PROSSEDI
Il territorio di Prossedi, bagnato dalle acque dei fiumi Amaseno e Monteacuto, e posto a metà strada tra Frosinone e Priverno, insieme alla frazione di Pisterzo, raggiunge i 1236 abitanti. Il paese è posto a m. 206 slm su una ripida collina dei Monti Lepini che domina la Valle dell’Amaseno. Ciò ha permesso agli abitanti per secoli di tenere sotto controllo l’unica via di comunicazione tra la Valle del Sacco e la zona costiera.
Tracce di insediamenti umani risalgono al periodo pre-romano, mentre il borgo sembra fondato nel VII sec. d. C. , quando sei famiglie fuggirono da Priverno perché assediata dai Saraceni, da cui il nome “Persei” (1). Nel 1125 il paese viene preso da papa Onorio II ; successivamente si evidenziano molteplici passaggi di proprietà da una famiglia nobiliare all’altra: nel 1128 appartiene ai conti di Ceccano, nel 1391 a Raimondo de Cabanis, nel 1425 passato alla famiglia Conti, nel 1534 ai Chigi di Siena, nel 1544 ai Massimo, poi nel 1676 agli Altieri, nel 1726 ai de Carolis, nel 1746 ai Belloni, nel 1750 torna agli Altieri, nel 1758 ai Gabrielli.
Nel profilo del paese con abitazioni modeste spiccano per la posizione, collocati nella parte alta del paese, quasi a dominare l’intero abitato, e per le dimensioni la chiesa neoclassica di sant’Agata e il Palazzo baronale: i due simboli del potere spirituale e laico. La chiesa di sant’Agata, con il suo volume molto sviluppato, ha pianta centrale a croce greca e ripercorre modelli del Rinascimento e del Barocco. Agli angoli della croce appaiono absidi e cappelle. La cupola è emisferica e ci sono volte a botte. La decorazione di nervature nella cupola e fregi floreali esaltano la purezza del disegno. Non mancano stucchi e tracce di affreschi. La muratura ha grossi blocchi di pietra squadrata , ma anche blocchi non lavorati, a vista. Pianta rettangolare con bastioni angolari ha il castello-fortezza risalente probabilmente al XII sec. e modificato successivamente secondo le esigenze dei vari proprietari che lo hanno abitato. Insegne araldiche sono nella sezione superiore del portone principale d’ingresso. Oggi è abitazione privata. Nella parte bassa del paese troviamo la chiesa di san Nicola (forse del XIII sec. ) e la chiesa di s. Maria Extra Moenia, detta “Strammetta” della fine del 1700.
La visita prettamente di taglio storico artistico unisce memorie e cultura, natura e ambiente. Il contesto suggestivo accoglie il visitatore in un’atmosfera pacata e tranquilla, dove le testimonianze del passato si fondono con l’eleganza nella resa dei materiali che , se pur umili, come la pietra locale su cui si regge sia l’impianto urbanistico, con disegno a ferro di cavallo, sia le modeste abitazioni, mantengono una imperitura bellezza architettonica. Passeggiare nelle vie di Prossedi consente di accedere al fascino nascosto e a lungo dimenticato di un ambiente in passato appartenuto a svariate famiglie nobili come i conti di Ceccano, gli Altieri, i de Carolis, i Gabrielli che hanno lasciato traccia nel maestoso palazzo baronale. In un percorso ascensionale che parte, nella parte bassa del paese, dalla chiesa della “Strammetta” (solitamente chiusa), passando per la chiesa di san Nicola, si arriva alla chiesa di sant’Agata, costruita nella sommità del nucleo urbano , in una sorta di cammino ascetico e spirituale, summa dei valori cristiani. Sostare e vagare tra opere che vanno dal Romanico al 1900 e che spaziano tra generi diversi suggerisce un dialogo profondo in un territorio per molti aspetti da ri-scoprire. Il borgo, poi, immerso nella tipica natura dei Monti Lepini e Ausoni, è circondato da ulivi, castagni, vigne con muretti a secco che rendono la salita al paese suggestiva dal punto di vista del patrimonio paesaggistico.
CHIESA DELLA STRAMMETTA
La chiesa della strammetta si trova a Prossedi, comune situato nel Lazio in Provincia di Latina, un comune di 1238 abitanti costituito dal borgo capoluogo e dalla frazione di Pisterzo, distante circa 8 km. Il paese sorge su una collina balcone che si affaccia sulla valle dell’Amaseno.
La Chiesa della Strammetta di Prossedi è un affascinante edificio situato ai margini dell’abitato del paese, eretti tra la fine XVIII inizio XIX secolo; Il nome della chiesa deriva dalla stramma, una pianta nota localmente come ampelotema tenax, che cresce abbondantemente nella zona circostante. Questa denominazione conferisce un tocco distintivo e un legame speciale con il territorio.
Eretta tra la fine XVIII inizio XIX secolo la chiesa è realizzata in posizione sopraelevata rispetto al piano stradale e per accedervi occorre salire una piccola ma scenografica scala a due rampe contrapposte, fornite di una elegante balaustra in mattoncini di laterizio. La facciata è del tipo a capanna semplice, con la presenza di un archivolto aggettante, di un modesto oculus e sotto la grondaia di una decorazione aggettante realizzata con mattoncini.
La chiesetta viene costruita nei primi anni del XIX secolo da Pietro Gabrielli come cappella di famiglia e cenotafio dei principi Gabrielli. Infatti nel suo interno si trovano alcune sepolture tra cui quella di Augusta Bonaparte e Placido Gabrielli. La facciata della chiesa è impreziosita dalla presenza di un bellissimo e raffinato mosaico policromo in cui è raffigurata la Madonna con il Bambino tra tralci di rose e di gigli – lilium. Tale mosaico è stato realizzato tra il 1902 e 1905 dal noto mosaicista Adolfo De Carolis su disegno del pittore Napoleone Parisani, uno tra i componenti di spicco tra gli artisti che componevano il gruppo conosciuto con il nome “I XXV della Campagna Romana”.
L’interno della chiesa (si trova in cattivo stato di conservazione) è un vero gioiello artistico per la ricchezza e per l’alta qualità degli affreschi alle pareti, in cui sono raffigurati elementi geometrici movimentati da scodelle maiolicate, pentacoli e foglie di edera. Predominano i colori: azzurro, rosa, verde e giallo. Un vero gioiello artistico è il piccolo altare di marmo, arricchito da minuscoli e raffinati mosaici policromi. Le pitture, i mosaici, l’intero arredo sono opera di Napoleone Parisani, che nell’eseguire gli affreschi e i mosaici ha volutamente lasciato chiari simboli della Massoneria, quali la croce del tipo templare. Sopra l’altare era posto un trittico realizzato dal Parisani, che ora si trova conservato nel castello di Prossedi, raffigurante la Madonna con il Bambino con ai lati Sant’Agostino e San Placido. Il trittico è realizzato ad olio su tavola ed è abbastanza grande. Il Parisani nel realizzare quest’opera si ispirò all’iconografia classica del Rinascimento italiano.
Indirizzo: Via Placido Gabrielli, PROSSEDI, LT
Orari:
– Sabato: 10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:00)
– Domenica: 10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00 (ultimo ingresso 18:30)
Durata visita: 25 minuti
CHIESA DI SAN NICOLA
La piccola chiesa a pianta rettangolare di san Nicola risale al periodo romanico (XIII sec. ), è ubicata all’interno delle antiche mura castellane del borgo, nella parte bassa ed è la chiesa più antica del paese. Un interruzione e un cambiamento del progetto iniziale sono suggeriti dalla presenza di due piccoli rosoni in tufo peperino, attualmente chiusi, sulle pareti laterali. Ciò fa anche presupporre una diversa organizzazione dello spazio con orientamento opposto a quello attuale. Appartenuta fin dal 1328 alla potentissima famiglia dei Conti di Ceccano, non sempre la chiesa ha mantenuto costante la sua funzione religiosa , tanto che nel 1846 viene chiusa al culto per rischio di crollo, ridotta ormai a stalla.
L’interno ad unica navata, con copertura a travi lignei a vista, riceve uno slancio verticale dalle arcate ogivali nello spazio iniziale, permettendo anche una ottimizzazione nella distribuzione del peso, sostituite nella zona absidale da due campate con volte a crociera. In fondo alla navata è collocato in posizione sopraelevata il presbiterio, raggiungibile mediante una scalinata di sette gradini e delimitata da balaustra in marmo con piccole colonne tortili e lisce con capitello ionico. Una soluzione compositiva questa non priva di un certo interesse, anche per il rapporto spaziale proporzionale tra la superficie dell’ambiente absidale e quello delle campate, oltreché attributo di maggiore ricchezza formale , dove l’altare diventa il fulcro distintivo del complesso. A destra dell’altare è collocata la tela di “Maria Santissima Avvocata Nostra”, nota come “Madonna del Vicovaro” (copia dell’originale esposto a Vicovaro), immagine miracolosa a cui i Prossedani sono particolarmente devoti dal 1864. Nella parete destra della navata vi è una tela con san Nicola, databile ai primi del Novecento con analogie riferibili al san Pietro di Tadolini (1907), conservato a Segni. All’esterno l’ingresso è sopraelevato mediante una serie di gradini terminanti di fronte al portale in pietra.
La visita alla chiesa di San Nicola permetterà di scoprire questo piccolo tesoro a cui i Prossedani sono molto legati per vari motivi; hanno contribuito economicamente ai lavori di rifacimento principalmente del tetto, nel 1900 insieme al Principe Placido Gabrielli; la chiesa ospita, inoltre, a destra dell’altare, la tela di “Maria Santissima Avvocata Nostra”, nota come “Madonna del Vicovaro” (copia dell’originale esposto a Vicovaro), immagine miracolosa a cui i Prossedani sono particolarmente devoti dal 1864.
All’esterno l’ingresso è sopraelevato mediante una serie di gradini terminanti di fronte all’unico portale in pietra calcarea sormontato da un rosone centrale. Si tratta di elementi decorativi di gran pregio: slanciate colonnine laterali, divise in due sezioni con rilievo sagomato centrale e capitelli di fattura gotico-cistercense, sostengono la cimasa scolpita con motivi a fogliame che si ripetono nell’arco ogivale. Appaiono anche tre figure antropomorfe: un angelo orante, una donna e il committente. Il motivo fogliare ritorna nelle mensole poste lungo gli stipiti: su di esse poggia il bassorilievo ligneo policromo raffigurante san Nicola in abito vescovile. Termina la facciata un rosone con otto colonnine e archi intrecciati che ruotano intorno a un perno centrale con forma di rosa. Semplici modanature lisce in cerchio con leggera strombatura accolgono il rosone che, insieme alle strette monofore della parete destra, illumina l’interno e si mostra quale degno coronamento del portale.
Indirizzo: Via Roma snc, PROSSEDI, LT
Orari:
– Sabato: 10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00
– Domenica: 10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:00)
Durata visita: 30 minuti
CHIESA DI SANT’AGATA
Collocata nella parte più alta del borgo, di fronte al castello, la chiesa prospetta sull’odierna piazza XI Febbraio. Il suo impianto centrale a croce greca è esemplato su modelli rinascimentali e barocchi. Nelle sue strutture attuali l’edificio molto probabilmente non corrisponde a quello che risulta appartenere sotto forma di beneficio nel 1289 a Giovanni de Ceccano. Trasformazioni di rilievo hanno riguardato infatti i progetti successivi: quello finale, iniziato nel 1789, appartiene all’architetto Ignazio Ambrosetti di Anagni che subentrò all’architetto Francesco Rust , il cui progetto, troppo costoso e ambizioso nelle dimensioni esagerate della costruzione finale, restò fermo per 25 anni. Lavori di restauro del pavimento sono stati condotti nel 1952 e nel 1963.
Collocata nella parte più alta del borgo, di fronte al castello, la chiesa prospetta sull’odierna piazza XI Febbraio. Il suo impianto centrale a croce greca è esemplato su modelli rinascimentali e barocchi. Nelle sue strutture attuali l’edificio molto probabilmente non corrisponde a quello che risulta appartenere sotto forma di beneficio nel 1289 a Giovanni de Ceccano. Trasformazioni di rilievo hanno riguardato infatti i progetti successivi: quello finale, iniziato nel 1789, appartiene all’architetto Ignazio Ambrosetti di Anagni che subentrò all’architetto Francesco Rust , il cui progetto, troppo costoso e ambizioso nelle dimensioni esagerate della costruzione finale, restò fermo per 25 anni. Lavori di restauro del pavimento sono stati condotti nel 1952 e nel 1963 interventi vari hanno interessato anche gli ornamenti interni
Di stile neoclassico, essa sorge all’interno del nucleo del paese e si affaccia su piazza XI febbraio. Il prospetto principale sulla piazza si caratterizza per una massa muraria elementare di notevoli dimensioni. Nelle sue dimensioni, insieme al castello, ci permette di individuare l’immagine del paese. La pianta è a croce greca, con absidi e cappelle negli angoli della croce. L’interno della chiesa è coperto con una cupola emisferica posta all’incrocio dei bracci e da volte a botte che si innestano su un fregio. Sopra la cornice d’imposta, in corrispondenza dei tre bracci, si aprono tre grosse finestre semicircolari, mentre il braccio principale che si conclude con l’abside, presenta una finestra circolare. La ricchezza di particolari decorativi costituiti da costoloni circolari nella volta e da nervature nella cupola arricchita da fregi floreali, accentua e allo stesso tempo appesantisce il valore elementare. La sagrestia è un organismo a pianta centrale costituito da una croce greca ove all’incrocio delle due braccia si determina un ambiente circolare coperto a cupola.Maestoso è l’apparato scenografico con stucchi bianchi e dorati tipici del Barocco, con nervature nella cupola e fregi floreali. Tra le opere : la pala d’altare(cm 400×220) con Martirio di sant’Agata dipinta a Roma nella metà del XIX sec. ; il busto reliquiario di sant’Agata, in legno policromo, realizzato alla fine del XVII sec. Di interesse artistico è il coro ligneo del XVIII sec. con 12 sedili e inginocchiatoi con paraste e braccioli che dividono i dossali. Nella seconda cappella a sinistra dell’altare si trova la tela con L’annunciazione del XVII sec.; mentre in quella di destra La Madonna del Rosario, tela di scuola napoletana , del XVIII sec.
Indirizzo: Piazza Sant’Agata, PROSSEDI, LT
Orari:
– Sabato: 10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:00)
– Domenica: 10:00 – 13:00 / 15:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:00)
Durata visita: 20 minuti








