Tra gli eventi e le tradizioni segnalate su Lazio Eventi, uno dei capitoli più curiosi e autentici della cultura gastronomica laziale è la Sagra del Fallone & Palio delle Contrade ad Affile, piccolo borgo arroccato alle pendici dei Monti Ernici e della Valle dell’Aniene.
Dietro al nome singolare si nasconde una preparazione contadina antica e un pezzo di storia medievale del territorio.
Che cos’è il Fallone di Affile?
Il fallone è una sorta di calzone o rustico tipico della civiltà rurale affilana. Nasce come pietanza “povera”, legata ai ritmi dei campi e all’economia contadina:
- L’impasto: Viene preparato tradizionalmente a base di farina di mais (talvolta mescolata a farina di grano tenero), acqua, un pizzico di sale e poco lievito, lavorato fino a ottenere una sfoglia rustica e corposa.
- Il ripieno della tradizione: Il cuore originario del fallone è rigorosamente a base di erbe campestri e verdure di stagione — bietole selvatiche, cicoria dei campi, cime di rapa o broccoletti ripassati in padella con aglio, peperoncino e olio extravergine locale.
- Le varianti saporite: Nel tempo, alle verdure sono state affiancate salsicce locali fresche o di maiale nero, e oggi viene persino proposto in versioni rielaborate (dalla panatura con fallone sbriciolato fino all’insolita farcitura dolce con creme spalmabili).
- La cottura: Originariamente veniva cotto nei forni a legna del paese, spesso subito dopo aver infornato il pane o cotto sotto la cenere/sul testo, assumendo una crosticina croccante all’esterno e una consistenza morbida e fragrante all’interno.
Il legame con la storia e il Palio delle Contrade
La celebrazione del fallone non è soltanto una festa culinaria, ma una rievocazione identitaria per il borgo:
- Il Palio e le quattro Contrade: La manifestazione è associata alla contesa tra le contrade storiche del paese, che si sfidano in prove di abilità e tiro alla fune tra i vicoli del centro storico.
- La memoria di Ildemondo: Durante la festa viene spesso rievocata la figura di Ildemondo, feudatario e figura chiave delle vicende medievali di Affile e della contesa territoriale tra l’Abbazia di Subiaco e i signorotti locali nell’XI secolo.
- L’abbinamento col Cesanese: Affile è rinomata soprattutto per essere la culla del Cesanese di Affile DOC, uno dei vitigni autoctoni a bacca rossa più nobili e storici del Lazio (apprezzato già dai Romani e poi dai monaci benedettini). Il fallone, con il suo ripieno amarognolo di cicorie e la grassezza della salsiccia, rappresenta l’abbinamento naturale con questo vino morbido, speziato e avvolgente.
A differenza delle ricette romane più note (amatriciana, carbonara, cacio e pepe), la cucina delle aree interne del Lazio conserva un micro-patrimonio di preparazioni legate alla farina di mais e alle erbe spontanee di montagna che raramente superano i confini comunali. Il fallone racconta proprio questa frontiera: una cucina di sussistenza trasformata in simbolo di orgoglio comunitario e memoria contadina.

Ecco la ricetta tradizionale per preparare in casa il Fallone di Affile.
Ingredienti (per circa 4 falloni)
Per l’impasto:
- 300 g di farina di mais (a grana fine o macinata a pietra)
- 150 g di farina di grano tenero tipo 0 o 1 (aiuta la tenuta del glutine, assente nel mais)
- 250-300 ml di acqua tiepida
- 5 g di lievito di birra fresco (oppure mezzo cucchiaino di bicarbonato per la versione azzima tradizionale)
- 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
- 1 cucchiaino raso di sale
Per il ripieno tradizionale:
- 800 g di verdure a foglia mista (cicoria di campo, bietole selvatiche, broccoletti o cime di rapa)
- 2 spicchi d’aglio
- 1 peperoncino fresco o secco
- 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
- Sale q.b.
- (Opzionale per arricchire): 2 salsicce fresche di suino sbriciolate
Preparazione
1. Il ripieno
- Pulisci e lava accuratamente le verdure. Lessale in poca acqua bollente salata per circa 5-7 minuti, poi scolale e strizzale molto bene per eliminare l’acqua residua.
- In una padella capiente fai scaldare l’olio con gli spicchi d’aglio schiacciati e il peperoncino. Se usi le salsicce, aggiungile sbriciolate e falle rosolare finché cambiano colore.
- Unisci le verdure e falle saltare a fiamma vivace per 8-10 minuti, facendole insaporire a dovere finché risultano ben asciutte. Regola di sale, elimina l’aglio e lascia intiepidire.
2. L’impasto
- In una ciotola capiente mescola la farina di mais con la farina di grano e il sale.
- Sciogli il lievito nell’acqua tiepida e versalo a filo sulle farine, aggiungendo anche i due cucchiai d’olio.
- Lavora l’impasto con le mani. La farina di mais rende l’impasto più friabile e meno elastico del consueto: lavoralo finché non ottieni una consistenza compatta, morbida e modellabile (se necessario, aggiungi un goccio d’acqua).
- Copri con un canovaccio e lascia riposare per circa 30-40 minuti.
3. Chiusura e formatura
- Dividi l’impasto in 4 panetti uguali.
- Stendi ciascun panetto su un foglio di carta forno leggermente infarinato, formando dei dischi spessi circa 4-5 millimetri.
- Disponi il ripieno di verdure (e salsiccia) su una metà del disco, lasciando un bordo libero di circa 1,5 cm.
- Aiutandoti con la carta forno, ripiega l’altra metà sopra il ripieno per formare una mezzaluna (il classico calzone).
- Sigilla bene i bordi premendo con i polpastrelli o con i rebbi di una forchetta. Spennella la superficie con un velo d’olio d’oliva.
4. Cottura
- In forno: Preriscalda il forno a 200°C statico. Inforna i falloni (su teglia con carta forno) per circa 25-30 minuti, finché la superficie non risulta dorata e croccante.
- Sul testo / in padella (metodo rustico): Scalda un testo in ghisa o una padella antiaderente dal fondo spesso. Cuoci a fuoco moderato coperto per circa 10-12 minuti a lato, facendo attenzione a cuocere bene anche il bordo.
Servilo tiepido, accompagnato da un bicchiere di Cesanese di Affile.








