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Luoghi da visitare nel LazioProvincia di Viterbo

Cavo degli Zucchi e Falerii Novi

Last updated: 02/04/2026
By Lazio Eventi
Published: 2 Aprile 2026
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8 Min Read
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Nel cuore della Tuscia viterbese, dove il paesaggio è un intreccio magnetico di forre profonde, boschi di querce e pareti di tufo rosso, si snoda uno dei percorsi archeologici più suggestivi d’Italia: la Via Amerina. Lungo questa antica arteria stradale, nel territorio del comune di Fabrica di Roma, si trova la Necropoli di Cavo degli Zucchi, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato al III secolo a.C. Questa “città dei morti” non è solo un sito archeologico, ma un’esperienza immersiva che permette di calpestare i basoli originali romani mentre si è circondati dalle monumentali facciate delle tombe falische.

Il Popolo Falisco e la nascita di Falerii Novi

Per comprendere appieno il Cavo degli Zucchi, bisogna fare un passo indietro nella storia, al tempo dei Falisci. Questo popolo, contemporaneo e affine agli Etruschi ma con una propria identità linguistica e culturale distinta, abitava l’area dell’Agro Falisco, avendo come capitale Falerii Veteres (l’odierna Civita Castellana).

La storia di questo territorio mutò radicalmente nel 241 a.C., quando i Romani, dopo aver domato l’ennesima rivolta falisca, distrussero la capitale e costrinsero la popolazione a trasferirsi in una zona pianeggiante, meno difendibile: nacque così Falerii Novi. Per collegare la nuova città a Roma e al nord verso l’Umbria, fu tracciata la Via Amerina. La Necropoli di Cavo degli Zucchi si sviluppò proprio lungo i lati di questa strada, riflettendo il desiderio delle famiglie aristocratiche falische di ostentare il proprio prestigio sociale davanti ai viandanti che percorrevano la via.

Falerii Novi

Il fascino del Cavo degli Zucchi: La Regina delle Necropoli

Il nome “Cavo” deriva dalla conformazione stessa del terreno: in molti tratti, la Via Amerina è stata scavata direttamente nel banco di tufo, creando delle “vie cave” simili a quelle di Sovana o Pitigliano, ma con la particolarità di essere pavimentate con grandi pietre laviche. Il Cavo degli Zucchi rappresenta il tratto più monumentale e meglio conservato dell’intero tracciato.

Qui si contano oltre 200 tombe, distribuite in un fitto reticolo che si affaccia sulla strada. La densità dei sepolcri è tale da creare l’illusione di una vera e propria architettura urbana scavata nella roccia. Camminare in questo tratto significa perdersi tra frontoni, porticati e scale rupestri che salgono verso la sommità della forra.

Cavo degli Zucchi

Architettura funeraria: Tipologie e stili

La necropoli offre una varietà straordinaria di tipologie sepolcrali, che raccontano l’evoluzione del gusto e dei riti funerari nel corso dei secoli:

  1. Tombe a Camera: Sono le più imponenti, destinate alle famiglie gentilizie. Spesso presentano un atrio esterno e una facciata decorata che imita l’architettura delle abitazioni. All’interno, le camere ospitano letti funebri scolpiti nel tufo.
  2. Tombe a Loculo: Molto comuni lungo le pareti stradali, consistono in nicchie rettangolari sovrapposte, chiuse originariamente da tegole o lastre di pietra, destinate a sepolture singole.
  3. Tombe a Edicola o a Portico: Alcune sepolture presentano dei porticati sorretti da colonne (spesso ormai erose o crollate) che davano un aspetto monumentale alla facciata, quasi come piccoli templi dedicati alla memoria dei defunti.

Particolarmente interessante è la cosiddetta “Tomba della Regina” o i grandi complessi che presentano corridoi d’accesso (dromos) molto lunghi e profondi, che portano nel cuore della roccia. Il contrasto tra il verde muschio che ricopre le pareti e il grigio scuro dei basoli romani crea un’atmosfera sospesa e sacrale.

Cavo degli Zucchi

Camminare sulla Storia: Il Percorso Archeologico

Il sentiero che attraversa il Cavo degli Zucchi è un tratto della Via Amerina che ha conservato quasi intatto il suo basolato originale. È uno dei pochi luoghi dove è possibile vedere chiaramente i solchi lasciati dai carri romani che, secolo dopo secolo, hanno scavato la pietra.

Il percorso si snoda tra le pareti di tufo alte diversi metri. In alcuni punti, la vegetazione forma una sorta di tunnel naturale che protegge il viandante dal sole, rendendo la visita piacevole anche nelle giornate più calde. Oltre alle tombe, lungo il tragitto si possono scorgere resti di antiche opere idrauliche e canalizzazioni, a testimonianza dell’ingegno ingegneristico dell’epoca.

Non lontano dal Cavo degli Zucchi, il percorso conduce verso la magnifica Abbazia di Santa Maria in Falleri, situata all’interno delle mura ancora imponenti di Falerii Novi. Questa chiesa cistercense del XII secolo, costruita con materiali di spoglio romani, rappresenta la continuità storica del sito, dove il paganesimo falisco-romano ha lasciato il posto alla spiritualità medievale.

Informazioni Logistiche e Consigli Pratici

Visitare la Necropoli di Cavo degli Zucchi richiede una minima pianificazione, trattandosi di un’area archeologica immersa nella natura.

Come arrivare:

  • In Auto: Da Roma, si percorre la Via Cassia o la Cassia Bis (Veientana) in direzione Viterbo. Bisogna uscire verso Fabrica di Roma/Civita Castellana. Il punto di riferimento principale è l’Abbazia di Santa Maria in Falleri (situata nel comune di Fabrica di Roma, frazione Faleri).
  • Parcheggio: È possibile parcheggiare nei pressi dell’Abbazia di Santa Maria in Falleri. Da lì, cartelli indicatori segnalano l’inizio del percorso a piedi per la Via Amerina e il Cavo degli Zucchi.

Il Percorso:

  • Difficoltà: Turistica/Escursionistica semplice. Il sentiero è pianeggiante, ma il piano stradale romano può risultare irregolare e scivoloso in caso di umidità.
  • Tempo di percorrenza: Per godersi il tratto del Cavo degli Zucchi e visitare l’area di Falerii Novi, occorrono circa 2-3 ore.
  • Attrezzatura: Sono caldamente raccomandate scarpe da trekking o scarpe da ginnastica con un buon grip. Una torcia elettrica può essere utile per sbirciare con prudenza all’interno di alcune camere sepolcrali (sempre restando all’esterno per motivi di sicurezza).

Quando andare: Le stagioni migliori sono la primavera e l’autunno. In autunno, i colori del bosco e il foliage rendono il paesaggio magico; in primavera, la fioritura lungo le forre aggiunge un tocco di colore alla severità del tufo. Si consiglia di evitare i periodi di forti piogge, poiché il tratto della via cava può accumulare acqua e fango.

Curiosità nei dintorni: Oltre alla necropoli, si consiglia una visita a Civita Castellana per il Forte Sangallo e il Museo Archeologico dell’Agro Falisco, dove sono conservati molti dei reperti rinvenuti nelle tombe della zona.

La Necropoli di Cavo degli Zucchi non è solo una meta per appassionati di archeologia, ma un luogo dell’anima per chiunque cerchi una connessione profonda con le radici del territorio laziale. Qui, nel silenzio della campagna viterbese, le voci dei Falisci sembrano ancora sussurrare tra le ombre delle loro dimore eterne.

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