Il Consiglio dei Ministri ha dato il primo via libera allo schema di riforma del Codice della Strada elaborato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il provvedimento segna un netto cambio di paradigma per milioni di automobilisti, motociclisti e utenti della mobilità urbana. L’obiettivo dichiarato dal MIT è duplice: da un lato razionalizzare il sistema sanzionatorio ed evitare multe ritenute “vessatorie”, dall’altro colpire con estrema durezza le violazioni che mettono concretamente a repentaglio la sicurezza stradale.
La riforma introduce novità di rilievo che spaziano dal calcolo delle sanzioni alla digitalizzazione dei controlli, passando per la revisione della validità delle patenti e una nuova disciplina per la micromobilità.
Multe e velocità: dal modello a fasce al calcolo al chilometro orario
Uno degli interventi più discussi riguarda il superamento dell’attuale suddivisione a scaglioni rigidi per l’eccesso di velocità. Il nuovo testo propone una sanzione parametrata all’effettivo superamento del limite:
- Strade extraurbane e autostrade (con limiti superiori a 50 km/h): la contravvenzione viene stimata in circa 10 euro per ogni km/h oltre la soglia consentita (tenendo conto della tolleranza strumentale).
- Centri urbani (zone a 30 km/h e 50 km/h): la sanzione scende a 5 euro per ogni km/h eccedente.
In questo modo, una violazione lieve nei centri abitati (ad esempio +11 km/h su un limite di 50 km/h) si tradurrebbe in circa 55 euro, riducendo l’impatto economico per le infrazioni minori.
Parallelamente, il Governo introduce un generale arrotondamento al ribasso dei minimi edittali più comuni: le sanzioni da 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre quelle da 83 e 87 euro vengono uniformate a 80 euro. Viene inoltre sospeso l’adeguamento automatico biennale all’inflazione e introdotta la possibilità di richiedere la rateizzazione per importi superiori a 200 euro derivanti da un unico verbale.
Addio ai documenti cartacei e verbali entro 45 giorni
Sul fronte del rapporto quotidiano tra cittadini e pubblica amministrazione, la riforma compie un deciso passo verso la digitalizzazione:
- Smaterializzazione di patente e libretto: non sarà più obbligatorio avere a bordo la patente fisica e la carta di circolazione. Le forze dell’ordine effettueranno le verifiche telematicamente consultando in tempo reale le banche dati nazionali.
- Dimezzamento dei tempi di notifica: per gli accertamenti da remoto senza contestazione immediata (come le rilevazioni tramite autovelox), i Comuni avranno 45 giorni per notificare il verbale, anziché i 90 attuali, tutelando il tempestivo diritto alla difesa del conducente.
Tolleranza zero: assicurazione e furbetti delle targhe estere
Alla distensione sulle infrazioni minori fa da contraltare una forte stretta sui comportamenti illeciti gravi. Chi circola senza regolare copertura assicurativa rischia il divieto di circolazione a tempo indeterminato fino alla regolarizzazione del veicolo, oltre a una sanzione minima inasprita a 1.000 euro.
Giro di vite anche sui veicoli con targa estera: se circolano in Italia per più di 30 giorni scatta l’obbligo di assicurazione secondo i parametri nazionali, supportato da nuovi meccanismi di riscossione coattiva transfrontaliera per recuperare le multe non pagate.
Patenti, disabilità e minicar
- Rinnovo della patente B: la validità decennale del documento viene estesa fino ai 65 anni di età (superando il precedente passaggio quinquennale previsto a partire dai 50 anni). Per gli autisti professionali (patenti C, D ed estensioni), il limite anagrafico sale da 68 a 70 anni, con visita di controllo biennale.
- Minicar truccate: contrasto mirato all’alterazione dei quadricicli leggeri capaci di superare i 45 km/h prescritti; oltre a pesanti multe e all’immobilizzazione, è previsto il divieto di marcia per 30 giorni.
- Piattaforma CUDE per disabili: adesione obbligatoria per tutti i Comuni al Contrassegno unificato disabili europeo. I Comuni inadempienti non potranno attivare i varchi elettronici ZTL o di controllo sosta.
- Cosa non passa: eliminata l’ipotesi della patente B anticipata a 17 anni e depennate le paventate multe per i pedoni distratti dallo smartphone.
Due ruote e mobilità urbana
Per i motociclisti arriva il via libera all’utilizzo della corsia di emergenza autostradale in presenza di rallentamenti o incidenti, unitamente a un programma per l’adeguamento dei guardrail con barriere salva-motociclisti.
Sulla mobilità leggera, scatta l’obbligo di casco e contrassegno identificativo per i cicli a propulsione (mezzi spesso usati nell’attività di consegna e delivery), mentre per i monopattini elettrici sono previste restrizioni e divieti mirati qualora creino pericoli e intralci sui marciapiedi e nelle zone pedonali.
Quando entreranno in vigore le nuove norme?
Nonostante l’approvazione in Consiglio dei Ministri, le nuove regole non sono ancora operative. Il testo deve completare il percorso istituzionale che prevede i pareri della Conferenza Unificata, del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari, prima dell’approvazione finale del Governo, della firma del Quirinale e della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L’entrata in vigore effettiva è attesa nel corso dei prossimi mesi.
Sanzioni e calcolo multe
Il passaggio dal tradizionale sistema sanzionatorio a fasce rigide al nuovo modello di calcolo proporzionale al chilometro orario rappresenta uno dei cambiamenti più rilevanti della riforma.
Di seguito viene spiegato nel dettaglio come è strutturato il meccanismo, il ruolo della tolleranza e alcuni scenari pratici di confronto.
Attualmente l’art. 142 del Codice della Strada prevede scaglioni fissi (entro 10 km/h, tra 10 e 40 km/h, tra 40 e 60 km/h, oltre 60 km/h). Con il nuovo schema, la sanzione economica viene calcolata moltiplicando i singoli km/h eccedenti per un importo unitario predeterminato, differenziato a seconda della tipologia di strada:
- Centri urbani (limiti di 30 km/h e 50 km/h):
- Tariffa: 5 euro per ogni km/h oltre il limite consentito.
- Strade extraurbane e autostrade (limiti superiori a 50 km/h):
- Tariffa: 10 euro per ogni km/h oltre il limite consentito (es. strade con limite a 70, 90, 110 o 130 km/h).
La tolleranza strumentale: come si calcola la velocità contestata
Il calcolo della sanzione non avviene sulla velocità istantanea registrata dal tachimetro o dal dispositivo, bensì sulla velocità netta, ottenuta applicando la riduzione prevista per legge a favore del conducente:
- Fino a 100 km/h: tolleranza fissa di -5 km/h.
- Oltre i 100 km/h: tolleranza percentuale del -5% sul valore rilevato.
I km/h soggetti a tariffazione saranno esclusivamente quelli eccedenti il limite dopo aver detratto tale tolleranza.
Esempi pratici di calcolo
Esempio 1: Centro urbano (Zona 50 km/h)
- Velocità rilevata da autovelox: 66 km/h.
- Detrazione tolleranza (-5 km/h): 66 – 5 = 61km/h}.
- Eccesso netto rispetto al limite di 50 km/h: 61 – 50 = 11km/h.
- Calcolo sanzione urbana (5 €/km/h): 11 km/h * €5,00 = €55,00 (Nel sistema previgente a fasce, un superamento di 11 km/h netti ricadeva nello scaglione 10–40 km/h, con un minimo edittale di circa 173 euro).
Esempio 2: Zona 30 km/h (Quartiere residenziale)
- Velocità rilevata: 42 km/h.
- Detrazione tolleranza (-5 km/h): 42 – 5 = 37km/h.
- Eccesso netto rispetto al limite di 30 km/h: 37 – 30 = 7 km/h.
- Calcolo sanzione urbana (5 €/km/h): 7 km/h * €5,00 = €35,00
Esempio 3: Strada statale / extraurbana secondaria (Limite 90 km/h)
- Velocità rilevata: 109 km/h.
- Detrazione tolleranza (-5 km/h): 109 – 5 = 104 km/h
- Eccesso netto rispetto al limite di 90 km/h: 104 – 90 = 14 km/h.
- Calcolo sanzione extraurbana (10 €/km/h): 14 km/h * €10,00 = €140,00
Esempio 4: Autostrada (Limite 130 km/h)
- Velocità rilevata: 152 km/h.
- Detrazione tolleranza (-5% di 152 km/h = 7,6 km/h, arrotondato): velocità netta accertata di 144 km/h.
- Eccesso netto rispetto al limite di 130 km/h: 144 – 130 = 14 km/h.
- Calcolo sanzione autostradale (10 €/km/h): 14 km/h * €10,00 = €140,00
Cosa accade alle sanzioni accessorie (Punti e Sospensione Patente)?
Mentre l’importo pecuniario viene rimodulato per essere lineare e proporzionato:
- Per le infrazioni lievi: l’impatto economico diminuisce sensibilmente, evitando che scostamenti minimi (11-15 km/h) comportino cifre sproporzionate.
- Per i superamenti gravi (oltre 40 km/h e oltre 60 km/h): restano confermate le sanzioni accessorie severe, quali la decurtazione consistente dei punti patente, l’obbligo di comunicazione dei dati del conducente e la sospensione della patente di guida (da 1 a 3 mesi per oltre 40 km/h; da 6 a 12 mesi per oltre 60 km/h).




