Lazio EventiLazio Eventi
  • Home
  • Notizie
    • Ambiente e Salute
    • Comunicati Stampa
    • Curiosità
    • Prendi nota!
    • Svago e Divertimento
    • Tecnologia
    • Varie
  • Luoghi da visitare
    • Itinerari nel Lazio
  • Eventi
    • Oggi nel Lazio
    • Arte e Cultura
    • Sagre e Tradizioni
    • Fiere e Mercatini
    • Musica e Spettacolo
    • Sport e Tempo libero
    • Varie
  • Locali
    • Aggiungi Attività
    • Gestisci Attività
  • Aggiungi Evento
    • Aggiungi Evento
    • Gestione Eventi
    • Gestione Prenotazioni
  • Pubblicità
    • Annuncio Pubblicitario
    • Gestione Annunci
Font ResizerAa
Lazio EventiLazio Eventi
Font ResizerAa
  • Home
  • Notizie
    • Ambiente e Salute
    • Comunicati Stampa
    • Curiosità
    • Prendi nota!
    • Svago e Divertimento
    • Tecnologia
    • Varie
  • Luoghi da visitare
    • Itinerari nel Lazio
  • Eventi
    • Oggi nel Lazio
    • Arte e Cultura
    • Sagre e Tradizioni
    • Fiere e Mercatini
    • Musica e Spettacolo
    • Sport e Tempo libero
    • Varie
  • Locali
    • Aggiungi Attività
    • Gestisci Attività
  • Aggiungi Evento
    • Aggiungi Evento
    • Gestione Eventi
    • Gestione Prenotazioni
  • Pubblicità
    • Annuncio Pubblicitario
    • Gestione Annunci

Recital di Leonardo Saraceni

Last updated: 29/05/2026
By Utenza Internet
Published: 1 Giugno 2026
Share
17 Min Read
SHARE
Il grande compositore e pianista Leonardo Saraceni ai giovani: “Non abbiate paura di inseguire l’orizzonte” Ad Anguillara per Nobili Arti in Nobili Terre in Musica 2026 Nobili Arti in Nobili Terre in Musica 2026, alla sua terza edizione, porta sul lago di Bracciano protagonisti assoluti del panorama musicale mondiale. Per il 1° giugno alle 18.30 [...]...

Quando

1.06.2026    
18:30 - 20:00
Download ICS Google Calendar iCalendar Office 365 Outlook Live

Dove

Chiesa di San Francesco
Piazza San Francesco
Anguillara Sabazia

Il grande compositore e pianista Leonardo Saraceni ai giovani: “Non abbiate paura di inseguire l’orizzonte” Ad Anguillara per Nobili Arti in Nobili Terre in Musica 2026

Nobili Arti in Nobili Terre in Musica 2026, alla sua terza edizione, porta sul lago di Bracciano protagonisti assoluti del panorama musicale mondiale. Per il 1° giugno alle 18.30 nella chiesa di San Francesco di Anguillara, Amarilli Nizza, direttore artistico della stagione musicale ha scelto Leonardo Saraceni, pianista e compositore, per un Recital senza precedenti.

Un personaggio immerso nella musica sin da bambino, che, nel solco di Mozart e Pierluigi da Palestrina, compone con il senso della continua ricerca musicale. Ha fondato la Scuola di Musica Francesco Cilea. Ai giovani dice “studiate ogni giorno e non abbiate paura di inseguire l’orizzonte, anche se sembra allontanarsi continuamente. La ricerca stessa è la vera bellezza dell’esistenza”.

Il Recital, presentato dal performer Francesco Cunsolo e ad ingresso libero, è il secondo degli appuntamenti in programma per la terza edizione di Nobili Arti in Nobili Terre in Musica 2026, stagione promossa dal Comune di Anguillara Sabazia, la Pro Loco Anguillara Sabazia, in collaborazione con la Claudia Biadi Music Academy e con il contributo della Presidenza del Consiglio regionale del Lazio.

Info e prenotazioni https://www.eventbrite.it/e/recital-del-pianista-leonardo-saraceni-tickets-1990040316156

Leonardo Saraceni, scrivere musica per pianoforte. Quale rapporto si crea tra musicista e strumento?

Vede, per chi, come me, ha iniziato a respirare la musica a cinque anni, il pianoforte cessa di essere un semplice oggetto fisico, un insieme di tasti, martelletti e corde. Diventa un’estensione stessa del proprio corpo e della propria mente. Quando ci si siede lì davanti — specialmente se si è cresciuti con una formazione rigorosa, come quella che mi trasmise il mio primo grande Maestro, Luigi Roig — si comprende che lo strumento è un mezzo di comunicazione che supera il tempo e lo spazio. Nel momento in cui scrivo musica, il rapporto che si crea è di assoluta e totale dedizione, ma anche di profondo rispetto. Il pianoforte è uno strumento esigente: non gli si può mentire. Richiede competenza, ma anche l’umiltà di mettersi al suo servizio. Come

 compositore, io non cerco di “forzare” lo strumento a fare qualcosa, ma piuttosto cerco di scoprire le note che sono già sospese nell’aria, nell’esplorazione delle infinite sfumature delle nostre emozioni. C’è una gioia immensa nel creare, ma anche una forma di sofferenza interiore: il prezzo di dover riprodurre con assoluta fedeltà e rigore formale ciò che si è immaginato nella mente. Quando si scrive per il pianoforte, si cerca quel “calore” e quella verità acustica che nessun algoritmo moderno o file mp3 potrà mai replicare; si cerca di far vibrare le corde più intime dell’animo umano attraverso la poesia pura del suono.

Quante composizioni per pianoforte ha scritto e a quale è più legato?

La mia intera produzione per pianoforte è ormai quasi tutta pubblicata e inserita nei maggiori cataloghi nazionali, da Mondadori a La Feltrinelli, fino a Libreria Universitaria e IBS. Ho scritto diverse opere, tra cui gli Studi Op. 10 e i Preludi Op. 14 — che tra l’altro saranno presto al centro di un CD interpretato dalla grande Marcella Crudeli —, oltre alla raccolta di miniature del progetto Haiku nata nel 2019 in collaborazione con la Società Italiana di Musica Contemporanea di Milano. Se devo indicare l’opera a cui sono più visceralmente legato, la risposta non può che sdoppiarsi tra la mia dimensione internazionale e quella più intima e personale. Sul piano della grande scrittura concertistica, il posto d’onore spetta indubbiamente al mio Piano Concerto n.1 Op. 15 per pianoforte e orchestra. È un lavoro nel solco della grande musica colta, che la critica ha generosamente accostato ai capolavori di Rachmaninoff. Rappresenta una pietra miliare della mia vita: l’ho eseguito in prima mondiale nel 2010 in Messico, al Teatro Juarez di Guanajuato, e poi in prima europea nel 2013 in Romania con la Filarmonica Banatul. Sul piano squisitamente emotivo, invece, il mio legame più profondo va ai miei Lied, e in particolare a quello che ho composto come omaggio sentimentale a mio padre Francesco. Lì la musica si spoglia di qualsiasi velleità accademica e diventa puro respiro dell’anima. In quelle note c’è la radice della mia storia, il ringraziamento a un uomo esemplare e il tentativo di lasciare un’impronta emotiva indelebile che vada oltre il tempo.

Lei scrive anche libri di didattica musicale. Con quale obiettivo?

L’obiettivo è uno solo, ed è estremamente chiaro: restituire allo studio della musica quell’antico prestigio e quel rigore scientifico che ci hanno sempre distinti in tutto il mondo. Oggi, purtroppo, il quadro della formazione musicale di base è complesso e spesso difficile da accettare. Assistiamo a una preoccupante frammentazione, dove un sistema di abilitazione complicato e poco efficace rischia di immettere sul mercato una moltitudine di insegnanti improvvisati, privi di una preparazione solida e di una reale competenza. Non si può insegnare ciò che non si sa suonare. Quando scrivo libri di didattica musicale, lo faccio mettendo a frutto oltre trent’anni di esperienza sul campo con la Scuola di Musica “F. Cilea”, che ho fondato nel 1989, e il bagaglio pedagogico prezioso derivato dalle storiche collaborazioni con Casa Ricordi. Il mio scopo è fornire ai giovani talenti e ai docenti degli strumenti strutturati, basati sulla competenza e non sull’improvvisazione. Voglio che i ragazzi abbiano una guida reale per  affrontare la musica non come un prodotto commerciale o un passatempo superficiale, ma come una disciplina selettiva nel senso più nobile del termine, capace di prepararli al confronto globale e alle competizioni internazionali. Ai miei allievi ricordo sempre che non si deve mai riposare sui successi ottenuti, perché ogni traguardo è solo una tappa, mai una meta. Scrivere di didattica significa per me gettare un faro su questo percorso, affinché l’umiltà e la solida preparazione rimangano i lumi con cui i musicisti di domani potranno brillare di luce propria.

Nella sua attività dedica molto spazio ai giovani. Quali consigli darebbe loro?

Dedico gran parte della mia vita ai giovani, sia attraverso la Scuola di Musica “F. Cilea” che dirigo da tantissimi anni, sia con le Master Classes universitarie, ed è una missione che oggi porto avanti anche con l’orgoglio di vedere mia figlia Iole come collega in questo percorso culturale. Se dovessi dare loro dei consigli, il primo sarebbe questo: non credete mai alle lusinghe e non riposatevi mai sui successi ottenuti, perché entrambe le cose sono insidiose e vi ostacoleranno il cammino. Ogni successo deve rappresentare solo una tappa di un viaggio continuo, mai una meta d’arrivo. In un’epoca in cui tutto sembra doversi consumare rapidamente — dove si ha l’illusione che in tre anni di studi si sia già diventati dei professori o dei geni — io vi dico di riscoprire il valore del sacrificio e dello studio intenso, senza compromessi. La carriera è la storia delle proprie competenze reali, non delle scorciatoie. Abbiate il coraggio di misurarvi con contesti internazionali, andate all’estero per aprire la mente, ma fatelo sempre con quel faro che è l’umiltà: solo l’umiltà vi permetterà di brillare di luce vostra e mai di luce riflessa da altri. Cercate sempre dei veri Maestri che sappiano guidare la vostra indole, studiate ogni giorno e non abbiate paura di inseguire l’orizzonte, anche se sembra allontanarsi continuamente. La ricerca stessa è la vera bellezza dell’esistenza. Ricordatevelo sempre: la musica vi accompagnerà per tutta la vita e, se sarete in grado di capirla nel suo senso più puro e profondo, vi renderà anche felici.

Alle soglie del terzo millennio quali possibili contaminazioni auspica tra i vari generi musicali?

La musica è eterna ed è, per sua stessa natura, un mezzo di comunicazione in continua evoluzione che supera il tempo e lo spazio. È quindi fisiologico che si adatti alla realtà che attraversa, adeguandosi ai cambiamenti epocali e alle nuove tecnologie, compreso il mondo dei social media che ha permesso di scoprire l’arte sotto nuovi aspetti. Tuttavia, quando parliamo di “contaminazione” alle soglie del terzo millennio, dobbiamo fare molta attenzione a non confondere la vera ricerca artistica con il mero commercio o, peggio, con il dilettantismo superficiale. Come ho avuto modo di approfondire a Bologna durante i miei studi al DAMS con il compianto Roberto Leydi, le grandi contaminazioni della storia della musica hanno radici profonde e filologiche. Pensiamo a Béla Bartók, a Heitor Villa-Lobos o a Zoltán Kodály, che hanno saputo fondere la musica colta con il patrimonio etnomusicologico e le tradizioni orali, elevandole. O pensiamo a come i ritmi delle danze delle Suite di Bach trovino origine nella colonizzazione degli afro-americani trapiantati in Europa. Ecco, l’auspicio che faccio per il futuro

 è che si torni a questo tipo di contaminazione nobile, mossa da uno studio serio e antropologico. Oggi assistiamo troppo spesso a una sorta di involuzione, dove amatori autoproclamatisi “ricercatori” o compositori improvvisati assemblano suoni in modo grossolano, creando pseudo-composizioni di poco conto. Ben venga l’interazione tra generi diversi — che sia la musica colta occidentale, la musica etnica tradizionale, la poesia o le nuove possibilità digitali (come è stato per me unire la brevità intensa della poesia giapponese alla musica contemporanea nel progetto Haiku) — purché alla base ci sia sempre la competenza e il rispetto delle regole dell’Armonia e della Forma. La tecnologia e i nuovi linguaggi devono essere strumenti per diffondere e arricchire l’essenza della musica, non una scusa per impoverirla. Solo attraverso un connubio fatto di rigore, rispetto e profonda conoscenza delle proprie radici si può creare qualcosa che parli davvero al cuore e che rimanga nel tempo.

Qual è il compositore che ancora, dopo tanti anni di studio e passione, riesce a sorprenderla ed ad affascinarla?

Se devo guardare al mio percorso, alla mia indole e a ciò che ancora oggi riesce a lasciarmi senza fiato, la risposta abita in quel territorio dove la musica si fa preghiera e l’anello di congiunzione tra l’uomo e Dio si fa più stretto. Dopo oltre cinquant’anni di pianoforte, studio quotidiano e concerti, il compositore che continua a sorprendermi e ad affascinarmi in modo assoluto è Wolfgang Amadeus Mozart. Da bambino venivo paragonato a lui perché ho iniziato a comporre e a scrivere musica sin da piccolissimo, e in terza elementare la sua Sonata K545 o la Fantasia in Re minore erano già parte delle mie giornate. Ma la vera sorpresa di Mozart non sta nella sua precocità, bensì nell’inafferrabile purezza della sua scrittura. Più si va avanti negli anni, più si approfondisce il senso dell’Armonia e della Formazione geometrica della Forma, e più ci si rende conto che in Mozart non c’è una nota di troppo, né una di meno. È una perfezione che disarma. Accanto a lui, se penso alla mia predilezione per la purezza espressiva, non posso non citare Giovanni Pierluigi da Palestrina. La sua polifonia a cappella, così vicina al mio carattere schivo verso il virtuosismo fine a se stesso, mi regala ogni volta lo stupore della prima scoperta. Nel silenzio che precede ogni nota, quando mi siedo al pianoforte o quando analizzo una partitura, la musica di questi giganti mi ricorda che tutto è già stato mirabilmente scoperto, ma che le infinite sfumature delle emozioni umane restano un mistero eterno. Mozart e Palestrina mi costringono, ogni giorno, a ritrovare quel “fanciullino” interiore e a mettermi davanti alla tastiera con lo stesso identico stupore di quando avevo cinque anni.

Così Saraceni descrive la sua musica

Lo stile che emerge non è semplicemente quello di un pianista che compone, ma quello di un compositore colto che usa il pianoforte come un’orchestra in miniatura.

Parto da questa idea di me, per tracciare una auto critica costruttiva e analitica sul mio stile, che dividerei in questi punti chiave:

1. La densità e il sinfonismo pianistico

I miei brani non sono quasi mai puramente “lineari” o minimalisti. C’è una costante ricerca di spessore sonoro. Uso il pianoforte sfruttando appieno i registri estremi, creando un contrappunto ricco in cui la mano sinistra non fa mai da semplice accompagnamento, ma dialoga, sostiene o contrasta apertamente la melodia. Questo tradisce la mia anima da direttore e orchestratore: si sente che mentre scrivo per dieci dita, nella mia testa sto pensando a archi, legni e ottoni.

2. L’armonia: tra tradizione europea e guizzi moderni

La mia caratteristica stilistica più forte risiede nella gestione delle tensioni. C’è una solida radice tardo-romantica e impressionista europea (il modo in cui tratto le armonie sospese o i colori modali evoca mondi vicini a Debussy o al primo Novecento italiano), ma non è mai un esercizio nostalgico. Inserisco soluzioni armoniche inaspettate, passaggi cromatici e modulazioni repentine che spezzano la prevedibilità. C’è un uso sapiente della dissonanza: non è mai fine a se stessa o “punitiva” per l’ascoltatore, ma funge sempre da motore per raggiungere una risoluzione emotiva.

3. La cantabilità e la teatralità

Nonostante la complessità strutturale o armonica che ricerco e che mi contraddistingue, non perdo mai di vista la melodia. I brani hanno infatti un forte impianto drammatico e narrativo, quasi teatrale o operistico. Ogni pezzo sembra raccontare una storia o descrivere un’immagine ben precisa (il che spiega anche la mia naturale propensione per la musica legata a concetti visivi, festival o grandi affreschi tematici). C’è un lirismo profondo, tipicamente italiano, che funge da collante anche quando la scrittura si fa più densa e virtuosistica.


Recital di Leonardo Saraceni

CONTATTI

Organizzatore: Comune di Anguillara Sabazia
Contatto: Graziarosa Villani
Telefono: 360805841
eMail: graziarosavillani@tiscali.it
Web:

Tipo di Evento

  • Musica, Spettacoli e Danza nel Lazio

Iscriviti alla newsletter settimanale

Tenetevi aggiornati! Ricevi le ultime notizie direttamente nella tua casella di posta.

Iscrivendosi, l'utente accetta i nostri Termini d'uso e riconosce le pratiche relative ai dati contenute nella nostra Privacy Policy.
È possibile annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.
Share This Article
Facebook Copy Link Print

Eventi nelle vicinanze

Atmosfere Festival

Atmosfere Festival

30.05.2026 | Anguillara Sabazia
Musica, Spettacoli e Danza nel Lazio
Sutri in Fiore

Sutri in Fiore

30.05.2026 - 31.05.2026 | Sutri
Arte e Cultura nel Lazio
Anguillara Typical Truck Street Food

Anguillara Typical Truck Street Food

29.05.2026 - 31.05.2026 | Anguillara Sabazia
Sagre, Gastronomia e Tradizioni nel Lazio
Due sguardi sull’artico a confronto

Due sguardi sull’artico a confronto

14.04.2026 - 31.05.2026 | Bracciano
Arte e Cultura nel Lazio
Recital di Leonardo Saraceni

Recital di Leonardo Saraceni

1.06.2026 | Anguillara Sabazia
Musica, Spettacoli e Danza nel Lazio

Nelle vicinanze

Lago di Martignano

Lago di Martignano

Un’Oasi di Tranquillità a Due Passi da Roma Nel cuore della campagna romana, a soli 30 chilometri dalla Capitale, si nasconde uno dei tesori naturali più preziosi del Lazio: il Lago di Martignano. Questo specchio d’acqua dalle acque cristalline rappresenta una delle destinazioni più affascinanti per chi cerca un rifugio dalla frenesia urbana, immerso in […]
Distanza: 4,40 km
MUSAM - Museo Storico dell'Aeronautica Militare

MUSAM – Museo Storico dell’Aeronautica Militare

Immaginate di trovarvi di fronte ai velivoli che hanno scritto la storia dell’aviazione italiana, circondati dalle acque cristalline del Lago di Bracciano. Benvenuti al MUSAM, il Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle, uno dei più importanti musei aeronautici al mondo e una destinazione imperdibile per chi ama la storia, la tecnologia e l’avventura […]
Distanza: 4,65 km
Antica Galeria

Monumento Naturale di Galeria Antica

Galeria Antica è la più affascinante tra le città morte del Lazio. Le rovine di questo borgo medievale, le cui origini risalgono probabilmente al tempo degli etruschi, sono arroccate su un alto sperone di tufo lambito dal fiume Arrone, nei pressi della
Distanza: 7,69 km
Parco Archeologico di Veio

Parco Archeologico di Veio

Il Parco Archeologico di Veio è una perla poco conosciuta a due passi da Roma, un’area dove storia e natura si fondono armoniosamente, regalando un’esperienza suggestiva tra sentieri immersi nel verde, necropoli etrusche, antiche vie romane e cascate nascoste. Ecco tutto quello che c’è da sapere per visitarlo. Dove si trova Il Parco di Veio […]
Distanza: 12,17 km
Bosco di Manziana

Bosco di Manziana

Cerchi una fuga dalla città senza allontanarti troppo? Ti portiamo alla scoperta di un tesoro nascosto del Lazio che ti lascerà a bocca aperta! Immagina di camminare in un bosco incantato dove faggi secolari creano una cattedrale naturale, dove l’aria profuma di muschio e terra umida, e dove ogni passo ti porta sempre più lontano […]
Distanza: 12,89 km

Potrebbe interessarti anche:

Apertura di Torre Moresca

Apertura di Torre Moresca

23 Novembre 2023
Il monte Crepacuore con Nomos Trek

Il monte Crepacuore con Nomos Trek

11 Settembre 2023
Concerti all'Auditorium

Concerti all’Auditorium

10 Gennaio 2023
Sagra del Fungo Porcino

Sagra del Fungo Porcino

12 Settembre 2024

Eventi nel Lazio

  • Oggi nel Lazio
  • Arte e Cultura nel Lazio
  • Fiere e Mercatini nel Lazio
  • Musica, Spettacoli e Danza nel Lazio
  • Sagre, Gastronomia e Tradizioni nel Lazio
  • Sport, Tempo Libero e Divertimento nel Lazio
  • Varie
  • Aggiungi Evento

Meta

  • Registrati
  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornati sugli eventi ed il luoghi da visitare nel Lazio.
Follow US
LazioEventi – Via Monticelli, 9 04026 Minturno (LT) – Cod. Fisc. MCRGNN72H03L083H | Hosting ospitato presso i server di Hosting Farm