La Via Appia si racconta in modo nuovo, immersivo e coinvolgente: dal 7 marzo la pianta interattiva dedicata alla Regina Viarum sarà a disposizione dei visitatori del Museo archeologico di Norba, trasformando la visita in un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio.
La presentazione ufficiale si terrà proprio il 7 marzo, in un incontro fortemente voluto dal Sindaco di Norma, Andrea Dell’Omo, e dalla Direttrice del Museo, Stefania Quilici Gigli, a testimonianza dell’attenzione che l’amministrazione e la direzione scientifica riservano alla valorizzazione del patrimonio storico locale. Costruita a partire dal 312 a.C. per iniziativa del censore Appio Claudio Cieco, per collegare rapidamente Roma a Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere), la Via Appia rappresenta uno dei più alti esempi di ingegneria stradale dell’antichità. Non a caso fu celebrata con orgoglio come “Regina Viarum”, modello insuperato di tecnica costruttiva e soluzioni innovative, capace di influenzare per secoli la viabilità del mondo romano.
L’iscrizione della Via Appia, nel luglio 2024, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO segna una svolta storica: un riconoscimento che apre prospettive concrete di sviluppo per il turismo culturale dell’intero territorio pontino. In questo contesto, la realizzazione della pianta interattiva assume un valore strategico, diventando uno strumento di conoscenza, orientamento e promozione. Proprio la pianura pontina custodisce uno dei tratti più spettacolari della strada: il lunghissimo rettifilo che conduce da Roma a Terracina, un’opera che ancora oggi impressiona per la lunghezza del tracciato e per la capacità dei Romani di superare ambienti ostili con i mezzi tecnici dell’epoca.
Forte e identitario è anche il legame tra la Via Appia e le città dei Monti Lepini. A sottolinearlo è Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, che dichiara: «La Via Appia non è soltanto un tracciato antico, ma un asse culturale vivo che può e deve diventare motore di crescita per i nostri territori.
I Comuni dei Lepini hanno oggi l’opportunità di inserirsi stabilmente nei percorsi culturali e turistici che si apriranno lungo la Regina Viarum, offrendo paesaggi, storia, tradizioni e accoglienza di qualità. La pianta interattiva rappresenta uno strumento concreto per connettere l’Appia alle nostre comunità e renderle protagoniste di una nuova stagione di valorizzazione condivisa». Un legame profondo, quello tra Norba e la Via Appia, evidenziato anche da Stefania Quilici Gigli: non è casuale la scelta di esporre la pianta proprio nel Museo di Norba. L’antica città arroccata sui Lepini fu infatti una roccaforte romana fedele e strategica, posta a garanzia e sicurezza dell’arteria consolare. Emblematica è la strada di collegamento tra Norba e la pianura pontina, esempio straordinario di ingegneria romana: oltre 300 metri di dislivello superati con lunghi rettifili e stretti tornanti, imponenti tagli nella roccia, un’ampia carreggiata e poderosi terrazzamenti in opera poligonale alti fino a 13 metri. Un’opera che testimonia l’impegno dei Romani nel garantire collegamenti efficienti anche alle città non direttamente attraversate dalla Regina Viarum. Oggi, dopo oltre duemila anni, quel legame si rinnova nella suggestiva visione che da Norba — e dallo stesso Museo — si apre sul rettifilo dell’Appia che attraversa la pianura: un dialogo tra paesaggio, archeologia e memoria che la pianta interattiva contribuirà a rendere ancora più leggibile e coinvolgente.
In occasione della presentazione è stato organizzato anche un percorso guidato nel Parco archeologico di Norba sul tema “Guardando l’Appia”, un itinerario pensato per riscoprire il rapporto visivo e storico tra la città antica e la grande via consolare. Il legame tra Appia e territorio sarà ulteriormente ribadito dalla presenza di Vincenzo Zaccheo, a sottolineare il coinvolgimento del comprensorio nelle celebrazioni per il centenario di Latina. A Giuseppina Renda, Antonio Coppa, Sabrina Mataluna e Angela Ferroni è affidato il compito di illustrare le modalità di realizzazione della pianta e i suoi contenuti scientifici, validati dal tavolo tecnico della candidatura UNESCO presieduto dalla stessa Ferroni, che interverrà all’incontro. Fondamentale, infine, il ruolo delle Istituzioni.
Come ha sottolineato il Soprintendente Alessandro Betori, l’impegno per la tutela e la valorizzazione dell’Appia è stato e continua a essere incisivo. La Soprintendenza sta operando per il restauro di importanti complessi lungo la via, con interventi in corso nell’area di Tres Tabernae e, negli anni passati, con il restauro del teatro di Terracina, curato da Francesco Di Mario. La pianta interattiva si inserisce dunque in un progetto più ampio: non solo memoria del passato, ma visione per il futuro, in cui l’Appia torna a essere — come duemila anni fa — un’infrastruttura di connessione, sviluppo e identità per l’intero territorio.









