Il Canone RAI rappresenta una delle imposte più discusse e, allo stesso tempo, meno amate del panorama fiscale italiano. Spesso confuso con un semplice abbonamento ai servizi televisivi, in realtà è un’imposta sulla detenzione di apparecchi atti o adattabili alla ricezione di radioaudizioni televisive.
Ecco una guida completa aggiornata al 2026 per capire cos’è, quanto costa, chi deve pagarlo e, soprattutto, come fare per richiedere l’esenzione se se ne ha diritto.
Cos’è il Canone RAI e perché si paga
Nonostante il nome “abbonamento”, il Canone RAI è tecnicamente un’imposta di possesso. Questo significa che il presupposto per il pagamento non è la visione dei programmi RAI, né tantomeno l’utilizzo effettivo dell’apparecchio, ma la semplice proprietà o detenzione di un televisore all’interno dell’abitazione di residenza.
Il costo nel 2026
Per l’anno 2026, l’importo del canone è fissato a 90 euro. Dopo una breve parentesi nel 2024, in cui la quota era stata ridotta temporaneamente a 70 euro, il legislatore ha confermato il ritorno alla cifra originaria di 90 euro per il 2025 e il 2026.
Il finanziamento del Servizio Pubblico
Il motivo fondamentale per cui si paga il canone RAI è il finanziamento del servizio pubblico radiotelevisivo. I proventi servono a garantire l’indipendenza economica della RAI, permettendole di produrre contenuti informativi, educativi e culturali che non dipendano esclusivamente dalle logiche commerciali e pubblicitarie del mercato.
Chi deve pagare il Canone RAI?
L’obbligo del pagamento ricade su chiunque detenga un apparecchio televisivo. Tuttavia, dal 2016 è stata introdotta la presunzione di detenzione: se sei intestatario di un contratto di fornitura di energia elettrica nel luogo in cui hai la residenza anagrafica, lo Stato presume che tu possieda un televisore.
Regole principali:
- Unicità del canone: Il canone RAI si paga una sola volta per ogni nucleo familiare, a condizione che i familiari abbiano la residenza nella stessa abitazione.
- Seconda casa: Se possiedi più case ma il tuo nucleo familiare è lo stesso, pagherai il canone solo sulla bolletta elettrica della casa di residenza principale.
- Chi non ha la TV ma ha la luce: Se sei intestatario di una bolletta elettrica residenziale ma non possiedi alcun televisore, devi presentare una dichiarazione annuale per evitare l’addebito automatico.
Chi è esentato dal pagamento?
Non tutti i cittadini sono tenuti al versamento dei 90 euro. Esistono categorie specifiche che possono richiedere l’esonero totale o parziale:
- Chi non possiede un televisore: È il caso più comune. Se in casa non ci sono apparecchi con sintonizzatore (digitale terrestre o satellitare), non si deve pagare. Attenzione: computer, tablet e smartphone non sono considerati “apparecchi televisivi” ai fini del canone, quindi se guardi la TV solo tramite internet (es. RaiPlay), sei esente.
- Anziani Over 75 con basso reddito: Cittadini che hanno compiuto 75 anni con un reddito annuo (proprio e del coniuge) non superiore a 8.000 euro, senza conviventi titolari di reddito proprio (escluse colf o badanti).
- Diplomatici e Militari Stranieri: Personale diplomatico e consolare straniero o militari di cittadinanza non italiana appartenenti alle forze NATO, in base ad accordi internazionali.
- Rivenditori e Riparatori: Aziende che detengono TV esclusivamente a scopo di vendita o riparazione.
Dove e come si paga?
Dal 2016, per contrastare l’evasione fiscale, il metodo di riscossione principale è l’addebito diretto nella bolletta elettrica.
Modalità di versamento:
- In bolletta: L’importo di 90 euro viene suddiviso in 10 rate mensili da 9 euro ciascuna, da gennaio a ottobre.
- Modello F24: Deve utilizzare questo metodo chi detiene un televisore ma non ha un’utenza elettrica residenziale intestata (ad esempio, inquilini in affitto dove la bolletta è intestata al proprietario, o residenti in isole non interconnesse alla rete elettrica nazionale). La scadenza per il pagamento unico tramite F24 è il 31 gennaio di ogni anno.
- Trattenuta sulla pensione: I pensionati possono richiedere che il canone venga trattenuto direttamente dall’assegno pensionistico, purché il loro reddito da pensione non superi i 18.000 euro annui.
Come richiedere l’esenzione
Se rientri in una delle categorie sopra citate, l’esenzione non è automatica (tranne rarissime eccezioni): devi presentare una Dichiarazione Sostitutiva.
Scadenze per l’anno 2026
Poiché il 31 gennaio 2026 cade di sabato, il termine ultimo per la presentazione della domanda per l’intero anno è stato prorogato al 2 febbraio 2026.
- Esenzione totale anno 2026: Domanda inviata dal 1° luglio 2025 al 2 febbraio 2026.
- Esenzione secondo semestre (luglio-dicembre): Domanda inviata dal 3 febbraio al 30 giugno 2026.
Procedura di invio
Puoi inviare il modulo (disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate) attraverso diversi canali:
- Applicazione web: Accedendo al sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. È il metodo più veloce e sicuro.
- Intermediari abilitati: Rivolgendosi a un CAF o a un commercialista.
- Posta Elettronica Certificata (PEC): Inviando il modulo firmato digitalmente all’indirizzo
cp22.canonetv@postacertificata.rai.it. - Raccomandata: Spedendo il modulo cartaceo con un documento di identità valido a: Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale I di Torino – Ufficio Canone TV – Casella postale 22 – 10121 Torino.
Nota bene: La dichiarazione di “non detenzione dell’apparecchio” ha validità annuale. Ciò significa che se non possiedi un televisore, dovrai ripetere la procedura ogni anno per evitare che l’addebito si riattivi l’anno successivo. L’esenzione per gli over 75, invece, rimane valida anche per gli anni successivi se le condizioni reddituali non cambiano.
Il sistema del Canone RAI in bolletta ha ridotto drasticamente l’evasione, ma richiede attenzione da parte del cittadino per evitare di pagare somme non dovute. Verificare la propria posizione e rispettare le scadenze è fondamentale per una gestione corretta delle utenze domestiche.








