Se Roma è un museo a cielo aperto, l’area che comprende il Teatro di Marcello e il Portico di Ottavia ne è senza dubbio il padiglione più incredibile. Situati nel cuore del Rione Sant’Angelo, a due passi dal Ghetto Ebraico, questi due monumenti non sono semplici rovine: sono la dimostrazione vivente di come la Città Eterna abbia saputo riutilizzare, masticare e digerire il proprio passato per sopravvivere ai millenni.
Il Teatro di Marcello: Il “Fratello Maggiore” del Colosseo
Spesso i turisti meno esperti lo scambiano per un Colosseo in miniatura che ha subito un restyling un po’ eccentrico all’ultimo piano. In realtà, il Teatro di Marcello è il predecessore architettonico dell’Anfiteatro Flavio.
Un progetto di famiglia
Voluto da Giulio Cesare ma completato da Augusto nel 13 a.C., il teatro fu dedicato a Marco Claudio Marcello, il nipote prediletto dell’imperatore, destinato alla successione e morto prematuramente a soli 19 anni. Augusto, in un gesto di profondo dolore e celebrazione dinastica, diede il suo nome a quello che sarebbe diventato uno dei teatri più imponenti dell’antichità, capace di ospitare fino a 15.000 spettatori.

L’architettura del riuso
Ciò che rende unico il Teatro di Marcello oggi è la sua “cima”. Mentre la parte inferiore conserva le arcate romane in travertino (con i classici ordini dorico e ionico), la parte superiore è un vero e proprio palazzo rinascimentale. Nel corso dei secoli, la struttura passò di mano in mano: da fortezza dei Pierleoni a residenza nobiliare dei Savelli, fino agli Orsini nel XVIII secolo. Immaginate di vivere in un attico dove le fondamenta sono state gettate prima della nascita di Cristo: è il massimo concetto di “immobiliare storico”.
Il Portico di Ottavia: Eleganza e Devozione
Proprio accanto al teatro sorgono i resti del Portico di Ottavia. Originariamente costruito da Cecilio Metello nel 146 a.C., fu ricostruito interamente da Augusto tra il 27 e il 23 a.C. e dedicato a sua sorella, Ottavia Minore.
In epoca imperiale, questo non era solo un passaggio coperto: era un recinto monumentale che racchiudeva templi (dedicati a Giunone Regina e Giove Statore), una biblioteca e una ricchissima collezione di opere d’arte greca. Era il centro culturale della Roma augustea, un luogo di bellezza e riflessione.
Dal marmo imperiale al bancone del pesce
Con la caduta dell’Impero, il destino del Portico cambiò drasticamente. Nel Medioevo, lo splendido colonnato divenne la sede del Mercato del Pesce (il Forum Piscium). La scelta non era casuale: la vicinanza al Tevere facilitava il trasporto della merce. Qui, tra le colonne corinzie e i fregi marmorei, si urlava per il prezzo delle triglie e delle anguille. La trasformazione fu così profonda che la chiesa costruita tra le sue mura prese il nome di Sant’Angelo in Pescheria.

Curiosità e Aneddoti: Il lato “piccante” della storia
Nessun luogo a Roma è privo di leggende o dettagli bizzarri. Ecco alcuni dei più curiosi legati a quest’area:
- La tassa sulla “capoccia”: Accanto all’arco del Portico di Ottavia, si può ancora notare una lastra di marmo con un’iscrizione latina. Era una sorta di “righello” per i pescivendoli. La regola era ferrea: tutti i pesci che superavano la lunghezza della lastra dovevano essere privati della testa. Ma non per una questione estetica: le teste (considerate la parte più prelibata per le zuppe) dovevano essere consegnate gratuitamente ai Conservatori (i magistrati cittadini) come tassa.
- Il fantasma della “Pizzuta”: Si dice che tra le rovine del Portico si aggiri ancora lo spirito di una pescivendola romana, nota per la sua lingua tagliente e la capacità di vendere anche il pesce meno fresco. Gli abitanti del Ghetto raccontano che, in certe notti silenziose, si possa ancora sentire l’odore di salmastro tra le pietre millenarie.
- Il Teatro “salvato” dal fango: Durante il Medioevo, il piano stradale di Roma si alzò notevolmente a causa delle inondazioni del Tevere e dell’accumulo di detriti. Il primo ordine di archi del Teatro di Marcello finì quasi interamente interrato. Fu solo durante gli scavi degli anni ’30 che il teatro fu “liberato”, rivelando la sua altezza originale e restituendoci la prospettiva che ammiriamo oggi.

Una passeggiata tra i millenni
Oggi, camminare sotto il Portico di Ottavia significa immergersi nel cuore pulsante della comunità ebraica di Roma. L’odore del pesce del mercato medievale è stato sostituito dal profumo irresistibile dei carciofi alla giudia che esce dai ristoranti tipici del Ghetto.
Il contrasto è sublime: da un lato la severità dei palazzi che hanno vissuto il dramma della deportazione del 1943, dall’altro la magnificenza delle arcate del Teatro di Marcello che brillano sotto la luce dorata del tramonto romano. È un luogo che non chiede di essere capito subito, ma di essere vissuto con calma, magari seduti su un muretto, osservando come una colonna di duemila anni fa possa servire perfettamente da appoggio per un moderno lampione o per il tavolino di un bar.
Nota di stile: Se visitate il Teatro di Marcello di sera, noterete che è uno dei pochi monumenti romani che mantiene un’aura di mistero. Nonostante sia nel centro turistico, conserva un silenzio quasi sacrale, interrotto solo dal rumore dei passi sul selciato.
Dove si trova
L’area si estende tra Via del Teatro di Marcello e il Ghetto Ebraico (Rione Sant’Angelo).
- Indirizzo principale: Via del Teatro di Marcello, 00186 Roma RM.
Come arrivare (Trasporti)
La zona è un importante snodo per il trasporto pubblico, trovandosi a pochi passi da Piazza Venezia.
- Autobus: Moltissime linee fermano proprio davanti al teatro o nelle immediate vicinanze (fermata Teatro Marcello o Piazza Venezia). Le linee principali includono: 63, 80, 81, 83, 118, 160, 170, 628, 715, 716, 781 e la linea H.
- Tram: La linea 8 fa capolinea a Piazza Venezia (Piazza San Marco), che dista circa 5 minuti a piedi.
- Metropolitana: * Linea B (Blu): Fermata Colosseo (circa 10-15 minuti a piedi percorrendo Via dei Fori Imperiali e salendo o aggirando il Campidoglio).
- Linea A (Rossa): Fermata Flaminio o Spagna, poi è necessario prendere un autobus verso Piazza Venezia.
Orari di apertura
- Area archeologica esterna e Portico di Ottavia: Il percorso pedonale che attraversa il Portico di Ottavia e costeggia il Teatro di Marcello è sempre aperto (24h/24). È illuminato di sera, il che lo rende perfetto per una passeggiata suggestiva dopo il tramonto.
- Sito archeologico del Teatro di Marcello: L’accesso ravvicinato ai piedi delle arcate (all’interno della cancellata) segue solitamente l’orario solare:
- Dalle 09:00 fino a un’ora prima del tramonto.
- Chiesa di Sant’Angelo in Pescheria: Se desideri visitare la chiesa situata dentro il Portico, gli orari sono ridotti e legati alle funzioni religiose (solitamente aperta la mattina).
Costi d’ingresso
- Gratuito: L’accesso all’area del Portico di Ottavia e la vista esterna del Teatro di Marcello sono completamente gratuiti. Non è necessario alcun biglietto per passeggiare lungo la passerella archeologica che collega il Portico al Teatro.
Consigli per la visita
- Passeggiata archeologica: Ti consiglio di iniziare la visita dal Campidoglio. Scendendo dalla scalinata laterale (Via del Tempio di Giove), avrai una vista panoramica dall’alto sul Teatro di Marcello prima di arrivarci davanti.
- Accessibilità: Il percorso attraverso il Portico di Ottavia è stato recentemente ristrutturato con passerelle in metallo e legno, rendendolo accessibile anche a chi ha difficoltà motorie o ai passeggini. Tuttavia, l’area circostante presenta i classici “sampietrini” romani, che possono risultare sconnessi.
- Quando andare: Il momento migliore è il tardo pomeriggio. La luce del tramonto colpisce il travertino del teatro e i resti del portico creando un’atmosfera magica. Inoltre, potrai concludere la visita con una cena nel Ghetto.
- Sicurezza: L’area è pedonale e molto sicura, ma essendo molto frequentata da turisti, presta sempre attenzione ai borseggiatori, specialmente nelle fermate degli autobus vicine.
Cosa vedere nelle immediate vicinanze
Data la posizione centralissima, in meno di 5-10 minuti a piedi puoi raggiungere:
- L’Isola Tiberina: Attraversando il Ponte Fabricio (il ponte più antico di Roma ancora nella sua forma originaria).
- Il Tempio di Apollo Sosiano: I cui resti si trovano esattamente accanto al Teatro di Marcello.
- La Bocca della Verità: Proseguendo lungo Via del Teatro di Marcello verso il Circo Massimo.
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