10 Agosto 2020
Luoghi da visitare

Riserva Naturale Regionale Nazzano, Tevere – Farfa

La riserva naturale Nazzano Tevere-Farfa è un’area naturale protetta situata nei comuni di Nazzano, Torrita Tiberina, Montopoli di Sabina, in provincia di Roma.
La riserva è stata la prima area naturale protetta istituita dalla Regione Lazio, nel 1979.

È visitabile tutti i giorni dall’alba al tramonto attraverso i tre accessi principali.

Il suo nome particolarmente lungo deriva da i tre elementi naturali fondamentali del suo territorio: il Tevere, il suo affluente Farfa e il laghetto di Nazzano che si è originato per opera dell’uomo con la costruzione di una diga. È dunque l’acqua, su cui riflette il verde della lussureggiante vegetazione circostante, l’elemento più importante di questo territorio in cui l’attrazione principale per i visitatori è costituita dalla ricca presenza di uccelli tipici delle zone umide.

Storia

Tra il 1953 e il 1955 l’ENEL costruì, per la produzione di energia elettrica, uno sbarramento sul fiume Tevere poco più a valle della confluenza con il torrente Farfa.

In seguito alla realizzazione di questa diga, subito a monte di quest’ultima, si innalzò il livello dell’acqua, con la conseguente inondazione dei terreni circostanti. Si formò così una specie di “lago”, esteso per circa 300 ettari, in grado di ospitare un gran numero di specie di uccelli durante le loro migrazioni.

L’importanza naturalistica del lago di Nazzano portò quindi nel 1968 alla creazione di una oasi di protezione della fauna istituita grazie all’intesa fra ENEL, Comune di Nazzano e WWF Italia. In seguito a questa protezione, gli uccelli aumentarono ancora al punto da rendere l’area meritevole di essere inserita nel 1977, con decreto del Ministero dell’agricoltura e foreste, nell’elenco delle zone umide di importanza internazionale tutelate dalla convenzione di Ramsar.

Nel 1979, nell’area della vecchia oasi e in alcune zone limitrofe (occupate da boschi e campi coltivati o a pascolo), la Regione Lazio – con la legge 4 aprile 1979, n. 21 – istituì la “Riserva naturale Tevere-Farfa”, prima area protetta regionale comprendente parte dei territori dei comuni di Nazzano e Torrita Tiberina.

Oggi la Riserva, divenuta “area di interesse regionale” secondo quanto disciplinato dalla legge della Regione Lazio n. 29 del 1997, comprende anche una parte del territorio del comune di Montopoli di Sabina.

Sul tratto di fiume Tevere tra il ponte di Torrita Tiberina e gli uffici del Parco, la manifestazione sportiva Discesa Internazionale del Tevere da Città di Castello a Roma, svolge ogni anno la sua tappa del 30 aprile, con partecipanti in canoa, in sup, in bici, a piedi.

Ambiente naturale

Il paesaggio della Riserva è caratterizzato dalla morfologia del Tevere che in questo tratto scorre lentamente formando ampie anse e meandri.
La valle fluviale, tipicamente alluvionale con depositi d’argille, sabbie e ghiaie, è delimitata da colline di modeste dimensioni costituite da sedimenti d’origine marina.
La ricca presenza d’uccelli nell’ambiente lacustre costituisce uno dei motivi di maggior interesse per i visitatori. Oltre agli anatidi come il germano reale, l’alzavola, il fischione e la moretta, è possibile osservare lo svasso maggiore, la folaga, il martin pescatore e rapaci come il falco di palude e il falco pescatore.
Il canneto, costituito prevalentemente dalla cannuccia e dalla tifa, è talvolta impreziosito dalla gialla fioritura dell’iris di palude mentre, sui terreni argillosi, troviamo la bardana e l’equiseto tra le radici di salici bianchi e rossi.
È questo il regno di moltissimi uccelli come il cannareccione, la cannaiola, il porciglione, la gallinella d’acqua e la nutria, mammifero alloctono d’origine americana naturalizzatosi da alcuni decenni in molte zone umide italiane.

Laddove il canneto si dirada, nelle zone con acqua stagnante, si può osservare il potamogeto, l’azolla americana e la curiosa lenticchia d’acqua dalle minuscole foglie tondeggianti. Questo habitat è molto importante per la riproduzione di pesci, insetti e anfibi come il tritone punteggiato e la rana verde. Le zone coltivate e i pascoli dell’ampia piana di Nazzano sono prevalentemente frequentati da corvidi, ma sono anche i luoghi dove è più facile osservare l’allodola, il tasso e rettili come il biacco.

Sugli argini del fiume, in particolare sulla riva destra, è presente uno dei pochi esemplari superstiti di bosco ripariale dell’intero basso corso del Tevere formato da pioppi bianchi e neri, allori, ontani e da qualche farnia. Le cime di questi alberi rappresentano un ottimo rifugio per la garzetta, l’airone bianco maggiore e l’airone cenerino di cui è stata documentata la nidificazione.
Sui versanti collinari che s’affacciano sulla valle Tiberina è possibile osservare le chiome scure di leccio, soprattutto dove il versante è più acclive, ma anche di querce a foglia caduca come la roverella e il cerro. Contribuiscono a formare questo bosco d’elevato interesse naturalistico l’albero di Giuda, riconoscibile per vivaci fioriture violacee primaverili, l’orniello, il carpino nero, l’acero campestre oltre a specie arbustive come il lentisco, il viburno e la fillirea dai piccoli fiori bianchi e profumati.
In questo residuo ambiente boschivo è stata documentata la presenza dell’istrice, della martora, del gatto selvatico e di numerosi piccoli roditori, prede preferite del barbagianni e d’altri rapaci notturni.

Itinerari

Sentiero natura “La Fornace”

  • Difficolta : Facile
  • Dislivello in salita: 0m
  • Durata: 40m
  • Lunghezza: 1,5 km

Il sentiero, esclusivamente pedonale, si snoda all’interno di una delle aree di maggior interesse naturalistico della Riserva Naturale.

Il percorso attraversa un bosco umido ripariale, costituito da salici, pioppi e ontani; un lembo di bosco misto collinare formato da orniello, carpino nero, leccio, cerro e tratti di canneto dove trovano rifugio numerose specie di uccelli. Diverse le specie arbustive come la sanguinella, il rovo, il biancospino e la berretta del prete, mentre tra le piante erbacee dominano la cannuccia di palude, la tifa, l’iris di palude, il giunco e l’equiseto (conosciuto come coda cavallina) un vero e proprio “fossile vivente”.

All’interno del canneto si svolge un’intensa attività animale, difficile da osservare ma spesso facile da ascoltare: molti anatidi (ad esempio il germano reale e l’alzavola), rallidi (la folaga) ma anche lo svasso maggiore e molti passeriformi (il cannareccione, il migliarino di palude) così come il beccaccino e il tarabusino nidificano, si nutrono o semplicemenete si rifugiano all’interno di esso. Il pregio principale di questo sentiero è quello di rendere accessibili zone paludose ed acquitrinose che permettono al visitatore di immergersi completamente all’interno della fitta vegetazione fluviale. Questa area è regolata da norme particolari, per garantire uno sviluppo equilibrato, duraturo e in armonia con la natura.

E’ vietato raccogliere campioni di flora, disturbare gli animali, condurre cani sciolti, accendere fuochi, produrre rumori molesti e gettare i rifiuti. E’ inoltre vietato l’attraversamento del sentiero a cavallo e in bicicletta per non danneggiare e deteriorare le traversine di legno, particolarmente delicate.

Per ulteriori info chiamare gli uffici dell’Ente Parco allo 0765-332795

Sentiero del Fiume

  • Difficolta : Facile
  • Dislivello in salita: 0m
  • Durata: 1h
  • Lunghezza: 8,0 km

All’interno della Riserva, in uno splendido scenario ricco di vegetazione, canneti e uccelli acquatici è possibile per il visitatore godersi le bellezze del luogo rilassandosi sui battelli ecologici della Riserva, l’ “Airone” e il “Martin Pescatore” di 23 posti ciascuno.

Le gite hanno una durata diversa in base al percorso: è possibile svolgere l’itinerario di circa un’ora nel tratto interno al Parco (compreso fra l’approdo di Nazzano e quello di Torrita Tiberina), oppure si può effettuare un percorso più lungo raggiungendo l’approdo situato sotto Sant’Oreste, così da poter apprezzare interamente lo splendido paesaggio della valle del Tevere.

La gita in battello consente inoltre al visitatore d’ammirare, da una prospettiva diversa e suggestiva, la bellezza dei manieri che si ergono maestosi sui promontori dei comuni circostanti e le pareti scoscese di Ripa Bianca in cui è ben visibile il ciclo sedimentario conseguente alle fasi di ingressione e regressione del mare nel Pliocene.

Su questi rilievi di grande interesse geologico e archeologico è possibile, con un’attenta ricerca, individuare resti fossili di conchiglie di molluschi marini.

L’accesso ai battelli è facilitato per i diversamente abili.

Per info e prenotazioni chiamare il Resp. Federico Bronzi ai seguenti numeri 347-6104110, 347-9364173, e.mail: ilsentierodelfiume@yahoo.it

sito web: www.sentierinavigati.com

Sentiero ripariale di Meana

  • Difficolta : Facile
  • Dislivello in salita: 10m
  • Durata: 20m
  • Lunghezza: 1,0 km

Sentiero breve ma molto bello e interessante anche per la presenza di una torretta e un capanno per il birdwatching in ottimo stato e la possibilità di ammirare diversi habitat della Riserva, dal laghetto di Nazzano, al bosco misto e ripariale sino al canneto.

Questo sentiero, inoltre, ha un grande valore simbolico in quanto è il frutto del complesso progetto di recupero che l’Ente Parco ha avviato da molti anni nell’area di Meana (attuale sede anche degli uffici amministrativi e dei Guardiaparco) per far fronte alla grave situazione di degrado ambientale e paesaggistico che si era creata nel corso di decenni a causa delle attività di escavazione e stoccaggio della cava qui operante. Il costante impegno e lavoro della Riserva hanno consentito di ripristinare gradualmente gli habitat originari del luogo, restituendo all’avifauna il proprio spazio vitale ed evitando rischi di dispersione della stessa o d’abbandono dell’area.

La Riserva ha inoltre realizzato il recupero architettonico e funzionale dei fabbricati esistenti, trasformandoli in sede dell’Ente e Centro polifunzionale per attività naturalistiche, didattiche, sportive e culturali.

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