2 Giugno 2020
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Paesi da visitare

Agosta

Agosta è situata su una elevazione rocciosa alle pendici dei monti Simbruini, nell’alta valle dell’Aniene, presso la riva destra del fiume. Dista dal capoluogo circa 67 km.
Ai piedi della collina su cui sorge il paese si trova una sorgente, in età romana nota come Augusta, dalla quale si presume abbia preso il nome il paese.
Storia

Nel territorio comunale  nel centro del paese attuale, sono stati rinvenuti resti riferiti a frequentazioni umane nel paleolitico e nell’età del bronzo.  La località viene citata,  per i lavori condotti sulla sorgente destinati a captarne le acque per l’Acqua Marcia, da Augusto dando il suo nome alla sorgente.

La sorgente è ancora citata con il ugual nome in un documento del 594. In un successivo documento dell’858 viene citata come mons Augusta la collina presso la sorgente, dichiarata atta a costruirvi un castello, la cui presenza è effettivamente attestata da un ulteriore documento del 1051. Dopo essere stato conteso tra un signore locale e l’abate, nel 1189 il castello era in possesso del monastero di Subiaco e vi rimase fino ai tempi moderni. Grazie all’abbondanza d’acqua vi furono costruite peschiere per trote e due mulini per la macinazione del grano.
Nel 1461 papa Pio II, in viaggio per una visita al monastero di Subiaco, si fermò a pranzare presso i mulini e gli furono offerte, per spontanea manifestazione degli abitanti, le trote pescate sul momento. Nel XVII secolo l’erezione della piccola chiesa della Madonna del Passo fu determinata da guarigioni di indemoniati ritenute miracolose.
Nell’anno 1900 il paese fu servito dalla linea ferroviaria tra Mandela e Subiaco, soppressa nel 1933. Nel 1913 vi giunse il primo acquedotto, che alimentava due fontane nel paese, e nel 1924 l’energia elettrica. Tra il 1922 e il 1926 la società “Acqua Pia Antica Marcia” captò la sorgente della Mola per portarne le acque a Roma, ma una sollevazione popolare impedì temporaneamente che fosse captata anche la sorgente presso il santuario della Madonna del Passo.
Durante la seconda guerra mondiale, vi fu attiva una colonna di partigiani. Nella frazione della Madonna della Pace, già colpita dai bombardamenti degli Alleati, il 26 maggio del 1944, nel corso della ritirata delle truppe tedesche furono uccise 15 persone raccolte in un rastrellamento, per rappresaglia del rinvenimento di un soldato tedesco morto lungo la strada.

Monumenti e luoghi d’interesse

  • Castello medioevale, attorno al quale sorse il paese, attestato a partire dal 1051. Vi si accede da tre porte (“della Chiesa”, “Santa Maria” e “del Cancillittu”). Secondo una leggenda nella torre sarebbe stata incarcerata una principessa di nome Augusta, la quale avrebbe dato il nome al paese.
  • Arco del Cardinale o della Porta, eretto nel 1503 presso l’allora esistente ponte sul fiume Aniene, in onore del cardinale commendatario Giovanni Colonna. Un’alluvione distrusse il ponte, che fu in seguito ricostruito a circa 50 m di distanza nel XVIII secolo. In seguito anche l’arco venne spostato. Si presenta in blocchi a bugnato di pietra dal monte Affilano, in stile romanico.
  • Santuario della Madonna del Passo, posto sulla via Sublacense, era in precedenza il nome di Madonna degli Angeli, a seguito di un evento ritenuto miracoloso che si era svolto nel 1616. Conserva presso l’altare maggiore un affresco raffigurante la Madonna, che venne rinvenuto a seguito di un evento ritenuto miracoloso nel 1616, per il quale il santuario prese il nome di “Madonna degli Angeli”
  • Il Campanile della Chiesa Santa Maria Assunta Chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta, inizialmente cappella interna al castello e in seguito ampliata e trasformata in forme neoclassiche, presenta interno a tre navate separate da 2 file di archi a tutto sesto, con navata centrale coperta da un tetto a capriate; le navate laterali ospitano tre altari per lato. Sulla facciata sono presenti due portali sormontati da trabeazioni in pietra grigia
  • Chiesa parrocchiale della Madonna della Pace e San Benedetto, costruita nel 1930 dell’allora vescovo di Subiaco Lorenzo Salvi, con l’ausilio di monaci architetti e scultori, Presenta, interno a navata singola con copertura a capriate e altare maggiore sormontato da un baldacchino scolpito in travertino. Il presbiterio è separato dal resto dell’edificio da una balaustra con trabeazione detta iconostasi. Il soffitto è a capriate. La chiesa è affiancata dal campanile ed entrambi gli edifici sono stati realizzati in pietra detta “cardellino”.
  • Piazza San Nicola, la piazza principale del paese, che prende il nome dalla scomparsa chiesa di San Nicola e dove si trovano le sedi di diversi servizi pubblici, tra cui scuola elementare e caserma dei Carabinieri e il monumento ai caduti.
  • Villino Carducci, in stile eclettico (neoromanico e neobarocco rurale. Conserva un portale squadrato entro cornice, finestre al pian terreno sormontate da lunette e quelle al primo piano da cornicioni.
  • Palazzo comunale. Tra i resti archeologici presenti nel territorio, si citano:
    • fondamenta di un edificio sacro, nella località delle Lavoratine;
    • cisterna rurale nell’omonima località;
    • 9 blocchi di un edificio preromano nella medesima località;
    • cosiddetta Grottella, con tracce di frequentazioni preistoriche;
    • necropoli di Rufinelli.

 

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