La Galleria Russo inaugura dal 21 febbraio prossimo โNinfa e Musa. Un secolo del femminile nellโarteโ, dedicata alle diverse interpretazioni della figura femminile in alcuni grandi maestri dellโOttocento e del Novecento.
La mostra curata da Daniela Fonti, storica dellโarte e autore del catalogo di Gino Severini, responsabile scientifico con Francesco Tetro dellโArchivio dellโOpera di Duilio Cambellotti e presidente della Fondazione Carlo Levi, presenta unโimportante selezione di 55 opere โ tra disegni, pitture e sculture โ e propone una visione complessa e sfaccettata del rapporto tra Arte e Donna, non solo come soggetto di rappresentazione, ma in qualitร di protagonista di una nuova scena sociale e culturale in continua evoluzione.
โHo deciso di realizzare una mostra sulla donna nellโarte per esplorare la misteriosa alchimia che ha sempre caratterizzato il rapporto tra artista e soggetto โ dichiara Fabrizio Russo, titolare della Galleria. La mostra vuole catturare lโattrazione per le meravigliose forme femminili, immortalate sulla tela nellโistante dellโincontro. Lโenergia espressiva, in continua evoluzione con il vissuto dellโartista, coinvolge lโosservatore nel fascino profondo della passione. Inoltre, permette di seguire lโevoluzione del ruolo della donna nella societร attraverso le opere di grandi maestriโ.
Il percorso espositivo si apre con John Singer Sargent e la sua Princess de Beaumont realizzata nel 1884, โun periodo in cui โ come sottolinea Daniela Fonti โ in tutta Europa il ritratto si afferma come una moda culturale di grande successo per la media borghesia che vuole vedere consacrato uno status di benessere e riconoscimento sociale da poco raggiunto. Il dipinto di Sargent infatti โ prosegue la curatrice โ raffigura una donna altera, perfettamente consapevole non solo del suo status sociale ma anche del suo personale potereโ. Cosรฌ come Antonio Mancini, con Figura Femminile (1890-1900), porta lโosservatore a una rivisitazione dellโintimitร e della psicologia della donna, catturandone la bellezza in un momento sospeso.
Si prosegue con la Cariatide di Amedeo Modigliani, parte di un ciclo realizzato tra il 1910 e il 1914, che traduce la sua ansia di essenzialitร nella ricerca classica. Accanto a questa, il Ritratto di bambina (1911) di Umberto Boccioni che, con lo sfolgorante cromatismo, il dinamismo e la sua attenzione alla psicologia del soggetto, anticipa le novitร del Futurismo. Giacomo Balla con i due studi dal titolo La Pazza (1904) esplora aspetti inconsueti della follia, disegnando particolari dellโabbigliamento o della postura instabile e disarticolata della giovane ritratta, mentre con La Figlia del Sole (1933) orienta in senso contemporaneo la rappresentazione della donna facendo riferimento alle tecniche โpopolariโ della fotografia e del cinema e al mondo glamour dei rotocalchi.
Altra opera fondamentale รจ quella di Giorgio de Chirico Bagnanti sopra una spiaggia (1934) in cui, tra sogno e realtร , vengono rappresentate figure femminili (con un occhio da Tiziano a Ingres), in un contesto sospeso tra realtร metafisica e quotidiano.
A questa visione enigmatica si aggiungono la Donna Dormiente (1933) e i Due Nudi (1947-1948) di Carlo Levi, lavori in cui il colore dร forma e pienezza alle figure con pennellate che ne esaltano la sensualitร .
Le due tempere di Gino Severini Danseuse dans la lumiรจre (รฉtude de mouvement) (1913) e Danseuse abstraite (1958), esemplificano nel linguaggio futurista e in quello neocubista la centralitร del tema della danza nella sua ricerca artistica.
Tra il 1889 e il 1913 il modello femminile viene espresso in modo innovativo attraverso il linguaggio dellโart nouveau, che trova in Italia, in Duilio Cambellotti, un suo convinto esponente. La sua ricerca, aperta allโEuropa, si realizza in progetti grafici, cartelloni pubblicitari e disegni per vetrate policrome istoriate che creano una nuova estetica per la casa borghese del neonato Stato unitario.
Henri Matisse, con Nu debout (1908-1909), fa del nudo femminile, con il suo inconfondibile tratto, il centro del suo insegnamento artistico durante i corsi che si tengono allโAccademia Internazionale di Parigi, esplorando forme che rendono il corpo della donna espressione di purezza e libertร . La forma sintetica viene analizzata anche da Adolfo Wildt con lโopera Pianto sulla porta chiusa del 1919, un disegno dalla preziosa tecnica, che lโartista dona a Margherita Sarfatti, sua grande sostenitrice. La nota critica e scrittrice, รจ inoltre la protagonista dellโopera di Mario Sironi del 1916-1917: un particolare pastello e tempera in cui lโartista riesce a cogliere la natura psicologica del soggetto, evidenziando la complessitร del suo ruolo nel panorama culturale e sociale del periodo. Lโemergere di queste diverse modalitร di rappresentazione delle figure femminili si riscontrano nelle opere, in esposizione alla Galleria Russo, di Andrรฉ Derain, Achille Funi, Antonio Donghi, Carlo Socrate, Scipione, Carlo Levi, Fausto Pirandello.
Derain, in particolare, con i suoi Nu debout, realizzati negli anni Trenta, propone una visione che esalta le potenzialitร espressive del corpo della donna. La ricerca sul nudo viene elaborata da Felice Casorati con Nudo di Schiena (1921-1922) e da Arturo Martini con la scultura de La Pisana (1928-1930), due immagini di astratta purezza allusive a un Eden considerato perduto.
Importanti le sculture di Giacomo Manzรน in esposizione: Testa di Inge (1947) e Modella seduta (1959), insieme alla โsurrealeโ Danzatrice (1956) di Mirko Balsaldella.
A suggello della narrazione del percorso espositivo la testimonianza onirica e ironica di Alberto Savinio, di cui viene esposta Nascita di venere (1950), unโopera che propone la sua particolare visione della donna come ibrido generato dallโincontro tra mondo animale e mondo mitologico.
Catalogo pubblicato da Gangemi Editore.




