiese, ognuna di fronte ad uno dei comuni che si affacciano sul lago.

La storia in breve
Le prime presenze documentate sullโisola โ Bisentina da Bisentium, antica cittร sulla sponda sud del lago di Bolsena โ compaiono alla fine dellโEtร del Bronzo, cui risale una piroga ritrovata in loco.
A seguire fu frequentata in epoca etrusca e in seguito romana, e successivamente costituรฌ rifugio per gli abitanti dei paesi limitrofi in epoca di invasioni saracene. Intorno allโanno Mille vi fu edificato un piccolo borgo e nel tempo lโisola fu annessa al dominio di Guglielmo da Vico.
Nel XIII secolo a seguito del riconoscimento della sovranitร della Chiesa โ che rivendicava come proprie le regioni intorno a Bolsena โ sullโisola Bisentina, Papa Urbano IV impose allโepoca il nome di Isola Urbana. Alla fine del XIV secolo lโisola divenne proprietร della famiglia dei Farnese. Sotto Paolo III nato Alessandro Farnese, la Bisentina entrรฒ nei loro domini come la gemma piรน preziosa del loro Ducato, che si estendeva dal mare Tirreno fino al lago di Bolsena.
Costituito nel 1537, il Ducato rientrรฒ nel patrimonio della Chiesa nel 1649, e cosรฌ lโisola.
Tutto ciรฒ che รจ edificato sullโisola si relaziona alla presenza dei Frati Minori, ai quali Papa Eugenio IV nel 1431, autorizzata la costruzione del convento francescano, affidรฒ lโintera isola. Al periodo di residenza dei frati risale anche la costruzione dei sette oratori.
Dopo vari passaggi lโisola, nel 1912, fu proprietร dalla principessa Beatrice Spada, moglie del duca Vincenzo Ravaschieri Fieschi, estimatore del buon vivere a cui per questo Gabriele DโAnnunzio si ispirรฒ per la figura del protagonista Andrea Sperelli ne Il Piacere.
Successivamente lโisola รจ appartenuta alla famiglia Del Drago, e nel 2017 รจ stata acquisita dalla famiglia lombarda dei Rovati, fautori dei lavori di restauro in corso.
Il patrimonio storico artistico
Il maggiore monumento dellโisola รจ la chiesa dei SS. Giacomo e Cristoforo con annesso convento francescano.
La costruzione della chiesa fu avviata da Ranuccio Farnese il Vecchio sopra la preesistente dedicata a San Giovanni Battista, con intento di destinarla a mausoleo della famiglia โ pro se et aliorum de domo sua โ come recita lโiscrizione sul sarcofago in cui egli รจ infatti deposto dal 1450.
La tomba oggi si presenta rimontata allโinterno della nuova chiesa voluta nel 1588 dal cardinale Alessandro Farnese su progetto dellโarchitetto Giovanni Antonio Garzoni da Viggiรน, che disegnรฒ anche la cupola in piombo tuttโora ben visibile dalla terraferma.
La chiesa รจ a croce greca e ha ospitato dipinti preziosi di Annibale Carracci ed altri autori che furono poi trasferiti da Papa Clemente XI in Vaticano: oggi tre di queste opere sono state rintracciate dallo storico Romualdo Luzi: un olio su tela si trova presso la chiesa di S. Maria della Caritร a Bologna; una piccola Crocifissione con la Madonna, San Giovanni Battista e Santa Maria Maddalena si trova presso il museo di Berlino, e un Compianto sul Cristo morto, ma senza data nรฉ firma, si troverebbe presso il convento dei Cappuccini di Montefiascone.

Sono presenti sette cappelle, il numero di sette non era originariamente previsto ma fu raggiunto nel tempo, a imitazione delle sette chiese di Roma, con ciascuna cappella rivolta verso uno dei sette paesi costieri del lago.
Ed รจ proprio lโunione delle sette chiesette con la chiesa maggiore (7 + 1) a simboleggiare il compimento di un cammino spirituale: il numero 8, lโinfinito, rappresenta lโevoluzione interiore verso il divino
La natura
La maestosa vegetazione vede insieme piante esotiche rare, querce native e ontani con piante di importazione seicentesca., come platani, tigli, eucalipti, magnolie, cedri e palme, oltre a specie rupicole e felci sulle pareti rocciose.
Piante mediterranee come il leccio e lโulivo selvatico convivono con agavi e fichi dโIndia in una sorta di giardino dellโEden, luogo di tranquillitร .
Giardini allโitaliana di cui sono ancora visibili i vecchi fasti sono ancora presenti, ereditati dalle precedenti proprietร : nel programma di rinascita dellโisola cโรจ anche un progetto futuro dedicato proprio a questi giardini.
La presenza floreale include giaggioli, rose, camelie, ortensie, piante di agrumi e specie spontanee. Sullโisola sono inoltre di casa colonie di cormorani e uccelli acquatici, e annualmente si registrano passaggi di uccelli migratori.
Curiositร e misteri
Sotto il monte Tabor, il punto piรน alto dellโisola, che porta questo nome per chiara intenzione di ricalcare quello del monte in Galilea, esiste ancora la Malta dei Papi, citata da Dante nel Paradiso (canto IX, vv. 52-54) come carcere perpetuo.
Oggetto di un disegno progettuale per consentirne in futuro la visita, la Malta รจ un profondo cunicolo scavato nel tufo alla cui estremitร cโรจ una camera ipogea di circa 6 metri, di origine probabilmente etrusca, al cui centro รจ ubicato un pozzo ora ricolmo di terra.
Utilizzata nel XIII secolo come carcere a vita per gli eretici, e sfruttata con funzione di prigione per circa 100 anni, questa camera fu oggetto di conversazione tardo ottocentesca nel salotto teosofico di Madame Blavatsky, che riteneva questo luogo uno degli ingressi segreti per il regno sotterraneo di Agarthi, โlโinaccessibileโ.
Isola Bisentina. Un luogo, dunque, che si apre a tutti: chi ama la storia, chi lโarchitettura, chi desidera immergersi nella natura e chi รจ appassionato di vulcanologia, chi รจ attratto dal mondo esoterico e chi รจ incline a cercare il mistero.
Qui, tesori visibili o da scoprire, per lo sguardo di ognuno.
Le immagini contenute sono scattate da Lorenzo Breccola e Mauro Mattioli
Per orari e modalitร di visita: www.isolabisentina.org









