Il Museo e Fondazione Venanzo Crocetti di Roma, ospita dal 9 ottobre al 24 novembre 2026, la mostra “Il Paesaggio di Paolo Salvati”, a cura di Cesare Sarzini e Alberto Moioli, promossa da ICAS Intergruppo Parlamentare Cultura Arte e Sport con gli auspici della Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei deputati, organizzazione a cura dell’Archivio Paolo Salvati.
La mostra presenta trenta dipinti a partire dai fondamentali “Albero blu” e “Pietra blu” dei primi anni Settanta fino all’ultima produzione del maestro. Paolo SALVATI (1939-2014) nel tempo ha raggiunto una piena personale formulazione pittorica che merita attenzione e gli assegna un posto nella storia della pittura. Da notare nei paesaggi, per il cromatismo, un’attenta lettura dell’arte moderna francese, da cui s’avvia un personale modo di relazionarsi alla natura che il pittore interpreta soggettivamente. Salvati esprime, dandogli forma per mezzo del colore, i sentimenti suscitati in lui dalla natura.
I paesaggi visionari sono l’esito di un operare in cui mente e colore, esprit e materia ora s’alleano ora si contrastano nel gioco della ‘formatività’ (Luigi Pareyson). L’aspirazione di dare forma con il colore a ricordi ed emozioni di vissuti ricevuti dalla natura è assidua nella ricerca coloristica di Salvati; inoltre, la produzione dell’artista dimostra che la ricerca pittorica è interminabile, essendo ogni dipinto un fatto a sé, un’esperienza. Tensione creativa e sperimentazione, dunque, traspaiono dalle opere; ma oltre a queste dalla modalità di dipingere del maestro s’evince anche un’etica, d’altri tempi, del lavoro confliggente con l’attuale epoca della tecnica e della velocità.
Allora, in conclusione, cosa dire delle opere e del dipingere dell’artista Salvati? Con un riferimento ad una distinzione di Walter Benjamin, si può dire che il contenuto di realtà è nell’indubbia qualità dei dipinti, mentre il contenuto di verità sta nella vita e nel percorso artistico del pittore rivelanti un anelito di libertà e la convinzione che la pittura, con la manualità, il colore e il fare in prima persona, è un porto sicuro. E per chi ha fede in essa un riparo, dalle weberiane gabbie d’acciaio, dove ritrovare sé stessi.
Paolo SALVATI (1939-2014) è stato un pittore italiano. Noto come artista contemporaneo moderno, prevalentemente paesaggista con un forte elemento simbolico.
Il percorso artistico di Salvati si muove lontano dalle avanguardie del XX secolo, dal citazionismo e dal nomadismo culturale. Artista autodidatta con partecipazioni alle Biennali di Alatri del 1962, 1964 e 1975. Stimato da Paolo Portoghesi che inserisce nella mostra L’Ora degli Architetti del 1986 i dipinti Pietra blu, Sogno di primavera d’alta montagna, Montagna gialla e Sogno d’estate. Presente alle mostre di via Margutta; si segnalano: la personale alla galleria Doria del 1995, alla galleria Gesù e Maria del 2000, alla galleria Il Selvaggio del 2003 e Villa Savorgnan di Brazzà del 2008, l’invito nel 2009 alla V Biennale d’Arte Moderna e Contemporanea curata dalla Fondazione Giuseppe De Nittis. Nel 1996 ottiene il primo premio ArtItalia con i dipinti Paesaggio e Scogliera in notturno; nel Museo d’arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado è esposto il quadro Le stalle, acquistato nel 2000. Nel percorso artistico di Salvati fondamentale è la visita della mostra di Pierre Bonnard, tenutasi all’Accademia di Francia tra il 1971 e il 1972. Il cromatismo dei dipinti, visti a Villa Medici, lo induce a modificare profondamente la tavolozza precedente. Crea, così, i quadri Albero blu e Pietra blu che lo pongono all’attenzione dell’ambiente artistico romano. L’interesse per l’amata pittura d’oltralpe si rafforza. Con due lunghi soggiorni a Parigi, nel 1996 e nel 2008, s’avvera il sogno di poter ammirare nei musei la grande pittura francese. La produzione artistica di Paolo Salvati, costituita per lo più di marine e paesaggi raffinati, si caratterizza per l’organicità, per il colorismo solare e mediterraneo e per l’aura sognante con cui sente la natura.
L’organizzazione è stata curata dall’Archivio Paolo Salvati, fondato ad Alatri (Frosinone) nel 2019, opera in memoria dell’artista pittore italiano Paolo SALVATI (1939-2014) perorandone la memoria artistica, principalmente attraverso iniziative di divulgazione culturale tese a supportare gli artisti italiani contemporanei. L’Archivio ringrazia i Collezionisti per la gentile concessione delle opere.








