I banner sui cookie sono ovunque, è diventato ridicolo. Si apre un sito e parte il popup. Accettare, rifiutare, gestire preferenze. La maggior parte della gente clicca accetta senza neanche leggere, tanto per togliersi il fastidio. Ma questi cookie cosa fanno davvero? Ci seguono ovunque come dicono o è tutta un’esagerazione?
Diciamo che è complicato. I cookie non sono tutti uguali. Alcuni servono davvero solo per far funzionare il sito o il casino non AAMS a cui ci si collega, inclusi quelli presenti nelle piattaforme di casinò non AAMS affidabili. Tipo ricordarsi cosa c’è nel carrello quando si compra qualcosa online, o mantenere il login attivo. Senza quelli molti siti semplicemente non andrebbero. Non c’è niente di sinistro, sono strumenti tecnici.
Il problema sono gli altri, quelli di terze parti. Questi vengono piazzati sul computer non dal sito che si sta visitando, ma da aziende esterne. Google, Facebook, casino non AAMS e società pubblicitarie varie. Ogni volta che c’è un banner pubblicitario o un bottone di condivisione social, dietro c’è un cookie che registra tutto. Ed è qui che la faccenda diventa fastidiosa. Questi cookie seguono gli utenti da un sito all’altro. Si guarda un paio di scarpe su un negozio online, poi si va a leggere notizie e boom, pubblicità di scarpe ovunque. Non è magia, è tracciamento puro. Hanno registrato l’interesse e ora lo usano per bombardare di annunci.
Ma facciamo anche un pò di chiarezza su cosa dono i cookie, a questo link qualche rapida spiegazione.
Profilazione a livelli assurdi
Le aziende pubblicitarie, i social network, i casino non AAMS e gli ecommerce costruiscono profili dettagliati. Età, interessi, cosa si compra, quali siti si visitano, quando si è online. Non sanno per forza nome e cognome, ma hanno un codice univoco associato al browser. Quel codice viene tracciato attraverso migliaia di siti diversi. Il profilo diventa sempre più preciso col tempo.
Ecco perché dopo aver cercato qualcosa online lo si vede in pubblicità per settimane. Il sistema sa che c’è stato interesse, quindi continua a martellare sperando di convincere all’acquisto o all’apertura di un conto sul casino non AAMS di turno. Funziona pure, dal punto di vista del marketing. Ma fa incazzare parecchia gente. Facebook è uno dei peggiori. Sa quali siti si visitano anche quando non si è loggati su Facebook. Come? I pixel di tracciamento e quei maledetti bottoni Mi piace sparsi ovunque. Ogni volta che c’è uno di quei bottoni, il sito sta comunicando con i server di Facebook. Praticamente stanno tracciando metà di internet.
E non è solo questione di vedere pubblicità personalizzate. Questi dati vengono venduti, analizzati, usati per fare previsioni. Sono soldi veri, un’industria enorme costruita sul tracciare cosa fa la gente online. Alcuni siti vendono l’accesso ai dati a decine di aziende diverse di ogni tipo dagli ecommerce ai casino non AAMS. Si accettano i cookie pensando di dire sì al sito, invece si sta dicendo sì a venti aziende sconosciute.
Qualcosa sta cambiando
La buona notizia è che i browser stanno diventando meno permissivi. Safari e Firefox bloccano già i cookie di terze parti automaticamente. Chrome continua a dire che lo farà, poi rimanda sempre. Alla fine probabilmente lo faranno anche loro. Questo renderà molto più difficile tracciare gli utenti attraverso siti diversi.
Certo, le aziende pubblicitarie stanno già cercando altri modi per farlo. C’è sempre una nuova tecnologia che gira l’angolo. Ma per ora è comunque un miglioramento rispetto a qualche anno fa quando era praticamente il far west.
Difendersi è possibile
Intanto si possono rifiutare i cookie non necessari quando i siti lo permettono. Sì, è scocciante cliccare su “gestisci preferenze” e deselezionare tutto, ma funziona. Molti siti ormai sono obbligati per legge a dare questa opzione. Cancellare i cookie ogni tanto aiuta. Resetta il profilo pubblicitario, ricomincia da zero. Non risolve il problema ma almeno rende il tracciamento meno preciso. La modalità incognito blocca alcuni cookie ma non è che faccia miracoli. I siti e i casino non AAMS possono comunque tracciare durante quella sessione.
Le estensioni come uBlock Origin o Privacy Badger sono decisamente più efficaci. Bloccano automaticamente i tracker e gli script pubblicitari di molti siti e casino non AAMS. Bonus, i siti caricano anche più velocemente senza tutta quella robaccia che gira in background. Sono gratis e si installano in due secondi. Alla fine i cookie non registrano proprio ogni respiro, ma seguono parecchio di quello che si fa online. Chi tiene alla privacy dovrebbe prendersi quei trenta secondi per rifiutare quello che può rifiutare. Non è paranoia, è solo decidere chi può avere accesso ai propri dati.








