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Isola del Liri – Giornate FAI di Primavera

Last updated: 11/03/2026
By Lazio Eventi
Published: 21 Marzo 2026
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27 Min Read
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EX CARTIERA LEFEBVRE E CHIESA DI SANTA MARIA DELLE FORME Le cartiere Lefebvre sorgono lungo il fiume Liri, a monte della celebre Cascata Grande, in un contesto naturale di forte suggestione. L’area è caratterizzata da pendici scoscese, vegetazione ripariale e salti d’acqua alimentati anche dal Fibreno. Il dialogo tra rovine industriali e paesaggio fluviale crea [...]...

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Isola del Liri

EX CARTIERA LEFEBVRE E CHIESA DI SANTA MARIA DELLE FORME

Le cartiere Lefebvre sorgono lungo il fiume Liri, a monte della celebre Cascata Grande, in un contesto naturale di forte suggestione. L’area è caratterizzata da pendici scoscese, vegetazione ripariale e salti d’acqua alimentati anche dal Fibreno. Il dialogo tra rovine industriali e paesaggio fluviale crea uno scenario in cui natura e archeologia industriale si fondono, raccontando il profondo legame tra territorio e produzione cartaria ottocentesca.
Il francese Carlo Beranger fondò nel 1812 la manifattura negli spazi dell’ex convento di Santa Maria delle Forme. Nel 1822 passarono a Carlo Lefebvre, che ampliò e modernizzò l’impianto introducendo macchinari innovativi, tra cui le “vasche olandesi”. Nell’Ottocento divennero tra le più importanti del territorio, producendo anche carta per quotidiani. Con il declino industriale furono abbandonate, fino al recupero in età recente.
Le cartiere Lefebvre presentano un impianto architettonico di grande fascino, oggi leggibile nelle suggestive rovine in muratura articolate su due livelli al di sotto della quota stradale. Il piano basamentale è scandito da pilastri e volte, mentre il livello superiore conserva una sequenza di arcate che delimitavano gli ambienti produttivi, oggi privi di copertura, evocando l’immagine di una rovina monumentale. Ancora visibili sono le “vasche olandesi” per la lavorazione degli stracci. Il complesso si inserisce in un contesto ambientale di straordinaria forza scenica: pendici rocciose, vegetazione spontanea e salti d’acqua del Liri e del Fibreno avvolgono le strutture, creando un dialogo suggestivo tra archeologia industriale e paesaggio fluviale.
L’interessante sito di archeologia industriale della cartiera Lefebvre si trova lungo il fiume Liri, a monte del punto in cui si forma la celebre cascata verticale. Fu proprio il fiume a fornire energia agli opifici che nell’Ottocento resero Isola del Liri un centro d’eccellenza nella produzione della carta.
La “manifattura di carta” nacque nel 1812 per iniziativa del francese Carlo Beranger, con il permesso di Gioacchino Murat, negli spazi dell’ex convento dei Carmelitani di Santa Maria delle Forme. Lo stabilimento sfruttava le acque fredde e purissime del Fibreno, affluente del Liri, e utilizzava come materia prima gli scarti delle vicine fabbriche di uniformi borboniche. Nel 1822 l’impianto passò a Carlo Lefebvre, che lo ampliò e modernizzò introducendo nuovi macchinari, tra cui le “vasche olandesi”, ancora visibili, dove gli stracci venivano lavati e lavorati. Qui si producevano diverse tipologie di carta, persino quella per quotidiani: nel 1861 la Lefebvre fornì i fogli per la stampa del The Daily Telegraph.
Alla fine dell’Ottocento, a causa di carenze infrastrutturali e scarsi investimenti, la produzione diminuì fino alla vendita della fabbrica. Dopo un lungo abbandono, nel 1995 le rovine furono riscoperte casualmente durante lavori stradali.
Il recupero ha valorizzato il dialogo tra antico e contemporaneo senza alterare le strutture originarie. L’edificio, articolato su due livelli sotto la quota stradale, presenta un piano basamentale con pilastri e volte e un secondo livello scandito da arcate oggi prive di copertura, che evocano suggestioni di rovine classiche. Intorno, pendici scoscese e cascate creano un paesaggio di grande fascino: qui si ammira anche la terza cascata di Isola del Liri, un salto di circa 20 metri formato dalle acque del Fibreno deviate agli inizi dell’Ottocento.

Indirizzo: SR 82, 127, ISOLA DEL LIRI, FR
Orari:
– Sabato: 09:30 – 13:30 / 15:00 – 17:30 (ultimo ingresso 17:00)
– Domenica: 09:30 – 13:30 / 15:00 – 17:30 (ultimo ingresso 17:00)
Durata visita: 30 minuti
LUOGO PARZIALMENTE ACCESSIBILE: Presenza di scalini e passerelle

TEATRO STABILE COSTANZO COSTANTINI – MOSTRA D’ARTE

Il Teatro Stabile Costanzo Costantini si inserisce nel cuore di Isola del Liri, nell’isola urbana modellata dai due rami del fiume. Affacciato su un contesto dove acqua, architetture storiche e memorie industriali convivono, dialoga con il vicino corso del Liri e con il tessuto compatto del centro. Qui il paesaggio non è solo naturale ma anche produttivo: il fiume, un tempo motore delle fabbriche, diventa oggi sfondo scenografico di un rinnovato spazio culturale.
Ricavato da un’ala dell’antico Lanificio Manna, l’edificio affonda le sue radici nell’ex Convento di San Francesco, soppresso e riconvertito in età napoleonica. Da complesso religioso a opificio tessile, fino a spazio dedicato allo spettacolo, il luogo riflette le profonde trasformazioni economiche e sociali di Isola del Liri. Oggi rappresenta il simbolo del passaggio dalla tradizione manifatturiera a una rinnovata vocazione culturale.
L’edificio conserva l’impianto ampio e funzionale dell’antico opificio, reinterpretato con un intervento contemporaneo che ne valorizza volumi e altezze originarie. Gli spazi interni, adattati alle esigenze sceniche, mantengono la memoria industriale attraverso strutture murarie e aperture generose. L’allestimento sobrio e versatile consente di accogliere spettacoli, mostre ed eventi, trasformando l’architettura produttiva in scenografia culturale.
Il Teatro stabile Costanzo Costantini è uno dei principali poli culturali di Isola del Liri, ricavato in un’ala dell’antico Lanificio Manna, a sua volta sorto negli ambienti dell’ex Convento di San Francesco, requisito in età napoleonica e poi destinato ad attività produttive. Questo luogo rappresenta in modo emblematico la trasformazione della città: da spazio manifatturiero legato alla vocazione industriale della valle del Liri a centro dedicato alla cultura e alla socialità.
La ristrutturazione in chiave contemporanea ha valorizzato gli ampi spazi originari dell’opificio, adattandoli alle esigenze sceniche ed espositive senza snaturarne l’identità storica. Oggi il teatro ospita spettacoli, concorsi musicali, rassegne e iniziative artistiche, configurandosi come punto di riferimento per la vita culturale cittadina. In occasione dell’evento sarà inoltre visitabile una mostra di artisti emergenti, ulteriore testimonianza della vivacità creativa di Isola del Liri e della capacità di rileggere il proprio patrimonio storico come risorsa per il presente.

Indirizzo: centro storico, ISOLA DEL LIRI, FR
Orari:
– Sabato: 09:30 – 13:00 / 15:00 – 17:30
– Domenica: 09:30 – 13:00 / 15:00 – 17:30

TORRE MARICA

Arroccata su un rilievo che domina la valle del Liri, la Torre Marica si staglia come punto di riferimento nel paesaggio collinare. Dalla sua sommità lo sguardo abbraccia il corso del fiume, il tessuto urbano di Isola del Liri e il susseguirsi delle alture circostanti. Avvolta dalla vegetazione mediterranea, la torre coniuga forza scenografica e funzione strategica, raccontando il legame profondo tra morfologia del territorio, esigenze difensive e sviluppo dell’insediamento storico.
La Torre Marica appartiene all’antico sistema difensivo che nel Medioevo presidiava Isola del Liri e la sua valle. Eretta in un punto chiave per sorvegliare le vie di transito e il corso del fiume, era verosimilmente in collegamento visivo con il vicino complesso ducale, svolgendo compiti di controllo e segnalazione. Il toponimo potrebbe rimandare alla divinità italica Marica, connessa al culto delle acque. Oggi la torre resta un segno eloquente della storia e dell’identità del territorio.
La Torre Marica si distingue per la solidità compatta e l’essenzialità delle forme, caratteristiche proprie dell’architettura militare medievale. Costruita in pietra locale, si eleva con sviluppo verticale e pareti spesse, interrotte da poche e strette aperture pensate per l’osservazione e la difesa. Priva di ornamenti, affida la propria espressività alla forza della materia. Oggi la sua sagoma austera emerge nel paesaggio collinare come segno identitario e memoria fortificata del territorio.
La Torre Marica costituisce una delle più interessanti testimonianze del sistema difensivo medievale di Isola del Liri. Edificata in posizione strategica, svolgeva funzioni di avvistamento e controllo lungo la valle del Liri, in collegamento visivo con le altre strutture fortificate del territorio e con il vicino Palazzo Ducale. La muratura compatta e l’impianto essenziale riflettono la tipologia delle torri militari destinate alla sorveglianza e alla difesa. Il nome “Marica” rimanda probabilmente a suggestioni più antiche: secondo alcune interpretazioni potrebbe richiamare la divinità italica Marica, venerata in ambito preromano e associata alle acque e ai luoghi fluviali, elemento che ben si accorda con il contesto geografico della valle del Liri.
Oltre al valore storico, la torre occupa un punto panoramico di grande suggestione: da qui lo sguardo abbraccia il corso del fiume, l’abitato e il paesaggio collinare circostante, offrendo una lettura privilegiata del territorio e della sua conformazione naturale. Questo affaccio dominante ne spiega la collocazione originaria e ne accresce oggi il fascino, trasformandola in un luogo in cui storia e paesaggio si intrecciano, restituendo l’immagine di una città profondamente legata alla propria dimensione geografica e strategica.

Indirizzo: Via Torre 24, ISOLA DEL LIRI, FR
Orari:
– Sabato: 09:30 – 13:30 / 15:00 – 17:30
– Domenica: 09:30 – 13:30 / 15:00 – 17:30 (ultimo ingresso 17:00)

CHIESA DI SAN SEBASTIANO

La chiesetta di San Sebastiano sorge sulla sommità dell’omonima collina, in posizione isolata e panoramica. Il contesto è tipicamente collinare, immerso nel verde dei prati e della vegetazione spontanea. Da qui si domina a nord la pianura incorniciata dai monti Ernici e dalle cime del Parco Nazionale d’Abruzzo, mentre a sud si apre la vista sulla media valle del Liri, sul centro abitato di Isola del Liri e sulle colline che lo circondano.
Isola del Liri ha origini antichissime: il suo territorio fu abitato in epoca volsca, popolazione osco-umbra che occupava questa zona prima della conquista romana. Nel 1886 furono rinvenute necropoli e reperti che testimoniano un importante insediamento volsco, probabilmente sorto in altura fin dall’età del ferro. Nel medioevo, il borgo fu sotto il controllo di Bizantini e Longobardi, quindi parte della contea di Sora. Più tardi fu feudo della famiglia dell’Isola, fino al XIV secolo, e poi passò ai Cantelmo. Dal 1579, grazie al papa Gregorio XIII, il feudo fu concesso ai Boncompagni, che ne fecero un centro amministrativo e culturale di rilievo nel Ducato di Sora.
La chiesetta di San Sebastiano presenta un’architettura semplice e rurale, con facciata a capanna e impianto ad aula unica. Le murature sobrie riflettono l’originaria funzione di cappella campestre. L’interno, essenziale, custodisce un dipinto raffigurante il martirio del santo, dono di Ferdinando I delle Due Sicilie. L’insieme esprime un linguaggio architettonico tradizionale, in armonia con il contesto collinare circostante.
La chiesa di San Sebastiano è un piccolo edificio rurale che sorge sulla sommità dell’omonima collina, in posizione appartata ma di straordinario valore paesaggistico. Da qui lo sguardo abbraccia verso nord l’ampia pianura delimitata dai monti Ernici e dalle montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, mentre verso sud si apre la vista sulla media valle del Liri, sul centro abitato di Isola e sulle colline che la circondano. L’edificio presenta forme semplici e tradizionali: una sobria facciata a capanna e un interno ad aula unica, secondo un impianto essenziale tipico delle cappelle rurali. Le sue origini risalgono a tempi remoti, quando era dedicata alla Madonna dell’Alto Monte. Nel XVII secolo entrò probabilmente nei possedimenti dei Boncompagni, famiglia ducale che esercitò a lungo un ruolo centrale nella storia di Isola del Liri, contribuendo al prestigio e allo sviluppo del territorio. Nel 1796 la chiesetta passò al Demanio Regio insieme agli altri beni familiari. Al suo interno è custodito un dipinto del martirio di san Sebastiano, dono di Ferdinando I delle Due Sicilie. Dal 1822 vi si celebra la festa del lunedì dell’Angelo: ancora oggi gli isolani trascorrono la Pasquetta nei prati circostanti, rinnovando una tradizione popolare profondamente radicata.

Indirizzo: Via San Sebastiano, ISOLA DEL LIRI, FR
Orari:
– Sabato: 09:30 – 13:30 / 15:00 – 17:30
– Domenica: 09:30 – 13:30 / 15:00 – 17:30
Durata visita: 20 minuti

PARCO FLUVIALE “GIUSTINIANO NICOLUCCI”

L’area del parco si estende lungo le rive del Liri, nel punto in cui il fiume attraversa e modella il centro di Isola del Liri. Qui l’acqua scorre tra vegetazione ripariale, salti e opere idrauliche, creando un paesaggio dinamico in cui natura e tracce industriali convivono. Alle spalle emergono il Castello Boncompagni e la centrale idroelettrica, mentre il percorso verde restituisce un rapporto diretto e suggestivo tra città e fiume.
Nato dal recupero di aree un tempo legate alla produzione industriale, il parco restituisce alla città uno spazio segnato per secoli dallo sfruttamento delle acque del Liri. Qui cartiere, lanifici e centrali idroelettriche trasformarono il fiume in motore economico. La riqualificazione ha convertito questo paesaggio produttivo in luogo pubblico, dedicandolo all’antropologo isolano Giustiniano Nicolucci, figura di rilievo nel panorama scientifico ottocentesco.
Tra sponde ombreggiate e acque in continuo movimento, l’area offre un ambiente fluviale ricco di vegetazione e scorci suggestivi. Il Liri, con i suoi salti e le opere idrauliche storiche, crea un ecosistema dinamico dove natura e presenza umana convivono. Alberature, prati e percorsi pedonali favoriscono la fruizione lenta, trasformando il margine del fiume in spazio di equilibrio tra biodiversità e memoria del paesaggio produttivo.
Il Parco Fluviale Giustiniano Nicolucci si sviluppa nel cuore di Isola del Liri, lungo le sponde del Liri, il fiume che ha determinato la storia, l’economia e la forma stessa della città. Alle spalle del Castello Boncompagni, il paesaggio è dominato dalla cascata del Valcatoio e dalla storica centrale idroelettrica, testimonianze del sistema ottocentesco di sfruttamento delle acque che alimentò cartiere, lanifici e opifici, rendendo il Liri autentica forza motrice dello sviluppo industriale locale. Dedicato all’antropologo isolano Giustiniano Nicolucci (1819-1904), il parco unisce paesaggio e storia in un equilibrio suggestivo.
Oggi l’area, un tempo produttiva, è stata recuperata e restituita alla fruizione pubblica come spazio verde attrezzato. Il percorso si snoda tra vegetazione ripariale, scorci sul fiume e resti di antichi stabilimenti; installazioni artistiche realizzate con parti di macchinari industriali evocano la memoria manifatturiera, trasformando il parco in luogo della memoria collettiva. In prossimità dell’ingresso si trova la Biblioteca Comunale “Modesto Galante”, a sua volta esempio di riuso di un edificio storico, rafforzando il dialogo tra natura, cultura e identità. Gli Apprendisti Ciceroni vi guideranno alla scoperta di questo luogo e vi mostreranno la DIVINA COMMEDIA illustrata da Salvador Dalì (tiratura esemplare n° 2245/2900, impressa dalla stamperia Valdonega di Verona, su carta a mano dei Fratelli Magnanti di Pescia), preziosamente custodita in questo sito.

Indirizzo: Via Roma, 81, ISOLA DEL LIRI, FR

CHIESA DI SANT’ANTONIO

La chiesa di Sant’Antonio si trova nel cuore di Isola del Liri, sull’isola formata dai due rami del fiume che attraversano il centro storico. Inserita in un contesto urbano denso ma raccolto, sorge in prossimità delle acque e degli antichi edifici industriali. L’ambiente circostante unisce architettura storica e paesaggio fluviale, creando un equilibrio suggestivo tra dimensione urbana e presenza costante del fiume.
Sorge nell’area dell’antico convento di San Francesco, già monastero benedettino femminile nel XIV secolo. In età napoleonica il complesso fu requisito e trasformato in opificio, diventando poi lanificio. Nel 1799 la chiesa fu incendiata e in seguito affidata alla Confraternita del Santissimo Crocifisso. Dal 1812 accolse la statua di Sant’Antonio, assumendo l’attuale intitolazione e consolidando il suo ruolo devozionale.
L’edificio cultuale presenta un impianto a navata unica, con copertura a capriate lignee di gusto francescano che richiama la sobrietà originaria del complesso conventuale. L’interno conserva statue ottocentesche di scuola napoletana e il venerato Crocifisso, scampato ai bombardamenti del 1944. L’architettura semplice dialoga con le trasformazioni storiche dell’edificio, integrando elementi sacri in un contesto nato anche per usi produttivi.
Nel cuore dell’isola formata dal fiume Liri, dove oggi sorge la chiesa di Sant’Antonio, nel XIV secolo esisteva un monastero benedettino femminile. La chiesa annessa, inizialmente dedicata a san Giovanni Battista, passò in seguito ai francescani assumendo, nel XV secolo, il titolo di San Francesco.
Nel 1799 l’edificio fu incendiato dai giacobini e successivamente affidato alla Confraternita del Santissimo Crocifisso. Nel 1812 l’intero complesso venne riconvertito a uso industriale da Gioacchino Manna: l’antico chiostro fu privato del portico, l’accesso trasformato nell’attuale portale e alcune case affacciate sulla piazza furono ristrutturate fino a formare un elegante palazzetto.
Dal 1812 la chiesa accolse una statua di sant’Antonio, mutando intitolazione. Gravemente danneggiata dal terremoto del 1915, fu restaurata tra il 1938 e il 1941. L’edificio presenta un’unica navata con soffitto a capriate lignee di gusto francescano. Oggi custodisce la statua del Santissimo Crocifisso, miracolosamente scampata ai bombardamenti del 3 gennaio 1944 che distrussero l’antica chiesetta di piazza SS. Trinità, segno della profonda devozione del popolo isolano.

Indirizzo: Piazza S. Francesco, ISOLA DEL LIRI, FR
Orari:
– Sabato: 09:30 – 13:30 / 15:00 – 17:30 (ultimo ingresso 17:00)
– Domenica: 09:30 – 13:30 / 15:00 – 17:30 (ultimo ingresso 17:00)

CHIESA DI SAN GIUSEPPE

La chiesa di San Giuseppe sorge appena fuori dal borgo antico di Isola del Liri, in prossimità dell’isola formata dai due rami del fiume. Inserita in un contesto urbano di margine, conserva un rapporto diretto con il paesaggio fluviale e con gli spazi aperti circostanti. La posizione, un tempo “extra moenia”, segna il passaggio tra centro storico e aree esterne, in un equilibrio tra ambiente naturale e tessuto edilizio.
L’edificio risale probabilmente al XVII secolo e fu nei secoli oggetto di vari interventi. Sorgeva fuori dal borgo antico, legata alle antiche devozioni cittadine: qui si venerava san Rocco, protettore contro le pestilenze, e operava la Confraternita della Buona Morte, devota all’Addolorata. L’assetto attuale risale al 1857, con la realizzazione delle cappelle laterali e della sagrestia.
La chiesa presenta un impianto semplice, con aula unica e cappelle laterali dedicate a san Rocco e all’Addolorata, realizzate nell’Ottocento insieme alla sagrestia. L’interno custodisce statue di scuola napoletana del 1848 e un simulacro settecentesco di san Rocco. Di particolare pregio è l’organo del 1848, opera di Tommaso Vayola, che conserva ancora i raffinati meccanismi lignei originali.
La piccola chiesa di San Giuseppe sorge appena fuori dal borgo antico, sviluppatosi sull’isola formata dai due rami del fiume Liri. A questo luogo sono legate alcune delle più antiche devozioni cittadine. Qui era infatti venerato san Rocco: secondo la tradizione, la sua statua veniva collocata extra moenia, fuori dalle mura, come una simbolica sentinella chiamata a proteggere la comunità da lebbra, pestilenze e altre malattie. Alla chiesa era inoltre connesso il culto di Maria Addolorata e dei Dolori della Vergine, promosso dalla Confraternita della Buona Morte e Orazione.
La costruzione originaria risale probabilmente al XVII secolo e nel tempo subì vari interventi e trasformazioni. L’assetto architettonico attuale è frutto dei lavori conclusi nel 1857, quando furono realizzate le cappelle dedicate a san Rocco e all’Addolorata, oltre all’attuale sagrestia. Le statue di san Giuseppe e dell’Addolorata, di scuola napoletana, datano al 1848, mentre quella di san Rocco risale alla metà del XVIII secolo.
In occasione delle Giornate FAI di Primavera è possibile ammirare anche l’organo storico, costruito nel 1848 dal maestro organaro Tommaso Vayola: uno strumento di grande pregio artistico, che conserva ancora i raffinati meccanismi lignei del mantice, perfettamente funzionanti.

Indirizzo: Via S. Giuseppe, 1, ISOLA DEL LIRI, FR
Orari:
– Sabato: 09:30 – 13:00 / 15:00 – 17:30 (ultimo ingresso 17:00)
– Domenica: 09:30 – 13:00 / 15:00 – 17:30 (ultimo ingresso 17:00)
Durata visita: 30 minuti

GALLERIA EUSTACHIO PISANI E TERRAZZA SULLA CASCATA

L’ex Feltrificio si affaccia in posizione privilegiata sul centro di Isola del Liri, lungo il corso del fiume Liri e a ridosso della celebre Cascata Grande. Il contesto geografico è unico: l’edificio domina l’isola formata dai due rami del fiume, inserendosi in un paesaggio fluviale che unisce acqua, roccia e architettura storica. La terrazza panoramica, realizzata nell’ambito della riqualificazione dell’area, offre una vista ravvicinata e spettacolare sul salto verticale di circa 27 metri della cascata, permettendo di cogliere la forza scenografica dell’acqua nel cuore del centro urbano.
L’ex Feltrificio Pisani testimonia la stagione di sviluppo industriale che interessò Isola del Liri tra Otto e Novecento. Sorto lungo il Liri in un’area strategica per lo sfruttamento dell’energia idraulica, fu parte del vivace tessuto manifatturiero cittadino, legato alla lavorazione tessile e cartaria. Con il declino delle attività produttive, l’opificio fu dismesso, per poi essere recuperato in tempi recenti e restituito alla comunità come spazio culturale e panoramico.
L’architettura industriale è sobria, con volumi ampi e strutture funzionali legate alla produzione tessile. Le murature e le grandi aperture testimoniano l’adattamento agli spazi di lavoro ottocenteschi. Inserito a ridosso del fiume Liri, dialoga direttamente con la Cascata Grande: dalla terrazza panoramica si coglie l’incontro tra archeologia industriale e paesaggio fluviale, in uno scenario di forte suggestione ambientale.
L’imponente edificio Pisani occupa una posizione privilegiata, affacciandosi direttamente sulla Cascata Grande e offrendo una prospettiva inedita e suggestiva su uno dei luoghi simbolo dell’identità urbana di Isola del Liri.
La cittadina è celebre per le sue cascate naturali nel cuore del centro storico: un unicum nel panorama italiano. Il borgo si è sviluppato sull’isola formata dal fiume Liri, che la avvolge dividendosi in due rami e dando vita a spettacolari salti d’acqua. La Cascata Grande, alta circa 27 metri, domina la scena con il suo fragore maestoso; l’altro ramo genera la cascata del Valcatoio, che scende lungo un piano inclinato per circa 160 metri, completando un quadro paesaggistico di straordinaria bellezza, annoverato tra le meraviglie naturali italiane.
Un ambizioso progetto di riqualificazione urbana ha recentemente restituito l’area alla comunità, con la sistemazione della piazza e la creazione di una galleria espositiva coperta lungo il Liri, culminante in una terrazza panoramica sospesa a pochi metri dalla cascata. La galleria, intitolata a un illustre industriale isolano, rappresenta simbolicamente il passaggio da spazio produttivo legato alla fabbrica a luogo dedicato alla cultura e al turismo.
Il percorso, che costeggia il fiume, è arricchito da mostre di opere pittoriche e scultoree di artisti locali emergenti, trasformando la passeggiata in un’esperienza che unisce paesaggio, memoria industriale e creatività contemporanea.

Indirizzo: Piazza XX Settembre, ISOLA DEL LIRI, FR
Orari:
– Sabato: 09:00 – 18:00
– Domenica: 09:00 – 18:00


Isola del Liri - Giornate FAI di Primavera

CONTATTI

Organizzatore:
Contatto:
Telefono:
eMail:
Web: www.giornatefai.it

Tipo di Evento

  • Arte e Cultura nel Lazio
  • Giornate FAI

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