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Gaming online e setting storici, un binomio di successo

Il moderno mondo del videogaming è un settore in costante evoluzione, che ogni anno sforna decine di nuovi titoli. Un mondo ormai al centro di apposite esperienze laboratoriali, e attraverso il quale veicolare produzioni fra loro diversissime: dai single player premiati per la loro storia, spesso all’altezza delle più tradizionali produzioni cinematografiche, a titoli competitivi che diventano base per tornei internazionali.

La componente online attualmente è in effetti la pietra angolare sulla quale riposa larga parte delle fortune del videogaming, sempre più spesso anche con single player che non si privano di modalità cooperative dipendenti da una buona connessione.

L’enorme varietà di titoli e generi, comunque, è riordinata da alcuni tratti comuni a più titoli: uno fra questi è l’ambientazione storica, che nei più diversi contesti ha dimostrato di rappresentare una marcia in più per numerosi titoli online.

Impossibile pensare di non prendere come primo esempio il genere che, più di altri, rappresenta proprio un’icona del videogaming: lo shooter in prima persona, o FPS dal suo acronimo inglese. Se gli inizi del genere hanno spesso visto una predominanza di ambientazioni futuristiche o fantascientifiche, in accordo con i gusti del periodo, ben presto il genere FPS ha portato le sue meccaniche in setting storici. Gran parte del merito va riconosciuta ad alcune serie ambientate durante gli anni ’40: Call of Duty, Medal of Honor, Battlefield, Brothers in Arms e altri sono alcuni fra gli esponenti di spicco di questa categoria, emersi soprattutto nella prima metà degli anni 2000.

Si tratta di una tendenza continuata anche in tempi recenti, come dimostrato da Battlefield V, del 2018, e da Call of Duty Vanguard, del 2021, ma non limitata a tale periodo storico: le medesime serie si sono ben presto rese conto delle potenzialità legate ad ambientazioni storiche, esplorando anche gli anni dal 1914 al 1918 con Battlefield 1, o la contrapposizione dei blocchi orientale e occidentale con Call of Duty Cold War.

Setting storici ben definiti sono spesso stati in grado di fare la differenza anche in giochi maggiormente incentrati sulla componente single player, quindi tendenzialmente offline. Si può pensare ad Assassin’s Creed Unity, ambientato nella Francia rivoluzionaria: alla modalità principale per giocatore singolo si affianca una modalità cooperativa particolarmente riuscita e pensata per quattro giocatori.

Altro esempio viene da Ryse Son of Rome, titolo di lancio per Xbox One nell’ormai lontano 2013: ambientato durante il periodo imperiale, si tratta di un titolo action adventure nel quale è presente una modalità cooperativa dove, coerentemente con le meccaniche hack and slash del titolo, bisogna sopravvivere in un’arena insieme ad altri compagni connessi.

Ambientazioni storiche ben definite sono in grado di lasciare il proprio segno su grosse serie videoludiche così come su più semplici casual game: altra categoria con un’offerta profonda di setting storici è rappresentata, per esempio, dalle slot online. Queste, raggruppate in spazi appositamente predisposti su siti specializzati, si distinguono per offrire numerose ambientazioni come Far West, antico Egitto ed epoca Vichinga, giusto per elencarne alcune. Lo stesso è vero per molteplici titoli dedicati al mercato mobile come, fra gli altri, i vari Clash of: la differenza tra tanti altre app dal gameplay simile risiede proprio in una riconoscibile ispirazione storica.

Impossibile infine prescindere da un genere che più di altri ha saputo includere al suo interno i benefici di setting storici ben definiti: lo strategico in tempo reale, o RTS in breve. Salito al successo ben prima della diffusione delle componenti online, l’introduzione di queste ha trovato negli RTS terreno fertile per sfide in rete all’insegna della storia. Fra i tanti, infatti, il tema storico ha sempre goduto di particolare considerazione nel mondo della strategia in tempo reale, in quanto in grado di rispecchiare un tangibile passaggio del tempo.

È il caso di serie iconiche come Age of Empires o Sid Meier’s Civilization, nei quali si controlla una civiltà storica nel corso di varie epoche, o di Caesar, concentrata sulla civiltà romana. Ampio spazio si sono ritagliati anche esponenti del sottogenere tattico in tempo reale, dove si controlla un numero predefinito di unità uniche: si possono prendere come esempio due titoli relativamente recenti come Shadow Tactics Blades of the Shogun, uscito nel 2016 e ambientato nel Giappone feudale, e Desperados 3, del 2020 e ambientato nel Far West, entrambi sviluppati da Mimimi Games e recenti esempi delle potenzialità di ambientazioni storiche nel gaming online.