Tra le tradizioni più singolari e cariche di memoria storica documentate nel patrimonio folklorico laziale spicca la Festa dei Pugnaloni ad Acquapendente, nel cuore della Tuscia viterbese.
Nonostante il nome possa evocare duelli o armi medievali, i pugnaloni sono in realtà imponenti e raffinati mosaici verticali realizzati esclusivamente con foglie ed elementi vegetali freschi, alti oltre tre metri, portati in processione ogni terza domenica di maggio.
Le origini: la cacciata del tiranno Barbarossa (1166)
La celebrazione affonda le radici in un episodio storico preciso: la ribellione della cittadinanza di Acquapendente contro il dominio tirannico di Federico I Barbarossa e del suo luogotenente locale.
- Il presagio del ciliegio: Nel maggio del 1166, un vecchio ciliegio ormai secco da anni, situato nei pressi della chiesa del paese, fiorì improvvisamente e contro ogni legge naturale.
- Il segnale della rivolta: La popolazione interpretò l’evento come un intervento prodigioso della Madonna del Fiore per incitarla alla libertà. I contadini imbracciarono gli unici attrezzi a loro disposizione per cacciare gli oppressori: i pungoli (in dialetto pugnaloni), le aste di legno con una punta di ferro usate per stimolare i buoi durante l’aratura e per ripulire il vomere dalla terra.
- La vittoria: Cacciato il governatore imperiale e distrutto il castello, il pungolo da aratro fu adornato di ginestre, rami ed erbe dei campi e portato in corteo di ringraziamento.
Come nasce un Pugnalone oggi: l’arte effimera dei laboratori
Nel tempo, il semplice bastone ornato di fiori si è trasformato in grandi quadri allegorici su tavole di legno (di circa 2,60 per 3,60 metri).
- I gruppi e le botteghe: La competizione coinvolge l’intera cittadina, divisa in gruppi storici di bozzettisti e costruttori. Il bozzetto viene disegnato mesi prima, spesso affrontando temi di pace, libertà e rinascita.
- Materiali rigorosamente naturali: È severamente vietato l’uso di coloranti sintetici, vernici o elementi artificiali. Si utilizzano solo petali di fiori, foglie di ogni tonalità, corteccia di pioppo, muschio, steli ed erbe selvatiche raccolte sui rilievi dell’Alta Tuscia.
- La “notte bianca” dell’incollatura: Poiché i petali e le foglie deperiscono rapidamente, l’opera viene montata e incollata (usando miscele naturali o colle ad acqua) esclusivamente nelle ultime 24 ore prima dell’evento. I gruppi lavorano ininterrottamente per tutta la notte precedente la sfilata.
La sfilata e la rivalità cittadina
La domenica mattina i quadri vengono esposti lungo le vie e le piazze del borgo medievale, accompagnati dal corteo storico in costume del XII secolo, con tamburini e sbandieratori. Nel pomeriggio i grandi pannelli sfilano in processione dietro la statua della Madonna del Fiore ed entrano nella cattedrale del Santo Sepolcro.
Una giuria di esperti d’arte valuta l’esecuzione tecnica, il bilanciamento cromatico e l’espressività compositiva, premiando il gruppo vincitore tra una rivalità appassionata che anima Acquapendente per tutto l’anno.
Sito ufficiale: Pugnaloni di Acquapendente







