Arroccato tra i rilievi collinari della Tuscia viterbese, a un passo dalle selve scoscese che annunciano la Maremma tosco-laziale, sorge il borgo di Cellere. In questo angolo d’Italia la storia ufficiale, scolpita dai proclami post-unitari, si intreccia inestricabilmente con un’epopea popolare fatta di boschi inaccessibili, latitanze decennali e codici d’onore non scritti. Proprio qui, nel cuore del paese natale del più celebre tra i capibrigante maremmani — Domenico Tiburzi —, ha sede il Museo del Brigantaggio di Cellere.
Inaugurato nel settembre del 2007 e inserito nel Sistema Museale del Lago di Bolsena (SIMULABO), lo spazio non è una polverosa raccolta di cimeli bellici o una celebrazione folkloristica fine a se stessa. Si tratta di un museo etno-antropologico all’avanguardia, concepito per indagare le contraddizioni sociali, economiche e culturali di un fenomeno che ha profondamente segnato l’immaginario collettivo locale e la costruzione dell’identità nazionale.
Museo del Brigantaggio di Cellere: il percorso espositivo
L’allestimento museale punta su un’esperienza multisensoriale e interattiva, capace di guidare il visitatore attraverso linguaggi comunicativi differenti, supporti tattili, filmati d’epoca e postazioni audiodocumentarie. Lo spazio si sviluppa su più livelli, ciascuno dedicato a una specifica chiave di lettura del brigantaggio maremmano.
Piano Terra: La frontiera tra bosco e treno (1893-1896)
Il piano d’ingresso introduce alle radici storiche del fenomeno attraverso una scenografia fortemente simbolica e dicotomica: da un lato il bosco, incarnazione della tradizione rurale, del rifugio arcaico e della macchia del Lamone; dall’altro il treno, emblema della modernità positivista e delle promesse mancate dello Stato unitario. Addentrandosi in questo ambiente suggestivo, il pubblico può aprire cassetti archivieri, consultare riproduzioni di documenti giudiziari coevi e ascoltare testimonianze sonore.
Un ruolo centrale è affidato all’inchiesta giornalistica del 1893 condotta da Adolfo Rossi, inviato del Corriere della Sera, che ebbe l’ardire di addentrarsi nella macchia per intervistare direttamente i fuggiaschi, offrendo all’opinione pubblica nazionale uno spaccato crudo delle ragioni profonde della rivolta contadina.
Piano Superiore: Il mito e la tradizione orale
Salendo al piano superiore, il registro narrativo si sposta dalla cronaca alla memoria collettiva. Qui il brigante viene raccontato attraverso le voci del popolo: canti in ottava rima dei poeti a braccio, ballate popolari, video-interviste ad anziani custodi della tradizione orale e analisi di storici. È la sezione in cui la figura storica cede il passo alla leggenda del “buon bandito”, arbitro conteso tra crimine spietato e disperata istanza di giustizia sociale.
La Taverna dei Briganti: L’eredità contemporanea
Il percorso culmina nella Taverna dei Briganti, uno spazio dinamico dedicato agli usi contemporanei del fenomeno. Il brigante, un tempo nemico pubblico dello Stato, si trasforma nel Novecento in patrimonio immateriale, icona grafica e vero e proprio marchio commerciale per etichette vinicole, sagre, prodotti tipici ed eventi culturali del territorio.

Aneddoti e curiosità: la saga di Domenico Tiburzi
La figura cardine del museo è indubbiamente Domenico Tiburzi (Cellere, 1836 – Castro, 1896), detto Domenichino o il Re del Lamone. La sua vita ha alimentato aneddoti entrati nella leggenda:
- Il “Tribunale” della Macchia e la tassa di protezione: Tiburzi non si considerava un criminale comune, bensì una sorta di autorità parallela. Imponeva ai grandi latifondisti una tassa fissa per garantire la pace nei loro possedimenti e puniva severamente i piccoli furti di sussistenza compiuti da ladri improvvisati. Ai contadini poveri garantiva lavoro imponendo ai padroni di impiegarli nei campi, guadagnandosi l’appellativo di “Livellatore”.
- L’intervista del reporter Adolfo Rossi: Quando il giornalista Adolfo Rossi riuscì a incontrare Tiburzi e il suo fidato luogotenente Luciano Fioravanti nella macchia, rimase colpito dal portamento fiero e dal rispetto reverenziale con cui i braccianti trattavano il brigante. L’articolo dipinse la Maremma come una terra di frontiera dimenticata da Roma, dove la legge reale era assente e vigeva solo quella della foresta.
- La controversa sepoltura al cimitero di Capalbio: La notte del 24 ottobre 1896, Tiburzi venne ucciso dai Carabinieri presso il casale delle Forane, vicino alle rovine di Castro. La sua morte scatenò una curiosa contesa: il parroco di Capalbio rifiutò di concedere la sepoltura in terra consacrata a un bandito e pluriomicida, mentre la popolazione pretendeva una cerimonia decorosa per il proprio protettore. Si scelse una singolare soluzione di compromesso: Tiburzi fu inumato a cavallo del muro perimetrale del cimitero, lasciando la parte superiore del corpo all’interno dell’area consacrata e le gambe all’esterno.
- La fotografia da morto: Per dimostrare inconfutabilmente la caduta del “Re”, le forze dell’ordine fecero legare il cadavere di Tiburzi in piedi a una colonna all’esterno del cimitero, con il fucile imbracciato, realizzando una macabra fotografia ufficiale che fece il giro delle redazioni d’Europa.
Informazioni logistiche e visita
Il Museo del Brigantaggio è completamente fruibile anche in lingua inglese e dispone di una guida multimediale in Lingua dei Segni Italiana (LIS).
- Museo del Brigantaggio di Cellere
- Indirizzo: Via Guglielmo Marconi, 20 – 01010 Cellere (VT)
- Orari di apertura ordinari:
- Periodo invernale/primaverile (24 settembre – 20 giugno): Venerdì, sabato e domenica dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00.
- Periodo estivo (21 giugno – 23 settembre): Venerdì, sabato e domenica dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00.
- Aperture straordinarie: Possibili su prenotazione per scolaresche e gruppi organizzati anche nei giorni di chiusura (lunedì-giovedì).
- Tariffe d’ingresso:
- Biglietto intero: € 3,00
- Biglietto ridotto: € 1,50
- Gratuito: per tutti i residenti nel Comune di Cellere.
- Contatti e recapiti:
- Telefono: +39 0761 451556 (attivo durante gli orari di apertura)
- Prenotazioni e informazioni: cell. +39 378 0831234
- Email: info@museobrigantaggiocellere.org
- Sito web: www.museobrigantaggiocellere.org
Se ti interessano anche altri Musei del Brigantaggio ti suggeriamo anche la visita del Museo del Brigantaggio di Itri.








