Il Lazio non è solo Roma, i Castelli Romani o le spiagge del litorale: è anche una regione punteggiata di borghi fantasma, crateri che ribollono, sculture enigmatiche e grotte che sembrano uscite da un sogno.
Ecco un itinerario tra 16 luoghi che raccontano il volto più insolito e surreale della regione, perfetto per chi ama viaggiare fuori dai percorsi battuti.
- Il Parco dei Mostri di Bomarzo (Viterbo)
- Civita di Bagnoregio (Viterbo)
- Il Mitreo sotterraneo di Sutri (Viterbo)
- Il Parco Naturale delle Forre e Cavo degli Zucchi (Falerii Veteri / Corchiano / Civita Castellana)
- Monterano Vecchia (Canale Monterano, Roma)
- Il Tempio di Giove Anxur (Terracina, Latina)
- La Villa di Tiberio e la Grotta Marina (Sperlonga, Latina)
- La Montagna Spaccata e la Grotta del Turco (Gaeta, Latina)
- La Palude di Torre Flavia e le Rovine Romane tra le Onde (Ladispoli, Roma)
- Il Castello Caetani e i Giardini di Ninfa (Cisterna di Latina, Latina)
- La Roccia di Campanile e la Valle dei Calanchi (Graffignano / Castiglione in Teverina)
- Il Parco delle Tre Jane e le Cascate del Treja (Mazzano Romano / Calcata, Roma)
- La Caldara di Manziana, il cratere che respira
- Celleno Antica, il paese di tufo rosso
- Il Moai di Vitorchiano, un pezzo di Isola di Pasqua nella Tuscia
- L’Isola Bisentina, la porta di Agarthi
- L’Abbazia di Santa Maria del Piano, il rudere da romanzo fantasy
- Il Sator dell’Abbazia di Valvisciolo
- Le Grotte di Pastena, cattedrali sotterranee della Ciociaria
- Il Museo delle Terre di Confine, Sonnino
Il Parco dei Mostri di Bomarzo (Viterbo)
L’enigma di pietra del Rinascimento
Perché è insolito
Progettato nel XVI secolo dal principe Vicino Orsini e dall’architetto Pirro Ligorio, il Sacro Bosco di Bomarzo rompe qualsiasi regola dell’architettura classica rinascimentale. Invece di forme geometriche e simmetriche, ci si trova davanti a sculture ciclopiche scolpite direttamente nei massi di tufo affioranti dal terreno, immerse in una vegetazione selvatica.
Curiosità e segreti
Tra le attrazioni più famose c’è la Casa Pendente, costruita volutamente su un masso inclinato: entrarci provoca un’immediata illusione ottica con perdita dell’equilibrio. Poco distante svetta la bocca dell’Orco, con la scritta “Ogni pensiero vola”: la sua cavità orale è in realtà una camera acustica dove le voci rimbombano in modo spettrale.
Civita di Bagnoregio (Viterbo)
La città che muore su un’isola di tufo
Perché è insolito
Aggrappata a un pinnacolo di tufo al centro della pittoresca Valle dei Calanchi, Civita è accessibile esclusivamente attraverso un lungo ponte pedonale in cemento armato. La continua erosione provocata dagli agenti atmosferici e dai torrenti sottostanti sgretola costantemente le pareti della rupe, facendola sembrare una rocca sospesa nel vuoto.
Curiosità e segreti
Il soprannome “La città che muore” fu coniato dallo scrittore Bonaventura Tecchi. Sotto il borgo medievale si stende un’infinita rete di sotterranei, tombe etrusche e frantoi ipogei scavati nel tufo, alcuni dei quali convertiti in cantine suggestive.

Il Mitreo sotterraneo di Sutri (Viterbo)
La chiesa scavata nel tufo e la transizione dei culti
Perché è insolito
La Chiesa di Santa Maria del Parto a Sutri è un capolavoro di architettura ipogea completamente ricavato nel tufo. Nato originariamente come tomba etrusca, divenne poi un luogo di culto pagano dedicato al dio Mitra e infine convertito in chiesa cristiana nel Medioevo.
Curiosità e segreti
L’interno conserva affreschi medievali straordinariamente ben conservati, tra cui una celebre raffigurazione di San Michele Arcangelo e il cammino dei pellegrini lungo la Via Francigena. La sensazione di entrare in una caverna sacra utilizzata ininterrottamente da oltre duemila anni è unica nel suo genere.
Il Parco Naturale delle Forre e Cavo degli Zucchi (Falerii Veteri / Corchiano / Civita Castellana)
I canyon etruschi tagliati nella roccia
Perché è insolito
Nel cuore dell’Agro Falisco, il paesaggio è inciso da profonde gola tufacee (le “forre”) create dall’erosione dei corsi d’acqua. Tra queste gole spiccano le Tagliate o Via Cave: enormi corridoi viari scavati a mano direttamente nella parete rocciosa dagli antichi Falisci ed Etruschi, con pareti verticali alte oltre dieci metri.
Curiosità e segreti
Nel tratto del Cavo degli Zucchi lungo la Via Amerina, ci si ritrova ad camminare all’interno di un canyon artificiale circondato da centinaia di tombe a nicchia e arcosolio. L’acustica all’interno delle tagliate è ovattata e la luce filtra creando giochi d’ombra quasi irreali.
Monterano Vecchia (Canale Monterano, Roma)
La città fantasma set del cinema e natura selvaggia
Perché è insolito
Rovine imponenti invase dalla vegetazione, un palazzo ducale progettato dal Bernini, una fontana con un leone in pietra e la vista sulla riserva naturale: Monterano Vecchia è una delle città fantasma più suggestive d’Italia. Abbandonata alla fine del Settecento in seguito all’invasione delle truppe francesi e alla malaria, oggi è un luogo dove la natura ha preso il sopravvento sulla storia.
Curiosità e segreti
Grazie alla sua atmosfera sospesa nel tempo, la città fantasma di Monterano è stata scelta come set per decine di film famosi, tra cui Il marchese del Grillo con Alberto Sordi e Brancaleone alle crociate di Mario Monicelli.

Il Tempio di Giove Anxur (Terracina, Latina)
Il santuario affacciato sul vuoto marittimo
Perché è insolito
Arroccato sulla cima del Monte Sant’Angelo a circa 227 metri sul livello del mare, questo imponente complesso santuariale romano dominava l’antica Via Appia e il Mar Tirreno. La parte più spettacolare è la sostruzione: una serie di undici imponenti arcate in opus incertum su cui poggiava il tempio vero e proprio.
Curiosità e segreti
Camminare sotto le enormi gallerie voltate della sostruzione regala un effetto visivo e acustico straordinario. Nelle giornate limpide la vista spazia da San Felice Circeo fino alle Isole Ponziane e al Golfo di Gaeta, facendo sembrare le rovine sospese tra cielo e mare.
La Villa di Tiberio e la Grotta Marina (Sperlonga, Latina)
Il triclinio acquatico dell’imperatore
Perché è insolito
La residenza estiva dell’imperatore Tiberio a Sperlonga comprende una spettacolare cavità naturale che si apre direttamente sulle acque cristalline del Tirreno. All’interno di questa grotta, l’imperatore fece realizzare una gigantesca piscina artificiale con un triclinio al centro, dove banchettava circondato da gruppi scultorei in marmo.
Curiosità e segreti
Nella grotta erano collocati colossali gruppi marmorei raffiguranti le avventure di Ulisse, tra cui l’accecamento del ciclope Polifemo e l’assalto del mostro Scilla. I frammenti ritrovati sono oggi ricomposti e visibili nel vicino Museo Archeologico Nazionale.
La Montagna Spaccata e la Grotta del Turco (Gaeta, Latina)
La fenditura leggendaria nata dal Calvario
Perché è insolito
Il Santuario della Santissima Trinità sorge su una spaccatura verticale del Monte Orlando che fende la roccia fino al mare. Si accede percorrendo un suggestivo corridoio scoperto tra due altissime pareti di roccia a strapiombo sulle acque turchesi.
Curiosità e segreti
Secondo la tradizione popolare e religiosa, la fenditura nella roccia si sarebbe creata nel momento esatto della morte di Cristo sulla croce a Gerusalemme. Lungo la scalata è visibile la cosiddetta “Mano del Turco”: l’impronta di una mano impressa chiaramente nella roccia liquida che, secondo la legenda, si sarebbe ammorbidita sotto i polpastrelli di un marinaio incredulo.

La Palude di Torre Flavia e le Rovine Romane tra le Onde (Ladispoli, Roma)
Archeologia marina e biodiversità
Perché è insolito
Lungo il litorale laziale a nord di Roma si trova un’area protetta dove le rovine di un’antica villa romana con la sua torre di avvistamento medievale si ergono direttamente sulla battigia e tra le onde del mare. Un paesaggio malinconico e quasi post-apocalittico.
Curiosità e segreti
L’effetto del bradisismo e dell’erosione costiera ha progressivamente immerso la struttura, rendendo le rovine un habitat ideale per diverse specie di uccelli migratori, tra cui il fratino. È uno dei pochissimi luoghi in Italia dove un’area archeologica e una riserva d’avifauna marina coincidono perfettamente.
Il Castello Caetani e i Giardini di Ninfa (Cisterna di Latina, Latina)
L’Atlantide verde del Lazio
Perché è insolito
Definito da testate internazionali come “il giardino più romantico del mondo”, Ninfa è una città medievale abbandonata nel XIV secolo le cui rovine (chiese, torri, mulini e ponti) sono state trasformate nei primi del Novecento in un giardino botanico all’inglese attraversato da sorgenti e dal fiume Ninfa.
Curiosità e segreti
Le acque del fiume Ninfa mantengono una temperatura costante di circa 10 °C tutto l’anno, creando un microclima unico che permette la convivenza di piante esotiche provenienti da tutto il mondo insieme alla flora locale. Le piante rampicanti crescono direttamente sulle pareti sbrecciate delle antiche chiese affrescate.
La Roccia di Campanile e la Valle dei Calanchi (Graffignano / Castiglione in Teverina)
Sculture geologiche e paesaggi lunari
Perché è insolito
Meno nota rispetto alla vicina Civita di Bagnoregio, la zona dei calanchi tra Graffignano e Castiglione offre formazioni geologiche d’argilla e tufo modellate dall’acqua che creano crepe enormi, creste affilate e guglie rocciose isolate che ricordano i paesaggi del Far West o della Cappadocia.
Curiosità e segreti
Tra queste strutture naturali si evidenziano formazioni chiamate “piramidi di terra” o “camini delle fate”, sormontate da massi di tufo più duro che proteggono l’argilla sottostante dall’erosione, creando pilastri naturali che sembrano sfidare la gravità.
Il Parco delle Tre Jane e le Cascate del Treja (Mazzano Romano / Calcata, Roma)
Il borgo hippie hi-tech tra gole selvagge
Perché è insolito
Incastonato nel Parco Valle del Treja, Calcata è un borgo medievale arroccato su una rupe di tufo rosso accessibile da un’unica porta d’ingresso. Negli anni ’60, dopo essere stato dichiarato inagibile e abbandonato dagli abitanti originali, è stato ripopolato da artisti, hippie, scultori e performer provenienti da tutto il mondo.
Curiosità e segreti
Sotto le case del borgo si ramifica una fitta rete di grotte e cunicoli utilizzati fin dall’epoca falisca come stalle, cantine o laboratori d’arte. Il contrasto tra l’architettura rustica incastrata nel tufo, il fiume Treja che scorre nei boschi sottostanti e l’atmosfera bohémien degli atelier rende questo villaggio un luogo unico in Italia.
La Caldara di Manziana, il cratere che respira
Dentro il Parco di Bracciano-Martignano si apre una depressione circolare, antico cratere del vulcano Sabatino, dove polle di fango ribollono rilasciando idrogeno solforato. Gli Etruschi consacravano quest’area al dio degli inferi Manth, ritenendo che sotto le acque ribollenti vivesse la divinità dell’oltretomba.
Perché è insolito: il paesaggio, a tratti lunare e a tratti punteggiato da betulle bianche fuori contesto, alterna zone quasi desertiche a un bosco rigoglioso, creando un contrasto che disorienta chi lo attraversa.
Celleno Antica, il paese di tufo rosso
Arroccato su uno sperone tufaceo tra due torrenti, il borgo vecchio di Celleno fu abbandonato dopo il terremoto del 1855, lasciando intatte le casette in tufo rosso, il castello medievale degli Orsini e i ruderi della chiesa di San Carlo.
Perché è insolito: il colore acceso della pietra, che vira al rosso vivo al tramonto, rende questo borgo fantasma uno dei più fotografati e insieme meno conosciuti della Tuscia.
Il Moai di Vitorchiano, un pezzo di Isola di Pasqua nella Tuscia
Sul belvedere ovest del borgo etrusco di Vitorchiano si trova uno dei pochissimi Moai esistenti al mondo fuori dall’Isola di Pasqua: fu scolpito nel 1990 con asce manuali e pietre taglienti da undici indigeni Rapa Nui, come dono di prosperità al luogo che avrebbe dovuto osservare per sempre, a patto di non essere mai spostato.
Perché è insolito: un totem polinesiano che veglia su un borgo di origine etrusca, in un cortocircuito culturale che spiazza chiunque non ne conosca la storia.
L’Isola Bisentina, la porta di Agarthi
Nel Lago di Bolsena, il più grande lago vulcanico d’Europa, l’Isola Bisentina cela nel Monte Tabor la cosiddetta “Malta dei Papi”, un antico carcere ecclesiastico scavato nel tufo e raggiungibile solo attraverso un pozzo profondo trenta metri. Secondo una leggenda, l’isola nasconderebbe uno dei portali di accesso al regno sotterraneo di Agarthi, abitato da una civiltà evoluta al centro del pianeta.
Perché è insolito: sette cappelle rinascimentali, giardini all’italiana e un mito esoterico convivono su appena diciassette ettari, riaperti al pubblico solo da pochi anni dopo decenni di isolamento.

L’Abbazia di Santa Maria del Piano, il rudere da romanzo fantasy
Immersa nell’Agro Romano, questa abbazia abbandonata regala le stesse sensazioni di un classico romanzo fantasy, avvolta da un silenzio che lascia libera l’immaginazione di ogni visitatore.
Perché è insolito: pochi sanno che a poca distanza da Roma esiste un complesso monastico completamente inghiottito dalla vegetazione, senza cartelli né percorsi turistici organizzati.
Il Sator dell’Abbazia di Valvisciolo
Tra i simboli custoditi nei locali dell’Abbazia di Valvisciolo, vicino Sermoneta, spicca un piccolo quadrato magico graffito su una colonna: il celebre Sator, palindromo latino che si può leggere in tutte le direzioni.
Perché è insolito: la presenza di questo enigma millenario, diffuso in tutto il mondo antico e medievale ma qui associato anche a leggende templari, trasforma una semplice visita in una caccia al mistero.
Le Grotte di Pastena, cattedrali sotterranee della Ciociaria
Nel cuore dei Monti Ausoni, le Grotte di Pastena si aprono con un percorso di gallerie, laghi sotterranei e sale scavate dall’acqua in milioni di anni, tra le formazioni carsiche più suggestive del Lazio meridionale.
Perché è insolito: pochi visitatori associano la Ciociaria a un paesaggio sotterraneo di stalattiti e specchi d’acqua che ricordano più le grotte del Nord Europa che l’Italia centrale.
Il Museo delle Terre di Confine, Sonnino
Nel borgo di Sonnino, al confine tra Lazio e Campania storica, un piccolo museo racconta la vita contadina e pastorale di un territorio a lungo considerato terra di passaggio e di briganti, tra oggetti quotidiani, attrezzi da lavoro e testimonianze di una cultura di confine sopravvissuta ai secoli.
Perché è insolito: pochissimi turisti conoscono questo angolo della Ciociaria meridionale, dove la memoria popolare è stata raccolta con cura in un museo diffuso capace di restituire un’identità sospesa tra due regioni.
Questi luoghi dimostrano che il Lazio, oltre ai suoi monumenti più celebri, custodisce un patrimonio fatto di borghi abbandonati, fenomeni geologici, enigmi artistici e leggende che meritano di essere scoperti con calma, magari in un weekend lontano dalle mete più affollate.
Come sempre, prima di organizzare una visita è consigliabile verificare orari di apertura, condizioni di accesso e modalità di prenotazione sui siti ufficiali dei singoli luoghi, poiché alcuni (come l’Isola Bisentina o Casa Barnekow) sono visitabili solo in determinati periodi dell’anno.




