Dal 27 febbraio al 5 marzo 2026, Medina Art Gallery presenta a Roma la Mostra Antologica dedicata a Irma Costa, articolata nelle tre sedi di Via Merulana 220, Via Angelo Poliziano 4/6 e Via Angelo Poliziano 32/34.
Un progetto espositivo che ripercorre oltre sessantโanni di ricerca pittorica, restituendo la coerenza e la forza di un percorso tra i piรน personali del panorama artistico italiano del secondo Novecento.
ยซAmo i colori dello spettro solare perchรฉ penso che dai loro contrasti nascano forti emozioni. E la mia รจ una pittura di emozioni e di mistero. Prediligo la notte, in cui ogni cosa diventa incerta e vaga, si sfalda e si moltiplica in innumerevoli possibilitร espressive.ยป
Irma Costa
Lโopening avrร inizio presso la sede di Via Merulana 220, configurandosi come unโesperienza di attraversamento fisico e concettuale degli spazi della galleria: ogni sede corrisponde a un periodo distinto del lavoro di Irma Costa, permettendo al pubblico di cogliere lโevoluzione del linguaggio pittorico in relazione al tempo, alla memoria e alla trasformazione del segno e del colore. Ciascuna delle tre fasi del percorso espositivo รจ accompagnata da unโintroduzione critica di Giulia Majer, pensata come guida alla lettura delle opere e come strumento di connessione tra le diverse stagioni della ricerca dellโartista.
Dagli esordi segnati dal disegno e dallโincisione, alla stagione lirica del colore e dellโacquerello, fino alle opere piรน recenti, in cui il gesto pittorico si fa energia e tensione dinamica, il percorso restituisce continuitร e coerenza, offrendo uno sguardo complessivo su oltre sessantโanni di ricerca pittorica.
La pittura di Irma Costa nasce da un elemento reale โ il paesaggio, il mare, la cittร โ ma si allontana da ogni intento descrittivo per trasformarsi in visione interiore. Spazi immensi, cieliย notturni, orizzonti larghi e cittร metafisiche diventano luoghi di attesa, sospesi tra memoria, sogno e immaginazione. Il colore, usato in funzione espressiva, e il segno, essenziale e vibrante, costruiscono un equilibrio rigoroso, capace di trattenere lโemozione senza mai dissolversi nel caos.
Nel corso degli anni, numerosi critici hanno riconosciuto la forza e lโautonomia del suo linguaggio. Della sua opera hanno scritto, tra gli altri, Franco Grasso, Giovanni Selvaggi, Guido Giuffrรฉ, Duccio Trombadori, Dario Micacchi, Enzo Di Martino, Guido Montana, Mario Lunetta, Stefania Severi, sottolineando la capacitร dellโartista di muoversi tra lirismo e rigore, tra memoria del reale e tensione astratta, mantenendo sempre una cifra espressiva personale e riconoscibile.
La mostra si configura come un attraversamento unitario piรน che come una semplice scansione cronologica: un viaggio nella pittura intesa come atto vitale, come spazio di libertร , fedele a se stessa al di lร di mode e compromessi.




