Nel 2024 il Lazio era la prima regione italiana per lo smartworking con be 17,6% di occupati. Tra una call e l’altra, la vita domestica si mescola al lavoro, c’è chi fa una pausa sul balcone, chi mette su una lavatrice e chi, per staccare cinque minuti, dà un’occhiata a un sito di casino online Italia. Sul piano nazionale, nel 2024 il lavoro da remoto ha coinvolto il 10,3% degli italiani, cioè poco meno di 2,5 milioni di persone. Nel 2025, invece, il trend è aumentato ed è arrivato a circa 3,5 milioni di lavoratori.
Nel Lazio lo smartworking resta alto, ma si rinnova
A livello nazionale il lavoro da casa rimane più diffuso tra chi svolge professioni qualificate (22,1%) e impiegatizie (12,7%), e soprattutto tra i laureati (23,3%). Sono questi i lavori che si spostano più facilmente tra casa e ufficio, perché vivono di pc, di documenti e di riunioni. Lo smartworking resta molto diffuso nell’informazione e comunicazione (50,6%) e nelle attività finanziarie e assicurative (33,2%). Sono comparti presenti e forti a Roma e nel Lazio, e questo aiuta a spiegare perché qui il lavoro da casa sia più diffuso che altrove.
Passatempi e micro-pause: come ci si ricarica a casa
Lo smartworking porta con sé un effetto collaterale abbastanza evidente: più tempo online, perché la casa è già connessa e lo smartphone è sempre lì. Nel 2024 l’86,2% delle famiglie italiane ha avuto accesso a Internet. Se guardiamo alle abitudini digitali, nel novembre 2025 hanno navigato online 43,9 milioni di persone e nel giorno medio gli utenti sono stati online per 2 ore e 38 minuti a testa. Ecco perché, quando finisce la giornata o durante una pausa, i passatempi più comuni sono spesso a portata di click:
- Una puntata di una serie TV o uno sport in streaming
- Podcast o musica in cuffia mentre si sistema casa
- Allenamento leggero in salotto, anche solo 20 minuti
- Video e contenuti brevi sui social, per staccare la testa
- Videogiochi mordi e fuggi con gli amici, più facili da incastrare
- Per chi ama i giochi, anche un’esperienza di gioco con croupier dal vivo, come alternativa più social rispetto ai giochi solitari
Meno pendolarismo, più tempo: cosa succede nella giornata tipo
Dietro questi cambiamenti nelle abitudini quotidiane c’è anche un altro fattore importante: il pendolarismo. In Italia è un fenomeno enorme, i dati Istat ricordano che nel 2019 si spostavano ogni giorno per studio o lavoro circa 33 milioni di persone, con l’auto come mezzo più usato. Le partenze si concentrano nelle ore di punta del mattino, tra le 7:00 e le 8:30. Nel Lazio questo si traduce in una cosa molto concreta, anche solo una o due giornate a casa a settimana cambiano di molto la situazione. Molti usano quel tempo recuperato per fare delle commissioni fuori dagli orari di punta o per accompagnare i figli. Spesso il lavoro diventa più spezzettato ed è fatto di mini-pause più frequenti, più regole, orari e una stanza dedicata.



