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Inaugurazione: Alchemic Flow

Last updated: 16/02/2026
By Utenza Internet
Published: 20 Febbraio 2026
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15 Min Read
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ALCHEMIC FLOW ROME EXPERIMENTAL VIDEO AND PERFORMING ART FESTIVAL 2026 The Social Hub Rome Febbraio 20-21-22, 2026 ITSLIQUID Group, in collaborazione con The Social Hub Rome, รจ lieta di presentare ALCHEMIC FLOW, festival sperimentale dedicato alla video art, alle arti performative e alle installazioni contemporanee, in programma a Roma, presso The Social Hub Rome, dal [...]...

Quando

20.02.2026 - 22.02.2026ย ย ย ย 
18:00 - 20:00
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Dove

The Social Hub Rome
Viale dello Scalo San Lorenzo, 10 - Roma (RM)
Roma

ALCHEMIC FLOW
ROME EXPERIMENTAL VIDEO AND PERFORMING ART FESTIVAL 2026
The Social Hub Rome
Febbraio 20-21-22, 2026

ITSLIQUID Group, in collaborazione con The Social Hub Rome, รจ lieta di presentare ALCHEMIC FLOW, festival sperimentale dedicato alla video art, alle arti performative e alle installazioni contemporanee, in programma a Roma, presso The Social Hub Rome, dal 20 al 22 febbraio 2026. Lโ€™evento riunirร  piรน di 30 artisti provenienti da 13 nazioni, coinvolti in un percorso curatoriale ideato da Luca Curci e co-curato da Amaride Ferrante e Giulia Tassi, concepito come uno spazio di ricerca e trasformazione in cui linguaggi differenti artistici si intrecciano per esplorare il rapporto tra corpo, ambiente e dimensioni interiori, offrendo al pubblico unโ€™esperienza immersiva e multidisciplinare.

ALCHEMIC FLOW si sviluppa a partire dallโ€™idea di flusso alchemico, proponendo unโ€™esplorazione sensibile e profonda dei fili invisibili che connettono la nostra esistenza fisica agli ambienti che abitiamo. In uno spirito di mindfulness e attenzione percettiva, questa edizione interpreta lโ€™arte digitale e performativa come una forma contemporanea di โ€œalchimiaโ€: un processo capace di trasmutare la stimolazione caotica dellโ€™epoca attuale in uno stato di equilibrio, risonanza e presenza. Il festival indaga lโ€™esperienza umana attraverso tre ambiti profondamente interconnessi: BODIES, PLACES e SPACES. BODIES, lโ€™alchimia del sรฉ, esplora il corpo come luogo primario di percezione, un tempio del respiro, del movimento e della memoria, in cui si stratificano esperienze fisiche ed emotive. PLACES, lโ€™alchimia dellโ€™ambiente, riflette sul rapporto tra lโ€™individuo e gli spazi che lo circondano, analizzando come i contesti fisici influenzano il nostro benessere emotivo, relazionale e percettivo. SPACES, infine, lโ€™alchimia della mente, attraversa dimensioni virtuali, simboliche e metafisiche, aprendo a una ricerca interiore orientata alla quiete, allโ€™ascolto e alla consapevolezza.

Allโ€™interno di questa visione curatoriale, ALCHEMIC FLOW si arricchisce della collaborazione con Sedition x Muse Frame, realtร  impegnate nella promozione e nella diffusione della video arte contemporanea a livello internazionale. Tra gli artisti in esposizione, presentati da Sedition x Muse Frame, figurano Bill Viola e Refik Anadol, tra i piรน influenti maestri della videoarte internazionale, affiancati da Mat Collishaw, Nick Fudge e Leo Crane, le cui opere splorano il dialogo tra immagine in movimento, tecnologia e immaginario contemporaneo. Nancy Trueman (Canada) propone con โ€œThe Shape of Soundโ€ una performance che ridefinisce il rapporto tra suono, spazio e corpo. In questa esperienza live e site-responsive, il suono diventa materia: toni vibranti di metallo e cristallo vengono plasmati come una vera e propria scultura sonora, trasformando lo spazio circostante in un organismo vivo e sensibile.

Trueman tratta la vibrazione come materiale creativo, facendo sรฌ che lโ€™architettura stessa reagisca e si animi attraverso le frequenze. Gli spettatori diventano parte attiva di uno spazio immersivo in cui il corpo entra in risonanza con le vibrazioni, sperimentando una percezione fisica ed emotiva unica. The Shape of Sound esplora cosรฌ le possibilitร  del suono come scultura e dellโ€™ambiente come medium vivo, dimostrando come lโ€™arte performativa possa trasformare la materia, il corpo e lo spazio in unโ€™esperienza condivisa e profondamente sensoriale. Tra le installazioni in esposizione troviamo le opere di Mario Carlo Iusi e Giulio De Gennaro che risuonano fortemente con il concetto centrale di ALCHEMIC FLOW. La ricerca di Mario Carlo Iusi si innesta nel cuore concettuale di ALCHEMIC FLOW, dove la trasformazione non รจ un gesto spettacolare, ma una condizione latente. Iusi sceglie come soggetto un element primordiale e carico di potenziale simbolico: il seme inteso come soglia tra ciรฒ che รจ stato e ciรฒ che puรฒ ancora accadere; viene pertanto ritratto e al tempo stesso sospeso, inglobato in resina epossidica e posto in dialogo diretto con la propria immagine. Giulio De Gennaro (Italia) presenta โ€œSolve et Coagulaโ€, un dittico in tempera su cartoncino dedicato alle figure di Iside e Osiride, concepito come unโ€™installazione a forma di libro. In questโ€™opera, il principio fondante dellโ€™alchimia prende forma attraverso lโ€™astrazione, il ritmo visivo e unโ€™intensa tensione simbolica. Iside e Osiride simboleggiano lโ€™archetipo della trasformazione come processo vivo: nel pannello di Osiride domina il solve, con colori frammentati e caos dissolutivo; in quello di Iside il coagula, con forme che si ricompongono in una nuova vita generativa.

Le opere di videoarte presentate durante il Festival nella sezione BODIES indagano il corpo umano come spazio primario di trasformazione: un tempio del respiro, del movimento e della memoria, in cui si iscrivono tensioni fisiche, emotive e tecnologiche. Joe Meiser (USA) e Hans Mortelmans (Belgio) dialogano potentemente sul limite tra disciplina corporea e glitch digitale: dove Meiser trasforma il Jiu-Jitsu in metafora di sopravvivenza e resistenza (un corpo che combatte lโ€™AI tra controllo e vulnerabilitร ), Mortelmans frammenta quei stessi movimenti in ritmi instabili, rivelando come lโ€™errore tecnologico contamini e liberi la fisicitร  umana, espandendo i confini della percezione. Lilia Li-Mi-Yan e Katherina Sadovsky (Russia), in โ€œA000000000001000AA011โ€, spingono questa tensione ancora oltre, esplorando il corpo post-umano e le trasformazioni dellโ€™identitร  in relazione a materiali, tecnologie e forme di vita ibride. La loro opera sembra ampliare lโ€™orizzonte tracciato da Mortelmans e Meiser: non piรน solo il corpo come campo di conflitto o errore, ma come organismo in evoluzione, dove lโ€™emotivitร , la riproduzione e la continuitร  umana si confrontano con scenari cyborg. Accanto a queste visioni di corpo in tensione, ฤฐrem ร‡oban (Turchia), con โ€œEssenceโ€, propone un percorso piรน intimo e contemplativo. Il corpo femminile diventa simbolo universale dellโ€™umanitร , attraversando paesaggi visivi generati dalla collaborazione tra intelligenza umana e artificiale. La sua riflessione sullโ€™essenza della vita e sulla spiritualitร  mediata dalla tecnologia dialoga con lโ€™indagine di Meiser e Mortelmans sul corpo come campo di trasformazione, ma lo fa da una prospettiva di connessione e continuitร  anzichรฉ di conflitto o frammentazione. Infine, Viviane Rosa (Brasile) e cc2 (Germania) portano lโ€™attenzione su un aspetto piรน sottile del corpo: lo spazio di relazione e percezione. In โ€œCreator and Creatureโ€, Rosa trasforma il gesto minimo in un dialogo tra corpo, materia e spazio, mentre Mueller indaga la percezione e la presenza come strumenti di esplorazione dellโ€™identitร  e dei suoi confini tra interno ed esterno. Gli artisti selezionati mostrano insieme che il corpo puรฒ essere non solo campo di mutazione o resistenza, ma anche luogo di ascolto e negoziazione, capace di connettere lโ€™umano con il mondo circostante.

Nella sezione PLACES, il Festival esplora il corpo in relazione ai luoghi che abita e attraversa: come lโ€™ambiente plasma la nostra esperienza emotiva, cognitiva e sensoriale, e come la memoria e il trauma si iscrivono negli spazi che ci circondano. Le opere presentate offrono una pluralitร  di approcci, rivelando come luoghi naturali, urbani o digitali possano agire da catalizzatori della nostra esperienza interiore. Isabel Englebert (Argentina), con โ€œPresence of the Absenceโ€, spinge questa riflessione verso il postumano: il corpo diventa materia da manipolare attraverso fotografie microscopiche e algoritmi di intelligenza artificiale, interrogando il rapporto tra identitร , corpo e ambiente digitale. Allo stesso modo, Massimo Vito Avantaggiato, in โ€œAtlas of Uncertaintyโ€, trasforma i quattro elementi classici in un paesaggio sonoro e visivo, in cui il reale e lโ€™immaginario si intrecciano, suggerendo che lโ€™ambiente non รจ solo sfondo, ma un attore attivo nella costruzione dellโ€™esperienza sensoriale ed emotiva. Monika Trypuz indaga la dimensione storica e culturale dei luoghi. In โ€œAxis Mundiโ€ e โ€œPeReBor: River Warp โ€“ Border Fragmentโ€, i pattern tessili tradizionali e il fiume Bug raccontano il confine come spazio di memoria e condivisione, dove la geometria e la fluiditร  dei flussi evocano la resilienza delle comunitร  e il peso del passato. Qui lโ€™ambiente diventa specchio della storia e del vissuto collettivo, capace di modulare la percezione di sรฉ. Christina Sirmons (USA), con โ€œAshโ€, porta il corpo in dialogo con un paesaggio naturale segnato dallโ€™alterazione ecologica: il Salton Sea diventa luogo di lutto e rinascita, dove emozioni profonde si intrecciano con la presenza fisica e la memoria del territorio. Clayton Calvert & Parker Calvert (USA), con il cortometraggio โ€œRome by Airโ€, spostano la prospettiva verso la dimensione urbana e atmosferica del paesaggio. Il video presenta una veduta aerea della Cittร  Eterna durante la rara nevicata dellโ€™inverno 2018, guidando lo spettatore sopra il fiume Tevere e offrendo scorci inattesi del Pantheon e di Piazza Navona, trasformati da un silenzio ovattato e bianco. La cittร , osservata dallโ€™alto, diventa al tempo stesso immagine documentaria e poetica: uno spazio sospeso in cui storia, architettura e clima convergono, rimodellando la percezione di un luogo familiare attraverso straniamento e meraviglia. In un registro affine, Julia Sharkina e Katherina Sadovsky, entrambe russe, esplorano il rapporto tra corpo e spazio simbolico. Sharkina, in โ€œBirth of the Sacred Deerโ€, conduce il corpo in un viaggio rituale nella natura, dove lโ€™incontro con il totem animale apre a una rinascita spirituale. Sadovsky, in โ€œCandy for My Eyesโ€, osserva invece lโ€™ambiente urbano come deposito di memoria storica e potere, trasformando le architetture sovietiche in un paesaggio pulsante di ideologia, fantasia e tracce di umanitร .

Entrambe mostrano come i luoghi possano modellare lโ€™esperienza sensoriale e emotiva, sebbene da prospettive diverse: naturale e rituale da una parte, artificiale e storica dallโ€™altra. Che si tratti del corpo digitale di Englebert, dei paesaggi elementali di Avantaggiato, dei confini culturali di Trypuz, dei luoghi emotivi di Sirmons o degli spazi simbolici e urbani di Sharkina e Sadovsky, emerge un filo comune: i luoghi plasmano e trasformano la nostra percezione, attivano memoria ed emozione, e rivelano la capacitร  dellโ€™ambiente di diventare alchimia, sostegno e specchio dellโ€™esperienza umana. In SPACES, il Festival esplora il corpo come un sistema in continua trasformazione, capace di percepire, connettere e trasformare la realtร  circostante attraverso le dimensioni virtuali, metafisiche e immaginative. Gli artisti presentati in mostra indagano gli spazi interiori e mentali, mostrando come i corpi possano agire da ponti tra percezione sensoriale, memoria e dimensioni simboliche, generando esperienze immersive che invitano a trovare quiete e consapevolezza. Raymond Miguel (Canada) e Karolina Skorek (UK) condividono lโ€™idea di trasformare lo spazio mentale in un luogo dove percezione, emozione e immaginazione si mescolano, ma con approcci complementari: Miguel esplora la tensione interiore e i conflitti nascosti della mente, mentre Skorek enfatizza la dimensione liberatoria e poetica del sogno e del subconscio. Raymond Miguel, con โ€œSecret Gardenโ€, conduce lo spettatore nei territori segreti della mente, dove conflitti interiori e emozioni profonde modellano lโ€™essere. La sua tecnica โ€œCineflowโ€ enfatizza trasformazioni fluide e ininterrotte, rendendo visibile la metamorfosi emotiva senza ricorrere alla narrazione tradizionale. Karolina Skorek, in โ€œDreamscapesโ€, attraversa i paesaggi onirici e simbolici della memoria personale e del mito collettivo, creando unโ€™esperienza immersiva in cui la mente si apre alla liberazione e alla poesia del sogno. In modo analogo alle opere di Miguel e Skorek, Janie Fitzgerald (USA) esplora, con โ€œThe Color of Beautifulโ€, lโ€™effimeritร  e la resilienza della vita attraverso immagini organiche e luminose, in un dialogo tra percezione corporea e bellezza effimera: il corpo si fa strumento di connessione con lโ€™ambiente naturale, con le emozioni, con la temporalitร  stessa. Terry Flaxton (UK), con โ€œSpeciesโ€, sposta lo sguardo verso dimensioni speculative: immagina forme di vita alternative, esplorando la relazione tra coscienza e ambiente, come unโ€™eco dellโ€™immaginario visionario del pittore svizzero H.R. Giger. Qui lo spazio mentale diventa laboratorio di possibilitร , dove il corpo cognitivo entra in contatto con lโ€™ignoto e la creazione di mondi possibili. Akane Hiraoka (Giappone), con โ€œStargate of the Deepโ€ e โ€œMore Time and Spaceโ€, propone un approccio complementare: i suoi ambienti digitali e interattivi trasformano la percezione del tempo e dello spazio, generando paradossi sensoriali e invitando a una meditazione sulla memoria e sul movimento, dove il corpo funge da catalizzatore per percepire il flusso costante dellโ€™informazione e della coscienza. Nรจfta Poetry (Guadaloupe) completa il percorso, indagando come gli spazi mentali e simbolici possano accogliere tensione, attesa e trasformazione, mostrando corpi e percezioni in equilibrio tra presenza e sospensione.

Organizzato da ITSLIQUID Group
In collaborazione con The Social Hub Roma
Curatore Luca Curci
Curatrici Associate Amaride Ferrante, Giulia Tassi

INAUGURAZIONE
20 febbraio 2026 | 18:00 โ€“ 20:00
RSVP: info@itsliquid.com

PERIODO ESPOSITIVO
21-22 febbraio 2026 | 10:00 โ€“ 20:00
Ingresso libero
The Social Hub Roma
Viale dello Scalo San Lorenzo, 10 โ€“ Roma (RM)


Inaugurazione: Alchemic Flow

CONTATTI

Organizzatore: ITSLIQUID Group
Contatto: director@itsliquid.com
Telefono:
eMail:
Web: www.itsliquid.com/opening-alchemic-flow-2026.html

Tipo di Evento

  • Arte e Cultura nel Lazio

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