Sabato 30 ottobre si aprirร a Tuscania, presso lโex Chiesa di Santa Croce, la mostra Oltre lโattesa a cura di Giuseppe Salerno.
Lโintroduzione alla mostra avverrร alle ore 15.30 presso il Foyer del Teatro Comunale Il Rivellino โVeriano Luchettiโ, in un incontro di Fiorenzo Mascagna con il critico dโarte Giuseppe Salerno, che nellโoccasione presenterร il suo piรน recente libro โIo Curatoreโ. Seguirร alle ore 17.00 lโapertura della mostra.
Sarร protagonista lโarte contemporanea in tante sue espressioni allโinterno dellโex chiesa e nei suoi giardini, dove sculture e installazioni dialogheranno con gli spazi e i sarcofagi etruschi allineati lungo il muro di cinta.
Differenti fra loro per sensibilitร , formazione e modalitร espressive, i dodici artisti impegnati sono: Tonina Cecchetti, Eva Gerd, Petra de Goede, Ambra Loreti, Lughia, Mirna Manni, Roberto Marino, Elsa Mencagli, Overlab Project, Luigi Riccioni, Tiziana Rivoni, Maria Grazia Tata.
Cosรฌ scrive Giuseppe Salerno: โNessuno mai avrebbe immaginato che saremmo stati catapultati in un tempo sospeso, una condizione mai prima vissuta, nella quale lโintera umanitร si sarebbe trovata a condividere quella situazione di attesa che, nel sottrarre a milioni e milioni di esseri sulla terra la possibilitร di sentirsi protagonisti del proprio futuro, ci avrebbe messi, a muso duro, di fronte agli interrogativi fondamentali dellโesistenza. Quella nella quale siamo da tempo immersi รจ una realtร artefatta, determinata da unโorganizzazione sociale non al servizio dellโindividuo ma orientata al controllo ed asservente, da un sistema economico non a supporto delle necessitร umane ma unicamente finalizzato a perpetrare se stesso, da un rapporto con la terra non di appartenenza e rispetto ma di spregio e sfruttamento.
Un costrutto, quello che lโumanitร ha edificato nei secoli, che ci ha progressivamente allontanato da quella corporeitร a noi propria, che troverebbe appagamento nella soddisfazione di poche esigenze primarie. Attribuendo ruoli e definendo categorie di appartenenza, lโorganizzazione degli uomini ha sancito la diversitร non sulla base di ciรฒ che siamo, ma con riferimento a ciรฒ cui ambiamo e che proclamiamo essere. Lo status, sociale e di censo, ci ha indotti a rimuovere il pensiero della comune natura favorendo comportamenti ad essa non confacenti, come non fossimo tutti nati allo stesso modo, per poi allo stesso modo tutti morire.
Oggi che, mai come prima, i popoli della terra sono tra loro tutti connessi, una concomitanza di fattori ha messo a nudo lโumana fragilitร . Interrogati su questa condizione dodici artisti presentano i risultati delle loro riflessioni.
Alla donna in attesa di liberazione rivolge le sue attenzioni Tonina Cecchetti che la rappresenta, seppur vestita dโoro, costretta da societร dal pensiero corto in una gabbia di ferro. Eva Gerd proietta invece se stessa in oggetti depositari di memoria, di cui amorevolmente si prende cura nella speranza di sottrarli ad una inevitabile fine. Con una installazione Petra de Goede esprime, attraverso lโaratura di un campo incolto, la fine di una personale attesa ed il recupero di una parte vitale di sรฉ. Ambra Loreti allude con le sue ragnatele di fili intrecciati, โPieghe del tempoโ, ad un sentire che non si lascia irretire ed รจ pronto a sgorgare, oltre lโattesa, brillante e leggero, finalmente libero. Il tema della vita come viaggio e dellโansia anticipatoria del futuro รจ trattato nelle due opere di Lughia. Dopo aver rappresentato in un corpo ripiegato su se stesso la piccolezza umana, il senso di smarrimento, la paura e lโincertezza, Mirna Manni apre alla solidarietร ed alla speranza sostenute dal linguaggio del cuore evocato da una grande croce. Incurante degli accadimenti e unicamente immerso nella sua ricerca interiore, Roberto Marino raggiunge lโatteso obiettivo di dare voce a sculture plasmate nel ferro. Avvalendosi di modalitร e linguaggi diversi (installazione, video e testi poetici) Elsa Mencagli mette in scena i vuoti, il non detto, ciรฒ che indugia sulla soglia della percezione. Overlab Project (Davide Coluzzi, Davide di Camillo e Maurizio Prochilo) mette in connessione, in sintonia con il carattere del nostro tempo e con riferimento agli eventi vissuti, immagini virtuali con accadimenti reali. Un ramoscello di ulivo, simbolo di rinascita, si libera dalle morse del ghiaccio che nel liquefarsi lacrima in un sottostante catino. Luigi Riccioni rappresenta lโessere umano che, attraverso un gioco di rimandi di specchi, interiorizza il mondo circostante e dร corpo alla visione individuale. Estranea allโattesa si dichiara Tiziana Rivoni la quale scopre nel tempo โrallentatoโ la dimensione ideale grazie alla quale dร vita a volti scultorei capaci di rendere il sempre di unโidentitร . Maria Grazia Tata con le โFinestre di notteโ rappresenta il vissuto di un edificio, metafora di quella luce interiore che si contrappone al buio, al silenzio ed al vuoto imperante nelle strade.
Fede, speranza, consapevolezza, ribellione, impegno, estraneitร e mai accettazione sono le istanze che animano questa pregevole ed assai variegata esposizione di opereโ.
Organizzata dallโassociazione culturale Magazzini della Lupa con il Patrocinio del Comune di Tuscania la mostra sarร aperta al pubblico dal 30 ottobre alle ore 17.00 fino al 14 novembre 2021 (tutti i giorni dalle ore 15.30 alle 18.30; sabato e domenica 11.00 โ 13.00 e 15.30 -18.30) presso la Ex Chiesa di Santa Croce, Piazza F. Basile 41, Tuscania.
Lโingresso รจ libero
Lโevento si svolgerร nel pieno rispetto delle normative anti-covid
INFO
Orario mostra: : 15.30/18.30; sabato e domenica 11.00/13.00 e 15.30/18.30
Vernissage: sabato 30 ottobre 2021 ore 15.30 presso il prospiciente Foyer del Teatro Comunale Il Rivellino โVeriano Luchettiโ




