I SOTTERRANEI DEL TEATRO POTLACH
Il Teatro Potlach si trova nel punto più alto di Fara in Sabina, proprio là dove intorno all’anno Mille venne fondato il Castello di Fara. Dai quasi 500 metri d’altezza del colle Buzio, il Potlach svetta sulla valle del Farfa e la Sabina interna. Nei sotterranei di quello che nel 600 fu un convento, ci sono i magazzini con gli allestimenti degli spettacoli e varie sale: la memoria di cinquant’anni di un teatro che da sempre fa della ricerca e della sperimentazione la sua ragion d’essere.
Il Teatro Potlach è stato fondato nel 1976 da Pino Di Buduo e Daniela Regnoli. Dal 1979 si unisce a loro Nathalie Mentha e da allora i tre costituiscono il gruppo fisso del teatro. “Potlach”, nel linguaggio degli indigeni dell’America nordoccidentale, significa il rito del dono gratuito, che conferisce prestigio a chi lo elargisce e a chi lo riceve, superando le leggi del mercato e del profitto. Il Potlach in questi cinquant’anni ha prodotto spettacoli sia di sala che di strada. E ha sempre svolto un’intensa attività pedagogica che ha portato anche, venticinque anni fa, alla nascita del Flipt, il Festival laboratorio interculturale di pratiche teatrali, con partecipanti da tutto il mondo.
Impossibile ricordare nel poco spazio a disposizione tutti i titoli prodotti in questi anni dal Potlach. Tra questi comunque meritano una citazione particolare “Ventimila leghe sotto i mari”, tratto dall’omonimo romanzo di Jules Verne, una pièce in cui gli attori (e gli spettatori) grazie a moderne e sofisticate tecnologie digitali sono immersi nello scenario magico degli abissi; i più tradizionali “Dialoghi con Trilussa” e “Per Edith Piaf”; senza dimenticare la copiosa messe di spettacoli per i più piccini ai quali il Potlach ha sempre prestato molta attenzione. Ma il progetto che più rappresenta l’esperienza del Teatro Potlach è sicuramente quello delle Città Invisibili, con il quale da più di trent’anni una volta all’anno Fara Sabina cambia faccia e diventa tutta un palcoscenico, ogni volta diverso, in cui perdersi nell’utopia di un teatro che reinventa la vita. Le Città Invisibili, nate su ispirazione del testo di Italo Calvino, da Fara Sabina si sono poi moltiplicate e hanno preso vita in Europa, in America e in Asia.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
I sotterranei del Potlach sono uno scrigno prezioso in cui murature antiche conservano una memoria lunga mezzo secolo e varie sale funzionali alla vita del teatro: magazzini, allestimenti, sartoria, attrezzeria, musica, prove. I sotterranei vengono aperti in via eccezionale per queste Giornate di primavera: i visitatori verranno accompagnati in un viaggio nel tempo che proporrà una vicenda davvero unica, tra strumenti di scena pronti a riprendere vita e vecchie storie che, raccontate, diverranno nuove.
La domenica pomeriggio, nella sala del teatro, Pino Di Buduo racconterà in una lectio magistralis la storia di un’utopia, di tre giovani che cinquant’anni fa hanno lasciato la grande città per creare un teatro di ricerca e di sperimentazione, costruendo nel tempo una delle realtà più vive e longeve dello spettacolo italiano. La storia di un gruppo che, non sapendo di non poter volare, vola da cinquant’anni.
Iniziative speciali
Domenica 22 marzo, ore 16,30, nella sala del teatro, conferenza di Pino Di Buduo, fondatore e direttore artistico del Teatro Potlach, dal titolo: “Cinquant’anni di teatro a Fara in Sabina e nel mondo“
Orari
Sabato: 00:00 – 00:00 / 14:00 – 19:00 (ultimo ingresso 18:00)
Note: Turni di visita ogni 60 minuti, massimo 20 persone
Domenica: 10:00 – 13:00 / 14:00 – 19:00 (ultimo ingresso 18:00)
Note: Turni di visita ogni 60 minuti, massimo 20 persone
Note per la visita
Il Teatro Potlach si trova nel cuore del borgo di Fara in Sabina ed è segnalato da indicazioni lungo la strada.
Durata visita
45 minuti
LUOGO NON ACCESSIBILE
il percorso di visita non è fruibile a causa di barriere architettoniche che impediscono l’accesso al luogo








