Allo Spazio Scena parte il ciclo della Scuola dโArte Cinematografica Gian Maria Volontรฉ dedicato a film che vale la pena riproporre
Primo appuntamento:
GIULIA โ UNA SELVAGGIA VOGLIA DI LIBERTร (2021)
di Ciro De Caro
Ne parlerร il regista, in dialogo con Boris Sollazzo
Ci sono film che nascono sotto una buona stella artistica ma attraversano cieli sbagliati. Opere di grande qualitร , coraggiose, originali, che per una concatenazione di circostanze sfavorevoli โ finestre di uscita penalizzanti, distribuzioni limitate o inadeguate, coincidenze con eventi globali come la pandemia, fragilitร del mercato o semplici sfasature tra opera e momento storico โ non hanno incontrato il pubblico che meritavano. Film belli, intensi, necessari. Eppure โdannatiโ da contingenze che li hanno spinti ai margini della visibilitร .
A queste opere รจ dedicato BELLI&DANNATI, il nuovo ciclo di proiezioni organizzato allo Spazio Scena dalla Scuola dโArte Cinematografica Gian Maria Volontรฉ, un percorso che intende riportare in sala titoli di grande pregio artistico, restituendo loro il tempo della visione condivisa e del confronto critico.
Non una semplice rassegna, ma unโoperazione culturale: riaprire il dialogo con film che hanno saputo intercettare il presente, sperimentare linguaggi, raccontare fragilitร e conflitti contemporanei, ma che non hanno avuto la possibilitร di sedimentarsi nellโimmaginario collettivo. BELLI&DANNATI nasce cosรฌ come spazio di riscoperta e di riflessione sul sistema produttivo e distributivo del cinema italiano, ma anche come occasione per riaffermare il valore della sala come luogo di incontro tra autori, studenti e pubblico.
Ad aprire il ciclo, martedรฌ 24 febbraio alle ore 18:30, sarร Giulia โ Una selvaggia voglia di libertร (2021) di Ciro De Caro, presentato alle Giornate degli Autori alla Mostra del Cinema di Venezia e candidato ai David di Donatello. Ne parlerร lo stesso regista, in dialogo con Boris Sollazzo, curatore della rassegna, prima della proiezione del film.
Interpretato da Rosa Palasciano, Valerio Di Benedetto, Fabrizio Ciavoni, Matteo Quinzi, Leonardo Bocci, Anton Giulio Onofri, Cristian Di Sante, il film racconta unโafosa estate romana segnata dalla pandemia. Giulia ha trentโanni, cerca e fa volontariato in un centro anziani le cui attivitร vengono sospese a causa del Covid. Anche la sua relazione sentimentale si interrompe bruscamente e, incapace di accettarne la fine, continua a gravitare attorno al suo ex, fino a ritrovarsi letteralmente senza casa. Inizia cosรฌ un vagabondaggio per le strade di Roma, con uno zaino sulle spalle e una fragilitร che si alterna a improvvise ostinazioni. Lungo il percorso incontra figure altrettanto precarie e smarrite, che in modi diversi si prendono cura di lei. Giulia รจ stravagante, irrequieta, ma determinata: cerca qualcosa che non riesce a nominare sa di volere, sopra ogni cosa, sentirsi libera.
De Caro sintetizza il suo approccio stilistico in tre parole: โrealismo, naturalezza, veritร โ. Attori privati del trucco, luce esclusivamente naturale, assenza di commento musicale se non nella scena in cui i protagonisti cantano e ballano. Il risultato รจ un film che scorre con leggerezza apparente, lasciando emergere progressivamente una tensione drammatica sottile, quasi sotterranea. ยซVolevo realizzare un film leggero e godibile proprio perchรฉ vero e sincero โ ha dichiarato il regista โ e raggiungere il difficile obiettivo di fare un film dove si ride mentre cโรจ un dramma che sโinsinua nello spettatoreยป. Il percorso della protagonista, tuttavia, non approda a un rassicurante riscatto: il suo cammino resta aperto, problematico, complesso. Ed รจ proprio questa ambiguitร , questo rifiuto di soluzioni consolatorie, a rendere Giulia unโopera capace di generare dibattito e interrogativi.
Regista e sceneggiatore, nato a Roma nel 1975 e cresciuto a Battipaglia, Ciro De Caro ha esordito nel lungometraggio indipendente con Spaghetti Story (2013), seguito da Acqua di marzo (2016). Giulia (2021) ha consolidato il suo percorso autoriale, culminato nel 2024 con Taxi Monamour, unico film italiano in concorso alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia e vincitore del Premio del pubblico. Il suo cinema si distingue per uno sguardo intimo e partecipe, attento ai margini e alle fragilitร del presente.
Lโingresso รจ libero fino a esaurimento posti.
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La Scuola dโArte Cinematografica Gian Maria Volontรฉ รจ un Centro di formazione professionale della Regione Lazio, dedicato alle professioni del cinema. Il percorso formativo triennale, gratuito, รจ cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo e gestito tramite convenzione dalla societร regionale LAZIOcrea S.p.A.




