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17 dicembre 2018
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Luoghi da visitare

Parco di Gianola e Monte di Scauri

Il Parco di Gianola e Monte di Scauri sorto nel 1987 tra i Comuni di Minturno e di Formia, si adagia su un rilievo collinare di incontaminata bellezza che guarda il mare ai propri piedi diffondere un irresistibile corredo di brezze e ancestrali profumi.

Parco di Gianola
Parco di Gianola

Passeggiando per i sentieri frondosi del Parco si avverte una sensazione particolare: alla delicata voce della natura si associa quella della storia attraverso i suoi indizi, fatti di mura e vestigia antiche. Tutto un insieme di testimonianze archeologiche che vale la pena di visitare e che molti, purtroppo, anche della zona, ancora non conoscono.

Natura ed archeologia, ecco l’elemento vincente del Parco. Tra il verde della caratteristica vegetazione della macchia mediterranea, abitato da una discreta fauna ed avifauna, si scorgono i resti della villa del Cavaliere Mamurra (I sec. a.C.), di un ninfeo a pianta ottagonale detto “Tempio di Giano”, di un sistema ingegnoso di bacini idrici, di fontane e cisterne, di un sistema di scale che degradano verso il mare.

È bello visitare la flora del Parco, ma credo che abbinarvi un percorso archeologico costituisca un valore aggiunto notevole in modo da creare una compenetrazione dell’uno nell’altra. Il tesoro di questo sito è che in esso si nascondono ancora molte sorprese da rinvenire e riportare alla luce studiandole più dettagliatamente.

Un percorso dal presente, la natura, al passato, l’archeologia, attraverso il contemporaneo rappresentato da: centro termale – albergo – ristorante – spazio espositivo.

Tra le perle che ingioiellano il Golfo di Gaeta, il Parco di Gianola e Monte di Scauri è sicuramente una delle più preziose.

Ultimo promontorio meridionale del Lazio, costituito da un rilievo collinare, con quote attorno ai 40 metri sul livello del mare, adiacente al più vasto rilievo del Monte di Scauri (123 metri). Situato a sud del Lazio a pochi chilometri dalla regione Campania tra i Comuni di Formia e Minturno, Provincia di Latina. L’area del Parco, situata alla base dei contrafforti a mare dei Monti Aurunci, gode di un clima particolarmente mite, di tipo decisamente mediterraneo, che ne consente la frequentazione durante tutte le stagioni dell’anno.

Parco di Gianola e Monte di Scauri

Sentiero Malopasso
Sentiero Malopasso

L’attuale paesaggio del territorio del Parco porta le tracce di un’antichissima frequentazione umana.
Strumenti litici rinvenuti in superficie datano al Paleolitico medio le prime testimonianze della presenza dell’uomo nella zona. Presso il borgo di Scauri vi sono i resti di una villa d’epoca repubblicana attribuita, dal nome del luogo, a Marco Emilio Sauro: ingloba una cinta megalitica identificata per l’Oppidum Pirae, stazione marittima scomparsa con la romanizzazione; vi si sovrappone inoltre una torre medievale quadrata.
Più eminente la villa (Villa Mamurra) sul Promontorio di Gianola verso Formia (sec. I° a.C. son successivi adeguamenti del I° sec. d.C.), probabilmente di Mamurra (ricco cavaliere formiano arricchitosi nelle campagne militaria in Spagna ed in Gallia di Cesare), disposta in due bracci orientati specularmente con al culmine un ninfeo a pianta ottagonale detto “Tempio di Giano”: conteneva una fonte che alimentava nella villa bacini, fontane, terme, la cui acqua era accumulata in cisterne come quella centrale detta delle “Trentasei Colonne“. Le terrazze digradanti al mare, con lunghi portici, erano collegate da scale di cui una coperta detta “Grotta della Janara” (strega).
Su una peschiera della villa presso il “Porto di Gianola”, intorno al 1930 venne edificato un approdo.
Per la difesa costiera furono edificate nel XVI secolo delle torri di vedetta: di Scauri (rudere), del Fico, di Gianola (distrute) e Torre Foce verso il Rio Santa Croce.

SPIAGGIA DEI SASSOLINI
La spiaggia dei sassolini è l’ultima spiaggia del litorale di Scauri (e sicuramente la migliore), riparata tra Monte d’Oro e Monte di Scauri.
Formata da sabbia ocre di grossa grammatura, ciottoli e scogli, l’acqua assume colori nelle variazioni di verde; di facile accesso il periodo migliore per visitarla è in primavera dato che in estate diventa abbastanza affollata.
Si raggiunge dal lato di Scauri, per Monte d’oro, seguire le indicazioni per il “Mary Rock”.

TORRE DI SCAURI
La Torre di Scauri (Torre Quadrata o dei Cavallari) sorge su di un picco a strapiombo sul mare, di fronte all’abitato di Scauri; fu eretta, forse riconvertendo una preesistente struttura, nella seconda metà del XVI secolo per potenziare la difesa costiera insieme alle già esistenti torri del Fico, di Gianola (oggi distrutte) e Torre Foce verso il Rio Santa Croce, che furono invece erette nella I metà del secolo, in seguito ad un’ispezione dell’ingegnere Benvenuto Tortelli lungo le coste del Regno di Napoli.
Per la costruzione di Traetto, così come si chiamava il Comune anticamente, furono obbligati a stanziare 300 ducati e a stanziare una guarnigione per la costruzione della torre.
All’inizio del secolo scorso venne utilizzata, al pari di altre vedette, come postazione doganale.
La torre attualmente è priva della parte superiore e della scala di accesso, mantiene comunque la sua forma quadrata di circa 13 metri alla base ed 11 alla sommità per un’altezza di 14 metri a creare una curiosa forma tronco-piramidale, tipica delle rocche di difficile accesso.
In origine, comprendeva una base a scarpa, un piano principale ed una terrazza con guardiola per munizioni.
L’accesso, sopraelevato, avveniva mediante una doppia rampa di scale ed un ponte levatoio.
Sulla terrazza, in asse con la porta di accesso, era ricavata una piccola caditoia.
La muratura si compone di blocchetti di tufo e scaglie di pietra locale.
Si raggiunge passando da Monte d’Oro prendendo una stradina sterrata in salita.

GROTTA AZZURRA
Così chiamata perché i colori dell’acqua marina si riflettono sulle pareti.
Si può raggiungere sia dalla spiaggia dei sassolini che da Monte d’Oro continuando a seguire la leggera traccia di sentiero che dalla Torre di Scauri scende verso il mare; non esiste passaggio via terra ma solo via mare.

OASI BLU
L’Oasi, con un’estensione di circa 5 ettari, si estende sul tratto di mare antistante il Parco di Gianola e Monte di Scauri, nel cuore del parco: raggiunge i sei metri di profondità; la costa è a scogliera con una piccola spiaggia a ciottoli e con fondali anche sabbiosi.
L’Oasi Blu comprende una piccola insenatura, che la tradizione identifica come Porto Cofenegliu, dove anche l’ambiente marino è protetto grazie ad una concessione demaniale data dal WWF.
La vegetazione della costa è quella tipica della macchia mediterranea con abbondanza di filiera, cisto marittimo, mirto e lentisco, e presenza di specie pioniere che riescono a colonizzare anche gli ambienti più ostili, come quelli caratterizzati da un alto tasso di salsedine.
Sui fondali si trovano alghe coralline ed alghe verdi.
Numerosi sono gli uccelli marini che si possono avvistare: gabbiani, beccacce di mare, il cormorano ed il piccolo piro piro.
Nelle acque nuotano triglie, cerchie, salpe, saraghi, occhiate oltre al cavalluccio marino, simbolo dell’Oasi.
Nell’Oasi sono vietati il transito di imbarcazioni a motore e la pesca; per il suo essere un ambiente marino protetto costituisce un laboratorio vivente di parecchie specie del Mar Mediterraneo (è presente anche una vasca per le tartarughe).
E’ possibile praticare il seawatching, nuoto pinnato di superficie lungo un sentiero subacqueo alla scoperta degli ambienti più belli dei fondali marini.
Le scuole possono richiedere attività didattiche personalizzate.
In questa area si svolgono numerose attività educative e di ricerca in collaborazione con Centro Studi Cetacei e la stazione Zoologica – Acquario di Napoli.
L’Oasi à gestita dal WWF, in alcuni periodi per l’ingresso all’Oasi è previsto il pagamento di un biglietto.
Si accede da un sentiero percorribile a piedi dal porticciolo romano o da lungo il sentiero del “Malopasso”.

Porticciolo Romano
Porticciolo Romano

PORTICCIOLO ROMANO
Punto d’attracco delle piccole navi romane, ristrutturato nel 1930 su una preesistente peschiera per allevamenti ittici della villa (Mamurra) da un barone per l’attracco della propria barca.
Facilmente raggiungibile anche in auto da parcheggiare presso ul punto di ristoro.

GROTTA 7 CANNELLE
Di origine carsica come dimostrano le stalattiti con all’interno una pozza d’acqua dolce.
Caratteristico il suono delle onde del mare che si infrangono all’interno della grotta e che risuonando producono particolari vibrazioni.
Si raggiunge dall’Oasi Blu proseguendo sugli scogli in direzione di Scauri.

CISTERNA MAGGIORE
E’ una cisterna per l’accumulo delle acque, ha una capacità di contenimento d’acqua di circa 900 mc.
Qui è possibile vedere la costruzione delle mure con l’opus retilatum e opus incertum.

CATELLUM AQUARUM
Termine dell’acquedotto all’esterno dell’ala orientale della villa, sotto la distrutta Torre di Gianola.

GROTTA DELLA JANARA
Una scala coperta, antico collegamento con i portici, il Tempio di Giano con le vasche termali allora esistenti.
Prende il suo nome da una leggenda locale dove si pensava che era frequentata dalle streghe.

CISTERNA 36 COLONNE
E’ una cisterna per l’accumulo delle acque, ha una capacità di contenimento d’acqua di circa 220 mc.
Incassata a monte nella roccia, di modesta altezza con trentadue pilastri quadrati a sostegno di embrionali crociere e rivestita fin sopra le imposte di cocciopesto per rendere impermeabile la cisterna stessa.

TERME E FONTANE A NICCHIA
Lungo un meno evidente sentiero lungo gli scogli al di sotto della Grotta della Janara e della Cisterna delle 36 Colonne sono presenti ruderi di terme (calidarium e frigidarium) e fontane a nicchia

 

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