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La Caldara di Manziana

Un piccolo geyser in pieno Lazio

La “callara” è il nome che viene dato, nel dialetto di queste zone a nord di Roma, alla Caldara di Manziana.

Terra vulcanica, come ci ricordano anche le vicine solfatare della Macchia Grande e di Monterano e terra dell’antico vulcano Sabatino di cui restano testimonianza le terme di Stigliano, la valle del Baccano e i crateri dei laghi di Bracciano e Martignano.

La Caldara di Manziana

Questo particolare luogo è un cratere di circa 90 ettari tra i più importanti del centro Italia per le sue particolari caratteristiche geologiche e naturalistiche.

La sua piccola palude è ciò che resta dell’attività tardiva del vulcanismo Sabatino (600.00-40.000 anni fa); al centro presenta una sorgente d’acqua mineralizzata, con emissioni d’idrogeno solforato, anidride carbonica ed altri gas.

Caldara di Manziana

Infatti l’attrazione della Caldara di Manziana è una polla d’acqua che esplode con getti di acque sulfuree che raggiungono la temperatura di 27 gradi.

Dalla zona più centrale della Caldara fuoriescono esplosioni di acque sulfuree bollenti  anche dette gayser. Da ciò infatti deriva la denominazione Caldara che allude a un pentolone di acqua bollente.

I suddetti gayser si vengono a formare dal momento che le acque piovane, penetrando nel sottosuolo, raggiungono il magma che si trova ad ed elevatissime temperature.

Particolarità botaniche della Caldara di Manziana

Tra le particolarità dell’area va menzionato il piccolo bosco di betulle bianche “aliene” chiamate Betula Pendulae : la betulla infatti è una specie tipica dei climi freddi è ciò potrebbe far di lei un relitto post-glaciale .

Rispetto alla botanica dell’area, occorre citare anche la presenza di piccoli boschi di ontano nero che giungono fino al fosso della Caldara da cui emergono numerose felci tra cui la felce florida detta anche Osmunda regalis.

Caldara di Manziana

Storia del territorio

Il territorio di Manziana e di Canale Monterano era consacrato dagli Etruschi al dio dell’oltretomba Manth (in latino Mantus): da questo prendeva il nome la Silva Mantiana, grande area boscosa che dominava le colline ad occidente del Lago di Bracciano, di cui il vicino Bosco Macchia Grande è l’unico settore che ancora si conserva.

L’associazione tra il bosco e il dio degli Inferi Manth derivò probabilmente dall’aspetto tetro e impenetrabile della foresta e dalla presenza diffusa di polle di acqua sulfurea, anticamente considerate un’emanazione del mondo sotterraneo infero.

Come arrivare

La Caldara si raggiunge in auto da Manziana seguendo per 3,5 km la strada provinciale 2/C che collega Manziana con Sasso e la Via Aurelia. All’altezza di un agriturismo si va a sinistra su una stradina sterrata, malsegnalata, che dopo 500 metri raggiunge un piccolo parcheggio dove è possibile lasciare l’auto. I cartelli introducono al “monumento naturale” della Caldara e invitano a percorrere il “sentiero natura” con le sue stazioni e le aree picnic.

Il percorso del Sentiero Natura si addentra anche nella vegetazione della Caldara, principalmente costituita da macchia mediterranea e da querceti.

Una passeggiata completa negli ambienti della Caldara richiede meno di un’ora.

L’entrata è gratuita.