La mostra partecipa alla 10ma edizione della Rome Art Week (20 โ 25 ottobre 2025)
Podocatharus, รจ uno scultore contemporaneo romano, la cui ricerca si distingue per una forte componente concettuale che esplora la relazione tra diverse discipline. Le opere si caratterizzano per lโinterazione tra lโuomo e le sue percezioni fisiche ed emotive, suggerendo una riflessione profonda sullโesistenza e sullโesplorazione della natura.
Lโartista parte dalla riflessione per cui una vera opera dโarte รจ un concetto e come tale sia una risposta. Quando, perรฒ, lโuomo si trova in situazioni e contesti che pongono domande a cui รจ difficile, se non impossibile darne una, lโunica soluzione รจ il rifugio nella poesia: unโattivitร cosรฌ apparentemente slegata dalla realtร โ eppure cosรฌ profondamente radicata nellโ animo umano โ da risultare, oltre ad una denuncia di dolore, una panacea, quasi fosse lโunica terapia possibile. Lโazione artistica proposta รจ quella di spostare il transfer del trauma e portarlo sulla materia: nellโutilizzo della poesia si concretizzano opere che allineano simbolismo intenso e la profonda riflessione sullโesistenza umana.
La poesia, da cui la mostra prende il sottotitolo, รจ Roman Cinรฉma di Giuseppe Ungaretti (faceva parte di una serie pubblicata a Parigi nel 1919 in lingua francese da cui poi lโautore prenderร le distanze) dedicata allโamico dโinfanzia Moammed Sceab, compagno di studi e di percorsi di vita, morto suicida nel 1913.
โฆII
fiore dallโesile stelo
Gracile figlio bianco
Che ondeggiavi nel vento
Mentre lei si struggeva
Che ondeggiavi nel vento
III
ormai sei esperto
In perfezione di neroโฆ (estratto)
In particolare, nellโopera Opuscolo Parigino il riferimento allโalabastro, al deserto e alla materia nera รจ esplicito e cattura tutto il pathos che la poesia ungarettiana trasmette. Il nero dellโinchiostro โ strumento del linguaggio โ viene qui sottolineato da uno sfumato che รจ un artificio tecnico che ne sottolinea lโimpossibilitร di capire appieno il profondo significato della poesia.
La mostra si apre con un esempio significativo di poesia scritta con la materia: la scultura dedicata alla Basilica di Santa Croce di Lecce (tra le piรน elevate manifestazioni dello stile barocco locale).
La parte materica, nella parte bassa dei due registri, รจ usata come se fosse un esametro dedicato alle sfumature delle tenui tinte, tipiche della palette dei colori della pietra leccese, utilizzata nelle facciate delle chiese in cui il colore nero รจ un iperbato per dare maggiore intensitร al verso scultoreo.
Sostituire la parola con la materia, che diventa esperienza, รจ stato il concetto alla base della realizzazione di questa serie di opere, giร esposte a Palazzo Amati a Taranto nel 2022.
La rappresentazione architettonica รจ uno strumento per identificare la forma perfetta del pensiero e della veritร stessa. Le chiese sono lo strumento scelto per lโanalisi delle facciate che consiste nella dissezione delle singole parti e nella ricostruzione del fronte dellโedificio dove emergono varchi, spiragli e fessure che mettono in evidenza movimento e profonditร .
La disposizione delle parti materiche รจ un richiamo al ritmo del vuoto/pieno tra materia scolpita e decorazioni tipiche dei portali del barocco pugliese.
La poesia รจ arbitraria, รจ analogica ma non รจ infinita. Il problema della comunicazione unidimensionale e lineare, come quello del linguaggio, รจ che si rende necessario un traduttore per immetterla in una struttura comunicativa come la teca, il piรน possibile isomorfa.
Le teche (che contengono le opere) sono il media non testuale, ma iconico per mediare lโorganizzazione dellโinformazione da trasmettere e anche la poesia fa lo stesso perchรฉ รจ modalitร ipermediale del pensiero. Il sapere รจ orizzontale per la sua natura nozionistica, la poesia รจ verticale come lโopera. La verticalitร รจ suscitata dai vari registri della teca.
La teca conserva lโopera in una custodia perfetta. Negli elementi di materia in fondo alla teca si intravede la forza attrattiva della terra, dove le cadute sono eventi incontrollati e incontrollabili.
Cosรฌ come la poesia usa solo le parole necessarie, cosรฌ la teca racchiude il necessario.
Le teche sono opache perchรฉ rappresentano il momento prima del disvelamento, in cui la materia si sovrappone alla parola della poesia, un attimo prima che i due neri (della parola e della materia) si fondano, prima che una nuova veritร si manifesti in tutta la sua lucentezza.
Lโeffetto blurred presente nelle sculture scherma il caos, รจ il momento aurorale comune alla poesia come tale e alle vere opere dโarte.
Altro punto cardinale nella ricerca dellโartista รจ la citazione della natura nel registro superiore di alcune opere: una dedica alle possibilitร di trovare quel minimo comune che unisce il tutto, come avviene con il dolore presente nelle opere richiamate nelle poesie. Inserire lโelemento naturale direttamente sulla materia colorata รจ il tentativo di sottolineare lโeterna metamorfosi dellโuguale. La natura รจ inconscio collettivo e serve come decodificatore necessario tra la materia stessa e la poesia scelta, catalizzatore per un istante, dopo aver esaurito il suo compito โ sospendere per un attimo lโirreversibile โ รจ destinata a svanire. Lโalbero รจ un segno di rispetto e scetticismo derivanti dalla comprensione della necessaria e tragica condizione della propria esistenza davanti alla natura.
Questo รจ quello che Podocatharus intende come contatto con lโassoluto: generare la coscienza di ciรฒ che รจ presente nel tutto e nel sempre.
Lโartista ci accompagna a percorrere una strada che interseca filosofia, arte, linguaggio, alla ricerca di risposte e riflessioni tra parole e concetti, in unโaltalena di rimandi e spiegazioni, ci ritroviamo a scombinare la linearitร del nostro pensare quotidiano, diventiamo interlocutori di qualcosa che sembra piรน grande di noi, ma ci appartiene, a condividere un nuovo processo dellโesperienza.




