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Roma
9 dicembre 2018
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Luoghi da visitare Misteri

La Porta Magica del Marchese di Palombara

La leggenda racconta che una sera un pellegrino si presentò al palazzo del Palombara con un mazzo di erbe misteriose di cui non rivelò mai il nome, utili a produrre l’oro, e dichiarando di essere capace di mettere in pratica la formula ambita. Durante i suoi viaggi in Oriente aveva scoperto particolari segreti e non li avrebbe mai rivelati a nessuno: la mattina dopo sparì nel nulla, ma lasciò dietro di sè alcune pagliuzze d’oro e una misteriosa carta piena di enigmi e simboli magici che doveva contenere il segreto della pietra filosofale.

Il marchese di Palombara fece allora incidere su una delle cinque porte della sua villa il contenuto del manoscritto nella speranza che un giorno qualcuno sarebbe riuscito a decifrarla. La Porta Alchemica porta iscrizioni in latino ed ebraico e una miriade di simboli: piramidi, il sigillo di Salomone, pianeti, cerchi. Un vero trofeo per chi è affascinato dal simbolismo, dall’alchimia e dai misteri legati ad essi.

È ancora lì, esattamente come l’ha lasciata il marchese, custodita solo da gatti del giardino di Piazza Vittorio, dove la porta è stata sistemata nel 1888: la sua posizione originaria era verso l’incrocio di via Carlo Alberto con via di San Vito, lungo il muro perimetrale di villa Palombara, alle spalle dell’attuale via Merulana. Accanto alla porta si trovano due statue del dio Bes, che si trovavano nei giardini del Palazzo del Quirinale: erano collegate al culto di Iside, una vicenda che ritorna sull’Esquilino e aggiunge mistero ai misteri già presenti.

La porta magica od alchemica ubicata a piazza Vittorio Emanuele è uno dei monumenti più insoliti di Roma, è quanto resta della villa seicentesca del Marchese Massimiliano che era ubicata proprio in zona, si tratta di quello che era l’ingresso secondario della proprietà dal lato della via di San Vito (lo spostamento nella piazza fu successivo). A quanto pare, il marchese frequentava ambienti alchemici della Roma del tempo.

I diversi simboli alchemici riportati sulla porta sono sovente quelli in uso nel seicento. Negli stipiti, fra l’altro, si riconoscono alcuni pianeti ed i metalli che possono essere associati a questi. I due nani hanno invece provenienza diversa.

Per anni rimasta esposta al degrado ed all’incuria, soltanto dopo il Giubileo del 2000 è stata recuperata e rivalutata.

La porta, oggi murata, conduceva al laboratorio alchemico del Marchese.

Ai lati della stessa figurano due statue identiche rappresentanti un demone guardiano, Bes. L’architrave è sormontato da un medaglione che riproduce un’immagine simbolica apparsa in un antico trattato rosacrociano. Sull’architrave, lungo gli stipiti e sulla soglia, sono incisi simboli alchemici e frasi allegoriche in latino ed ebraico, e la porta, nel suo insieme, riassume i principi fondamentali dell’Arte, l’Alchimia, l’antica scienza delle Trasmutazioni Metalliche e della Pietra Filosofale.

Un’ottima guida potete trovarla a questo link.

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